
Lotta al cancro – Mind Theory – Cavi e satelliti
CRISPR attivato con ultrasuoni
Una rivoluzionaria ricerca scientifica ci regala un sistema di attivazione dell’editing genetico a comando. Attraverso gli ultrasuoni. I risultati sugli animali sono spettacolari (rimossi il 100% dei tumori), ma il cammino per le applicazioni nell’uomo è ancora lungo. E non è nemmeno il problema principale. Cioè il costo di accesso alle cure oncologiche esageratamente costose.
Programma DARPA Mind Theory
La DARPA, in passato ha messo cervello, dati e comportamento umano al centro delle proprie ricerche. Dopo i programmi TIA, LifeLog e Inspire ora presenta The Mind Theory. Un tentativo di affidare agli algoritmi la previsione e la modellazione di comportamenti, specialmente per fini di sicurezza nazionale.
Con gli ovvi corollari legati alla privacy, la sicurezza dei dati, il consenso e gli usi potenzialmente non etici.
Dai cavi sottomarini ai satelliti
La NATO lancia il programma HEIST. Un tentativo di veicolare verso i satelliti i dati prioritari e importanti, in caso di guasto o sabotaggio ai cavi sottomarini che sono l’ossatura di internet. Capiamo chi sono i player, perché i cavi sottomarini sono cruciali (per motivi geopolitici ed economici) e come i satelliti potrebbero fare da backup in caso di problemi.
I BOT AI di Facebook
Meta annuncia che i BOT generati dall’AI saranno parte integrante dell’ecosistema di social media di Zuckerberg. Avranno il proprio profilo, bio, personalità e contenuti. Proviamo a riflettere su questa decisione e capire a chi serve davvero. Spoiler: non certo agli utenti delle piattaforme.
Parole chiave: Lotta al cancro – Mind Theory – Cavi e satelliti
***
STORIA DI COPERTINA
CRISPR ATTIVATO CON ULTRASUONI
Un nuovo tipo di terapia genica contro il cancro, è stata sviluppata dalla University of Southern California (USC): utilizza ultrasuoni per attivare a distanza CRISPR, uno strumento di editing genetico. Perché ne parliamo? Perché questa tecnica innovativa ha permesso di rimuovere i tumori nei topi con una precisione senza precedenti, cioè il 100% dei casi. Intrigante.
Il CRISPR è una tecnica progettata per mirare a geni obiettivo / target con l’aiuto di un enzima chiamato Cas9. Ci consente di lavorare con grande precisione, ma il problema è che non sempre rimane nella parte giusta del corpo e può continuare a modificare i geni anche molto tempo dopo il suo utilizzo iniziale, scatenando potenzialmente una risposta immunitaria.
Il nuovo approccio prevede l’attivazione localizzata di CRISPR mediante impulsi ultrasonici focalizzati, che generano calore in specifiche aree del corpo, stimolando così la produzione di Cas9 solo dove necessario. Questo sistema controllabile consente di accendere e spegnere l’attività di CRISPR a piacimento, riducendo il rischio di danni collaterali.
Combinazione vincente
Per combattere il cancro, il team ha utilizzato CRISPR per colpire i telomeri delle cellule tumorali, provocandone la morte e stimolando una risposta immunitaria. E per rafforzare l’efficacia, il trattamento è stato combinato con cellule CAR T: si tratta di cellule immunitarie prelevate da un paziente, programmate ad-hoc per attaccare un bersaglio specifico e poi reintrodotte nell’organismo.
Quindi non un semplice taglia e cuci genetico, ma una vera e propria combinazione di tecnologie, alcune già note, altre sperimentate per la prima volta per combattere i tumori. I risultati sugli animali si sono rivelati promettenti: il 100% dei topi trattati con la combinazione CRISPR/CAR T ha eliminato completamente i tumori, rispetto al 40% di sopravvivenza con la sola terapia CAR T.
