
Terapia genica – asteroid mining – deadbot
Incredibile terapia genica uditiva
Una bambina britannica di 18 mesi, nata sorda a causa di una rara malattia genetica, ha recuperato l’udito grazie alla terapia genica. Un trattamento innovativo che rappresenta una svolta promettente nella cura della sordità. La ricerca è potente e ci stupisce ogni giorno.
Un millimetro cubo
Ricercatori di Harvard e Google AI hanno mappato un millimetro cubo di tessuto cerebrale umano, rivelando dettagli complessi e nuovi delle connessioni neuronali, evidenziando la straordinaria complessità del cervello. Pensate, una fatica immane per mappare uno spazio così piccolo, c’è ancora molta strada da fare per comprendere il cervello.
AI contro AI
La selezione del personale è sempre più affidata a algoritmi di intelligenza artificiale, creando una corsa tra aziende e candidati. Infatti, anche questi ultimi utilizzano strumenti AI per ottimizzare il processo di assunzione, rischiando di perdere l’elemento umano essenziale. Algoritmi contro algoritmi ed empatia messa in secondo piano.
Mining degli asteroidi
Nonostante molti fallimenti passati, nuove aziende e tecnologie stanno rilanciando l’interesse per l’estrazione mineraria dagli asteroidi, ma le sfide tecniche ed economiche rimangono significative. Il valore in gioco è enorme e, periodicamente, il tema ritorna sulle copertine.
Deadbot
La ri-creazione digitale di persone defunte tramite AI, sebbene tecnicamente sempre più accessibile, solleva serie preoccupazioni etiche, legali e psicologiche, soprattutto per il potenziale impatto sui familiari sopravvissuti.
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VIDEO
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STORIA DI COPERTINA
TERAPIA GENICA UDITIVA
Questa settimana voglio aprire The Future Of, con una di quelle belle notizie di tech for good che ci raccontano davvero di un mondo pieno di possibilità.
Una bambina britannica di appena 18 mesi nata sorda a causa di una rara malattia genetica, è diventata la prima persona al mondo a recuperare l’udito grazie alla terapia genica. Un caso che rappresenta una svolta promettente nel trattamento della sordità, che deve ancora avere sviluppi successivi tutti da monitorare, ma rappresenta un passo nella direzione fondamentale.
La terapia, chiamata CHORD, è stata condotta ad Addenbrooke’s Hospital a Cambridge. La bimba ha ricevuto un’infusione contenente un virus innocuo (AAV1) che trasportava una copia del gene OTOF funzionante. Il virus è quindi una sorta di autobus ed il gene sano il prezioso passeggero. Questo gene una volta in loco produce una proteina chiamata otoferlina, necessaria per l’udito.
La terapia genica, per semplicità, ha introdotto una copia sana del gene nelle cellule dell’orecchio interno, permettendo la produzione della proteina mancante e il ripristino della funzione uditiva. La produzione di otoferlina, infatti, consente la trasmissione dei segnali elettrici dal nervo uditivo al cervello, funzione senza la quale non si può sentire.
La terapia è stata ben tollerata e ha dimostrato di essere sicura ed efficace. Dopo circa 4 settimane, la bimba di nome Opal ha iniziato a reagire ai suoni anche con l’impianto cocleare dell’orecchio sinistro spento. A 24 settimane riusciva già a sentire sussurri.
I genitori ovviamente sono entusiasti del successo della terapia. Sperano che questa possa aiutare altri bambini e le loro famiglie, migliorando la loro qualità di vita quotidiana.
La sordità di Opal era causata da una neuropatia uditiva, una malattia rara che colpisce circa uno o due bambini su diecimila nati. Lo studio è ancora in corso e prevede altre fasi: conclusa la prima con una dose bassa in un orecchio, la seconda si baserà su una dose più alta e la terza con entrambe le orecchie. I pazienti saranno monitorati per cinque anni.
Il cammino è ancora lungo, ma se il buongiorno si vede dal mattino…



