
Un team di urbanisti e scienziati dell’informazione dell’Università Tsinghua in Cina ha dimostrato le capacità superiori dell’intelligenza artificiale (AI) nella pianificazione urbana rispetto agli esperti umani. I risultati, pubblicati su Nature Computational Science, evidenziano il potenziale dell’IA nel rivoluzionare lo sviluppo urbano.
Tradizionalmente, lo sviluppo urbano ha seguito modelli di crescita organica, che spesso hanno portato a espansioni disordinate e a risultati non ottimali. Tuttavia, negli ultimi tempi si è assistito a un cambiamento verso una pianificazione urbana sistematica che dà priorità a fattori come la vivibilità e la sostenibilità ambientale. Questo cambiamento ha portato alla richiesta di professionisti esperti di sviluppo urbano. Tuttavia, con l’aumentare della scala dei progetti urbani, aumentano anche le complessità. Qui sta la soluzione innovativa proposta dal team della Tsinghua University: una fusione unica di intelligenza artificiale e lavoro umano per affrontare queste sfide.
La base del loro sistema di intelligenza artificiale è radicata nel concetto di “città dei 15 minuti“, che prevede comunità in cui i residenti possano accedere ai servizi essenziali nel raggio di 15 minuti dalle loro case, migliorando la qualità della vita e riducendo l’inquinamento. Per addestrare il sistema di intelligenza artificiale, i ricercatori hanno utilizzato piani esistenti progettati dall’uomo, incorporando elementi chiave come parchi, spazi verdi, piste ciclabili e aree ricreative.
Questo è già un punto chiave. Come sempre l’AI viene “formata” sulla base di esperienze umane già compiute ed impara ad ottimizzare. Speriamo ovviamente, abbiano usato dei casi study di successo, ma visti i risultati per ora sembra proprio di si.
Inizialmente il team ha testato il sistema di intelligenza artificiale su una piccola comunità all’interno di un isolato con griglia 3×3, perfezionandolo e ottenendo notevoli miglioramenti. Man mano che la loro fiducia cresceva, hanno ampliato il loro campo d’azione per affrontare progetti di sviluppo più ampi, monitorando attentamente i risultati.
I risultati di questa impresa sono stati notevoli. I piani generati dall’IA hanno costantemente eguagliato o superato quelli creati dagli esperti umani. Inoltre, il tempo necessario per svolgere compiti che prima richiedevano ore si è ridotto a pochi secondi. I ricercatori sottolineano che il loro sistema di intelligenza artificiale non intende sostituire gli urbanisti umani, ma liberarli dagli aspetti di routine della pianificazione. Questa liberazione permette agli urbanisti di concentrarsi sulla concettualizzazione di visioni urbane olistiche, senza essere gravati da compiti amministrativi. Il futuro della pianificazione urbana viene rimodellato dal potenziale illimitato dell’IA, con l’esperienza umana a fare da guida.
In conclusione, il successo dell’integrazione dell’IA nella pianificazione urbana, come dimostrato dal team della Tsinghua University, rappresenta un significativo cambiamento di paradigma nel settore. Questo sviluppo offre nuove opportunità ai professionisti della pianificazione urbana per migliorare l’efficienza e concentrarsi sulla concettualizzazione strategica. In ultima analisi, questo sviluppo è in grado di apportare benefici al settore dello sviluppo urbano, snellendo i processi e migliorando la qualità dei progetti urbani. Il connubio tra intelligenza artificiale e innovazione umana promette un futuro più luminoso per la pianificazione urbana, in cui la tecnologia e l’esperienza lavorano fianco a fianco per creare città più sostenibili e vivibili.
Mi sento però di aggiungere un commento finale. Un conto è pianificare l’aggiunta di nuove aree, zone e quartieri alle città. Come spesso capita, pianificare da zero consente di incorporare le migliori soluzioni possibili senza fare i conti con il passato. Ma specialmente nel nostro contesto (non a caso siamo definiti il Vecchio Continente) la complessità dei quartieri e delle città esistenti è ben altro esercizio.
A metà del XIX secolo, Parigi subì una trasformazione radicale sotto la guida dell’urbanista Georges-Eugène Haussmann. I lavori di Haussmann comportarono la demolizione delle strette strade medievali e la loro sostituzione con ampi viali, parchi e moderni sistemi fognari e di trasporto. Questa riprogettazione non solo modernizzò la città, ma mirò anche a migliorare il flusso del traffico e l’igiene.
Dopo il grande incendio di Chicago del 1871, la città fu ricostruita con l’aiuto di architetti come Daniel Burnham. Il sistema a griglia di Chicago e l’implementazione di tecniche edilizie moderne la trasformarono in una vetrina architettonica e urbanistica. Il centro della città, in particolare, fu trasformato con la costruzione di grattacieli e l’incorporazione di spazi aperti.
Ma ristrutturazioni drastiche, incendi e pianificazioni da zero, come per esempio Brasilia, sono casi relativamente rari. La sfida che mi piacerebbe lanciare all’AI non è tanto pianificare meglio il nuovo, ma migliorare con analoghi principi l’esistente.
Home – The Future Of (the-future-of.it)
VIDEO
LIBRI SUL FUTURO
Le 10 Grandi domande sul futuro



