
Recruiting AI – ricarica droni – Embodied vs Digital
AI e Watermark
La proliferazione di contenuti generati dall’AI, dai deepfake alla clonazione vocale, sta rendendo sempre più difficile distinguere il vero dal falso, sollevando preoccupazioni sulla disinformazione e sulla sicurezza digitale. Sebbene il watermarking e le regolamentazioni emergenti possano offrire soluzioni, restano molte incognite sulla loro efficacia e applicabilità in un panorama tecnologico frammentato e in continua evoluzione.
Right to disconnect
La California propone una legge che garantirebbe ai dipendenti il diritto di ignorare le comunicazioni del datore di lavoro al di fuori dell’orario lavorativo, suscitando riflessioni sul confine tra vita professionale e personale.
Reclutamento con l’AI
L’AI sta rivoluzionando il reclutamento, velocizzando la selezione dei candidati e automatizzando interviste, ma solleva dubbi su trasparenza, discriminazione e affidabilità. Nonostante l’efficienza, manca ancora una prova concreta che questo approccio porti a migliori performance aziendali rispetto ai metodi tradizionali, mentre il ruolo dei recruiter umani rischia di scomparire.
Waymo + Uber
La partnership tra Waymo e Uber Eats a Phoenix promette una consegna di cibo più efficiente e sostenibile tramite veicoli autonomi, anche se ci sono sfide da affrontare riguardo all’interazione con i clienti e l’impatto ambientale.
Droni a ricarica infinita
I ricercatori hanno sviluppato droni auto-ricaricabili capaci di atterrare su linee elettriche per prelevare energia, eliminando il limite della batteria e permettendo operazioni autonome prolungate. Questa innovazione potrebbe rivoluzionare settori come consegne, soccorso e monitoraggio ambientale, aprendo nuove prospettive per l’uso dei droni nel prossimo futuro.
Embodied vs Digital
L’Embodied AI, che integra un corpo fisico o virtuale per interagire con l’ambiente, supera i limiti delle AI esclusivamente digitali, rendendole più adattabili e contestualmente intelligenti. Grazie alle simulazioni, queste AI possono apprendere rapidamente senza rischi, avvicinandoci sempre più alla possibilità di un’intelligenza artificiale generale.
Parole chiave: Recruiting AI – ricarica droni – Embodied vs Digital
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STORIA DI COPERTINA
RECRUITING CON L’AI
L’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando radicalmente il processo di reclutamento per le posizioni lavorative aperte e sta influenzando anche il modo in cui i candidati rispondono agli annunci di lavoro.
Un report recente ha rivelato che quasi tutte le aziende Fortune 500 (il 99%, secondo una ricerca di Jobscan) utilizzano già la tecnologia per filtrare automaticamente i candidati durante il processo di reclutamento. Un sondaggio condotto da Resume Builder ha rilevato che, quest’anno, circa il 40% delle aziende utilizzerà l’AI per le interazioni iniziali con i candidati. Le ricerche sono tante e vanno tutte nella stessa direzione, lo strumento si sta diffondendo.
Le riserve dei candidati
I candidati in compenso continuano ad esprimere riserve sulla tecnologia. E non per niente. Uno studio condotto da ricercatori di Stanford e dell’Allen Institute ha rivelato che gli strumenti di reclutamento basati sull’AI potrebbero fare ipotesi discriminatorie sui candidati basandosi su modelli di linguaggio. Le maggiori preoccupazioni nell’uso dell’AI sono risultate essere: la mancanza di sfumature tipiche del giudizio umano, la scarsa accuratezza e affidabilità e la tecnologia immatura. La percezione non è positiva.
E non è solo un tema di tecnologia: un recente studio ha scoperto che quasi tre quarti dei datori di lavoro “non sanno” come implementare efficacemente l’AI. Un tema che spesso possiamo ricondurre al tema della trasparenza. L’AI si sta proprio sostituendo ai tradizionali recruiter umani, con i datori di lavoro che utilizzano la tecnologia per condurre le interviste preliminari di screening. E questo avviene spesso in modo inaspettato per i candidati, che possono trovarsi a dover rispondere a domande entro un limite di tempo, senza la presenza di un intervistatore umano.
Il Garante in Italia
In Italia il Garante per la protezione dei dati personali ha raccomandato la trasparenza, ma per esempio, nel nostro Paese non esiste ancora una legge specifica che obblighi a informare i candidati. A New York al contrario, l’obbligo vige, ma paradossalmente non è obbligatorio che la scelta finale venga fatta o almeno supervisionata da un essere umano; la macchina può decidere da sola!
Nonostante queste sfide, il futuro del reclutamento con l’AI resta promettente. Le piattaforme di reclutamento alimentate dall’AI stanno semplificando il processo di assunzione, analizzando i curriculum, identificando candidati adatti e prevedendo la loro idoneità al lavoro, risparmiando tempo e risorse alle aziende.
Almeno sulla carta. E questo lo dico perché, se guardiamo al solo processo di recruiting, non c’è dubbio che l’automazione aiuti a filtrare migliaia di CV e portare a compimento un gran numero di interviste. In tempi più brevi e con costi minori. Ma io non ho ancora mai, e dico mai, visto una singola ricerca che dimostri in maniera chiara che i candidati assunti attraverso questo processo abbiano generato performance migliori, per l’azienda, di quelli reclutati con i metodi tradizionali, più lenti e costosi.
Perché il successo del processo di selezione non si misura con l’obiettivo fine a sé stesso di assumere un candidato, ma di assumere una persona capace di generare valore per l’azienda. Quindi senza questi dati, non possiamo dire che assumere con l’AI sia meglio che assumere senza. In compenso, la grande competenze ed esperienza dei recruiter umani, rischia di andare persa nel giro di pochi anni, perché le macchine li sostituiranno a breve.