Nonostante l’entusiasmo, saranno necessari ulteriori studi per verificare la sicurezza e l’efficacia di questo approccio sugli esseri umani. Quindi calma e sangue freddo, perché il tempo che intercorre tra una sperimentazione positiva sugli animali e il rilascio di un medicinale sul mercato, sempre che tutte le fasi successive vadano bene, può essere anche di 10 o 15 anni. I pazienti però possono non avere tutto questo tempo a disposizione.
Remote-controlled gene therapy uses ultrasound to kill cancer
Prezzi
Ma quando queste innovazioni arrivano sul mercato, ci siamo chiesti, sono davvero alla portata delle persone comuni? Alcune aziende farmaceutiche fissano prezzi estremamente alti per nuovi farmaci oncologici, spesso ben oltre i costi di ricerca e sviluppo. Questo può limitare l’accesso alle cure, soprattutto nei paesi a basso reddito.
I prezzi esorbitanti dei trattamenti contro il cancro, con margini di profitto tra il 40% e il 90%, stanno alimentando l’aumento dei costi sanitari globali e limitando l’accesso ai farmaci per oltre 2 miliardi di persone. Le aziende farmaceutiche giustificano i prezzi elevati con i costi di ricerca e sviluppo (R&S), ma mancano di trasparenza sugli investimenti effettivi.
Prendiamo per esempio i report di Public Eye: si tratta di un’organizzazione svizzera non governativa (ONG) che si occupa di monitorare e denunciare pratiche aziendali non etiche e i loro impatti negativi su persone e ambiente. Public Eye ha analizzato sei trattamenti antitumorali di grandi aziende come Novartis e Roche, evidenziando che i profitti astronomici superano di gran lunga quelli di altri settori. Questo sistema monopolistico danneggia il diritto alla salute, minaccia la sostenibilità dei sistemi sanitari e favorisce un’assistenza a due livelli, anche in Paesi ricchi come la Svizzera. Ha richiesto quindi un intervento urgente del governo svizzero per garantire prezzi più equi e trasparenti, tutelando l’accesso equo ai farmaci e la sostenibilità del sistema sanitario.
Study shows that Big Pharma rakes in up to 90% profit on expensive cancer treatments
I profitti delle Big Pharma
Ma se andate in rete e cercate approfondimenti su questo tema, è tutto un pullulare di report e analisi, anche piuttosto qualificati. Come quello di Katie Porter, membro del Congresso americano, la quale esamina l’aumento dei prezzi di lancio dei farmaci oncologici, che dal 2008 al 2021 hanno visto un incremento medio del 8.000%, portando i costi a livelli insostenibili per molti pazienti. Questo impatto è particolarmente grave per anziani, persone non assicurate o sottoassicurate, e contribuenti tramite programmi come Medicare. L’analisi evidenzia le strategie di Big Pharma per massimizzare i profitti e propone riforme come il controllo dei prezzi e il miglioramento dell’Inflation Reduction Act per aumentare l’accessibilità alle cure.
skyrocketing_-_how_big_pharma_exploits_launch_prices_to_cash_in_on_cancer.pdf
Altra fonte interessante, l’articolo di Tim Bierley sul Guardian che critica le aziende farmaceutiche per i prezzi eccessivi dei farmaci oncologici, come Enhertu, il cui costo elevato rende inaccessibili le cure al NHS. Sebbene spesso si incolpino le autorità che fissano i limiti d’accesso e di rimborso alle cure, il problema è attribuibile a decisioni aziendali mirate a massimizzare i profitti. Bierley sottolinea che molti farmaci, inclusi quelli basati su ricerca pubblica, sono venduti a prezzi sproporzionati. Propone che il governo intervenga sui brevetti e condizioni i prezzi quando il settore pubblico finanzia la ricerca.
Blame big pharma, not the NHS, for drug prices | Pharmaceuticals industry | The Guardian



