Teleoperation robotica – geoingegneria solare – dumbphone

Lo spazio dei curiosi di futuro

Teleoperation robotica - geoingegneria solare - dumbphone

Teleoperation robotica – geoingegneria solare – dumbphone

TELEOPERATION ROBOTICA

Un nuovo metodo permette di teleoperare robot umanoidi in tempo reale con una telecamera normale, aprendo nuove possibilità per il lavoro collaborativo e a distanza. I ricercatori della Carnegie Mellon University hanno sviluppato un nuovo metodo chiamato H2O (Human2HumanOid) che permette di teleoperare in tempo reale con tutto il corpo dei robot umanoidi utilizzando solo una normale telecamera.

CENTRALI SOLARI IN ORBITA

Un esperimento (terrestre) ci avvicina alla possibilità di realizzare centrali solari in orbita. Il progetto di Space Solar è ancora lungo e complesso, ma il successo di alcuni test ci avvicinano all’esecuzione reale. Prima se ne parlava e basta… ora si inizia a fare concretamente.

GEOINGEGNERIA DELLE NUVOLE

Un esperimento di geoingegneria solare per aumentare la copertura nuvolosa e contrastare il riscaldamento globale. Il progetto, chiamato Coastal Atmospheric Aerosol Research and Engagement (CAARE), è condotto dall’Università di Washington e prevede di spruzzare nell’atmosfera microscopiche particelle di sale marino. Bello, ma solleva preoccupazioni per gli impatti ambientali e la sua equità.

VEICOLI ELETTRICI: NUMERI AGGIORNATI

Il mercato dei veicoli elettrici cresce a livello globale, con la Cina che guida la transizione grazie a sussidi e tecnologie innovative, mentre alcuni operatori occidentali rallentano gli investimenti. Un de profundis? Mica tanto. Dati aggiornati ci dicono che nell’ultimo Quarter del 2023, a livello globale, il 20% delle vendite di automobili ha riguardato l’elettrico.

VIVI DOPO 46.000 ANNI

Vermiformi congelati nel permafrost per 46.000 anni sono tornati in vita dopo lo scongelamento, aprendo nuove possibilità per la conservazione delle specie e l’adattamento al cambiamento climatico.

DUMBPHONE

I dumbphone, telefoni con solo funzioni basilari, stanno diventando popolari come risposta all’impatto negativo degli smartphone sul benessere mentale e sulla privacy.

DEPRESSIONE E REALTA’ VIRTUALE

La realtà virtuale si presenta come un nuovo strumento promettente per alleviare i sintomi della depressione e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Parole chiave: Teleoperation robotica – geoingegneria solare – dumbphone

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VIDEO

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STORIA DI COPERTINA

TELEOPERATION ROBOTICA

Il 2024, a detta di molti operatori del mondo della tecnologia, sarà l’anno dei robot umanoidi. Probabilmente non vedremo ancora all’opera prodotti definitivi e compiuti con l’abilità di sostituire l’uomo in tutto e per tutto, ma quest’anno ci si aspetta quanto meno che la tecnologia venga migliorata e porti sul mercato i primi prodotti utili, almeno in ambito industriale.

Il fatto che i robot abbiano forma e fattezze umanoidi, in alcuni ambiti, ha generato profonda antipatia per queste macchine. Toglierebbero il lavoro agli esseri umani. In realtà l’automazione ha già sostituito in parte il lavoro umano. Solo che, se parliamo di sistemi di controllo numerico, trasportatori a nastro, telecamere dotate di visione artificiale e così via… tendiamo ad enfatizzare il loro contributo alla produttività di un’azienda. Se invece parliamo di robot umanoidi, l’aspetto che più rileva sembra essere che rubano lavoro umano e sono in competizione con le persone.

Il fatto che abbiano forma antropomorfa non aiuta psicologicamente, è più facile percepirli come rivali rispetto ad un braccio meccanico che raccoglie un prodotto da un nastro. Inoltre, l’effetto novità provoca spesso sospetto. Siamo ormai abituati a robotici industriali che hanno le forme tradizionali di un macchinario, non ai robot con due braccia e due gambe.

Un macchinario industriale, infine, ci sembra più prevedibile e quindi controllabile. Un sistema che si occupa di saldare, assemblare pezzi, stampare, unire componenti pensiamo che tutto sommato faccia solo quello. Un robot umanoide al contrario, forse proprio perché assomiglia ad un uomo, potrebbe fare qualcosa che non ci aspettiamo?

Humanoid2HumanOid

Intanto che riflettiamo su queste cose, i ricercatori della Carnegie Mellon University hanno sviluppato un nuovo metodo chiamato H2O (Human2HumanOid) che permette di teleoperare in tempo reale con tutto il corpo dei robot umanoidi utilizzando solo una normale telecamera.

In passato abbiamo visto che per consentire ad un uomo di insegnare ad un robot a muoversi, servivano apparecchiature costose e complesse, telecamere, sensori, computer con grande potenza e altre diavolerie per ottenere, spesso, il risultato modesto di vedere i robot muoversi come pupazzi un po’ goffi.

Ora tutto cambia. H2O funziona innanzitutto ritarando i movimenti umani in base alle capacità fisiche del robot umanoide. E questo assicura che i movimenti siano fattibili per il robot. Ma più che altro, i dati di movimento reali vengono poi utilizzati per addestrare un modello basato sull’apprendimento per rinforzo in grado di imitare questi movimenti in tempo reale.

Quindi il robot non replica meramente i movimenti che l’uomo sta facendo in quell’istante, punto per punto nello spazio, ma ha imparato a replicarli nella maniera più efficace ed adatta alla situazione reale. Quindi l’uomo da l’input ed il robot agisce al meglio delle sue possibilità.

Per ora, i movimenti che un robot replica bene sono abbastanza semplici, spostare delle scatole, spingere un passeggino, tirare un calcio ad un pallone. Gli spazi di miglioramento però sono pressoché infiniti.

Robot collaborativi

Perché questo è interessante? Primo, perché faciliterà l’adozione di robot collaborativi. L’uomo continuerà a dare l’input sentendosi padrone della situazione ed in una posizione di controllo e superiorità rispetto alla macchina. Secondo, perché paradossalmente potrebbe aprire allo smart working anche per compiti fisici, manuali, meccanici che oggi tipicamente è precluso ad operai, tecnici ed altre figure “sul campo”. Potrei far svitare una vite o assemblare due pezzi da un robot che si trova in fabbrica, mentre io sono comodamente nel salotto di casa mia. Dalla telecamera del robot vedo la situazione reale, accenno il movimento da fare e lui lo completa perché ha già imparato a farlo.

Ruba ancora il lavoro all’uomo? E se quel robot fosse stato, per esempio, all’ottavo piano interrato sott’acqua di una centrale idroelettrica in Emilia Romagna?