
L’orologio dell’apocalisse
Lo chiamano “Doomsday Clock” ovvero l’orologio dell’apocalisse. Non si porta al polso e non è incastonato in cima a qualche meraviglioso campanile, è un orologio simbolico creato nel 1947 dal Bulletin of the Atomic Scientists per rappresentare la probabilità di una catastrofe globale causata dall’uomo. La mezzanotte simboleggia l’apocalisse, mentre il tempo rimanente rappresenta la percezione del rischio esistenziale per l’umanità.
ORIGINE
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, molti scienziati temevano che la corsa agli armamenti nucleari avrebbe portato all’autodistruzione dell’umanità. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e i leader mondiali, il Bulletin of the Atomic Scientists decise di creare un simbolo visivo del pericolo: un orologio che simboleggiasse quanto l’umanità fosse vicina all’”apocalisse”.
Introdotto nel 1947 ed in uso ancora oggi, simboleggia la probabilità che l’umanità causi la propria fine. Dopo la Guerra Fredda era stato portato a 17 minuti dalla mezzanotte, ma negli ultimi anni il conteggio è stato accelerato fino ai secondi. Potrebbe essere riportato indietro se i leader mondiali cooperassero per ridurre le minacce esistenziali.
L’idea visiva dell’orologio fu concepita da Martyl Langsdorf, un’artista grafica e moglie del fisico Alexander Langsdorf Jr., che aveva lavorato al Progetto Manhattan. Lei progettò la copertina del Bulletin del giugno 1947, disegnando un orologio stilizzato con le lancette a 7 minuti dalla mezzanotte. Questo non aveva un significato specifico, ma serviva a creare un impatto immediato sul pubblico. E così fu.
Come viene aggiornato?
Ogni anno, un gruppo di esperti del Bulletin of the Atomic Scientists, tra cui scienziati, premi Nobel e specialisti in sicurezza globale, valuta i rischi mondiali e decide se spostare le lancette dell’orologio. I principali fattori considerati sono:
- Minaccia nucleare: tensioni geopolitiche, sviluppo di armi nucleari.
- Cambiamento climatico: riscaldamento globale, eventi estremi.
- Rischi tecnologici: intelligenza artificiale, armi autonome, cybersicurezza.
- Pandemie e bioterrorismo: virus emergenti, minacce biologiche.
STORIE NEL TEMPO
Cuba
Nel 1962, durante la Crisi dei Missili di Cuba, il mondo fu sull’orlo di una guerra nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Ci si potrebbe aspettare che l’orologio fosse stato portato a pochi secondi dalla mezzanotte… e invece non fu toccato affatto!
Motivo? Il Bulletin of the Atomic Scientists aggiornava l’orologio solo una volta all’anno, e la crisi si risolse prima che fosse presa una decisione formale. Il vero spostamento arrivò solo l’anno dopo, nel 1963, quando l’orologio fu allontanato dalla mezzanotte a 12 minuti, grazie alla firma del Trattato sulla messa al bando dei test nucleari.
Post-Guerra Fredda
Nel 1991, con la fine della Guerra Fredda, l’orologio venne portato indietro a 17 minuti dalla mezzanotte, il punto più sicuro di sempre.
Il motivo era la firma di trattati di riduzione delle armi nucleari tra Stati Uniti e Russia, tra cui il Trattato START I. Tuttavia, questo ottimismo si rivelò prematuro: nel decennio successivo, con la corsa al riarmo, il terrorismo globale e la crisi climatica, l’orologio iniziò a riavvicinarsi rapidamente alla mezzanotte.
Il cambiamento climatico
Fino agli anni 2000, il Doomsday Clock era legato principalmente alla minaccia nucleare. Ma nel 2007, per la prima volta nella sua storia, il Bulletin decise di spostarlo avanti non solo per le armi nucleari, ma anche a causa del cambiamento climatico.
L’orologio passò da 7 a 5 minuti dalla mezzanotte, citando come minacce:
- L’aumento delle emissioni di CO₂;
- Il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi sul clima;
- Lo sviluppo di armi nucleari in Iran e Corea del Nord.
Fu un momento storico: da quel punto in poi, la crisi climatica divenne una componente chiave nel calcolo dell’orologio.
La pandemia
Nel 2020, l’orologio fu portato per la prima volta sotto il minuto, a 100 secondi dalla mezzanotte.
Curiosamente, il motivo principale fu l’instabilità geopolitica e il rischio nucleare, mentre la pandemia di COVID-19, che proprio in quei mesi stava esplodendo, fu menzionata solo di sfuggita.
Ironia della sorte? Nel 2021, con milioni di morti e il mondo ancora in crisi, il Bulletin non lo spostò affatto, mantenendolo a 100 secondi. Solo più tardi la pandemia venne riconosciuta come un evento che aveva contribuito all’insicurezza globale.
ISPIRARE IL CAMBIAMENTO
L’orologio non ha quindi un approccio “scientifico”, però è uno strumento utile per ispirare miglioramenti nei comportamenti umani su scala globale. Quali? A cosa dobbiamo guardare?
Un accordo globale per la riduzione delle armi nucleari
- Un impegno concreto tra USA, Russia, Cina, India e altre potenze nucleari per ridurre il numero di testate attive.
- Un trattato rafforzato per fermare la proliferazione nucleare in Iran e Corea del Nord.
- Una riduzione della retorica aggressiva e delle minacce di utilizzo delle armi nucleari.
Un progresso tangibile nella lotta al cambiamento climatico
- Riduzione delle emissioni globali con nuove politiche energetiche efficaci.
- Un grande investimento in energia rinnovabile e tecnologie di cattura del carbonio.
- Un accordo internazionale più ambizioso che superi i limiti dell’Accordo di Parigi.
Regolamentazione etica dell’intelligenza artificiale
- Adozione di leggi internazionali che limitino l’uso dell’IA nelle operazioni militari e nella guerra cibernetica.
- Creazione di standard etici per lo sviluppo delle IA avanzate per evitare rischi di disinformazione e instabilità sociale.
- Un organismo globale per monitorare l’uso dell’IA a fini bellici o politici.
Una maggiore cooperazione globale su salute e sicurezza
- Creazione di un piano di risposta rapida per future pandemie.
- Rafforzamento dell’OMS e di altre organizzazioni sanitarie per garantire una migliore gestione delle crisi sanitarie.
- Maggiori investimenti nella ricerca scientifica per prevenire future pandemie.
Una riduzione dei conflitti geopolitici
- Un cessate il fuoco duraturo in Ucraina e Medio Oriente, accompagnato da trattative diplomatiche concrete.
- Un maggiore impegno dell’ONU nel prevenire guerre locali prima che si trasformino in crisi globali.
- Maggiore cooperazione economica tra grandi potenze per stabilizzare il commercio internazionale e ridurre le tensioni.
Ok forse siamo stati un po’ ottimisti. Ma attenzione. Secondo gli esperti, se anche molti di questi fronti mostrassero evoluzioni positive, comunque le lancette tornerebbero indietro di appena 5 o 6 minuti.
C’è ancora molto da lavorare, perché per la cronaca, quest’anno è stato aggiornato a soli 89 secondi.
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