Vecchi supercomputer – Luna segreta – Rosalind Franklin

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Vecchi supercomputer - Luna segreta - Rosalind Franklin

S.9 Ep.193 – Vecchi supercomputer – Luna segreta – Rosalind Franklin

VECCHI SUPERCOMPUTER: Cheyenne, un supercomputer obsoleto, trova nuova vita all’asta, dimostrando che l’hardware non sempre diventa inutile. C’è fame di potenza di calcolo.

FALLIMENTI AI: gaffe eclatanti di fidanzate digitali e intelligenze artificiali mostrano che il cammino verso l’AI affidabile è ancora lungo. E noi umani dobbiamo sempre metterci il cervello.

ESPRESSO AD ULTRASUONI: La tecnologia rivoluzionaria del cold brew a ultrasuoni prepara un caffè delizioso in soli 3 minuti. Riducendo i tempi di produzione da 24 ore a 3 minuti.

LUNA SEGRETA: La missione spaziale cinese Chang’e-6 solleva dubbi sulla segretezza e sulle vere intenzioni dietro l’esplorazione lunare. Si copre che viene lanciato un rover lunare mai dichiarato. E’ solo l’ultimo di una serie di casi di segreti e misteri spaziali.

ROSALIND FRANKLIN: La storia di Rosalind Franklin, scienziata geniale dimenticata, viene finalmente raccontata grazie a nuovi documenti, facendo luce sul suo contributo fondamentale alla scoperta del DNA. La quarta pioniera del DNA.

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VECCHI SUPERCOMPUTER

Qualche tempo fa, su una nota rivista di tecnologia era comparso un articolo dal titolo quantomeno stuzzicante: Vi serve un vecchio supercomputer? Il Governo USA ha messo Cheyenne all’asta.

Infatti, il 29 aprile 2024, il governo degli Stati Uniti ha messo all’asta il suo ex supercomputer Cheyenne, che è stato appena venduto per poco meno di mezzo milione di dollari. Nonostante il prezzo modesto, l’acquirente ha portato a casa un sistema informatico ancora potente, seppur non all’avanguardia.

Cheyenne vantava in origine 8.064 CPU Intel Xeon, 313 TB di RAM DDR4, offrendo una potenza di calcolo di 5,34 petaflop. Nel suo momento di massimo splendore è stato tra i 10 supercomputer più veloci al mondo, utilizzato per ricerche scientifiche e simulazioni complesse in svariati campi come la genomica, la scienza dei materiali e la modellazione climatica.

Tuttavia, Cheyenne è entrato in funzione nel 2016 e la tecnologia informatica avanza a un ritmo vertiginoso. Oggi, supercomputer come Fugaku e Frontier offrono prestazioni decisamente superiori, rendendo Cheyenne obsoleto per le esigenze di ricerca di alto livello.

Ma non per questo inutile. Nonostante l’obsolescenza, l’asta ha generato un certo interesse. L’offerta iniziale era di $100.000 e il prezzo finale ha superato di quattro volte il minimo, dimostrando che c’è ancora domanda per sistemi informatici di grandi dimensioni, anche se non più all’avanguardia.

L’acquirente, il cui nome non è stato reso pubblico, potrebbe utilizzare Cheyenne per scopi diversi dalla ricerca scientifica di alto livello. Potrebbe essere impiegato per l’archiviazione di dati, l’apprendimento automatico o l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale.

Al netto di qualche sorpresa. Il sistema di raffreddamento perde acqua, i componenti ovviamente si sono svalutati, l’intero supercomputer deve essere rimosso con spese a carico dell’acquirente, andrà interamente ri-cablato per funzionare e quindi così come è… è un peso morto da rivitalizzare. Con annesso anche qualche rischio che non tutto vada per il verso giusto, riparare e sostituire i pezzi di un sistema obsoleto non è una passeggiata.

Ma il sistema ha ancora del valore e potrebbe trovare nuova vita in applicazioni meno impegnative. Questa asta dimostra quindi che c’è un mercato per l’hardware obsoleto, soprattutto per coloro che necessitano di potenza di calcolo a basso costo.

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FALLIMENTI AI

Quasi ogni settimana vi parlo di innovazioni legate all’intelligenza artificiale che ci piovono in testa con la frequenza di acquazzoni estivi. È in corso una rivoluzione non meno importante di quella del vapore, dell’energia elettrica o di internet, ma il cammino verso prodotti ben fatti è comunque tortuoso.

Il mondo dell’AI ci regala anche frequenti gaffe. E questa settimana ce ne propone alcune che meritano un pizzico di riflessione.

Il primo caso riguarda le famose fidanzate digitali. La tendenza sull’uso di questi tool è in costante crescita, così come i pericoli.

Gli uomini spendono cifre ingenti per queste compagne virtuali programmate per essere perfettamente compatibili. Hanno sicuramente visi digitalmente perfetti e forme procaci di chiara bellezza, ma spesso finisce qui. Si segnalano casi inquietanti di fidanzate AI che esprimono opinioni filo-Putin e giustificano persino l’invasione dell’Ucraina. Su una nota app, la leader di mercato per intenderci, la fidanzata alimentata dall’intelligenza artificiale ha detto a un utente di aver incontrato Vladimir Putin. E che si tratta del suo leader preferito. Lo ha definito un gentiluomo, non un dittatore, ma uno che capisce cosa vuole la gente.

Gli esperti sono chiari sul tema da sempre. Queste app potrebbero creare aspettative irrealistiche per le relazioni reali e persino insegnare agli utenti comportamenti scorretti. La costante convalida e il supporto emotivo da parte di una compagna perfettamente personalizzabile potrebbero rendere difficile affrontare le complessità dell’amore nella vita reale.

E se questo non bastasse, il secondo caso limite arriva da un articolo apparso su Reddit che testimonia alcuni strafalcioni di un noto Large Language Model italiano, che è in fase di addestramento. Al prompt umano “Mussolini è stato”, è seguita la risposta dell’AI “un dittatore, ma non un criminale, che ha fatto anche cose positive…” le solite trite e ritrite affermazioni su bonifiche, ferrovie, palazzi, dighe e tutto quanto noi umani dovremmo aver già imparato a valutare e filtrare correttamente.

Gli esempi di inciampi dell’AI sono numerosi, speriamo che dopo aver incespicato inizi a camminare correttamente, perché noi, di frasi sintatticamente corrette, ma senza significato, o peggio ancora zeppe di errori, non ce ne facciamo un gran che.

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ESPRESSO AD ULTRASUONI

La settimana scorsa vi ho parlato del forno a microonde inverso, un’apparecchiatura che sta arrivando sul mercato e che è in grado di raffreddare in poche decine di secondi una bevanda o una pietanza. Appunto un microonde al contrario.

Tecnologia e cibo si incontrano anche questa settimana, con un’innovazione anch’essa radicale. Parliamo di “cold brew”. Il cold brew del caffè è un metodo di preparazione in cui i chicchi di caffè macinati vengono immersi in acqua fredda o a temperatura ambiente per un periodo prolungato, solitamente tra 12 e 24 ore. Durante questo tempo, il caffè rilascia lentamente i suoi aromi e i suoi oli, creando una bevanda dal sapore morbido, dolce e meno amara rispetto al caffè tradizionalmente preparato con acqua calda.

Dopo il periodo di infusione, il caffè viene filtrato per rimuovere i chicchi macinati, ottenendo un concentrato di caffè che può essere diluito con acqua o latte secondo le preferenze personali. È estremamente popolare nei Paesi britannici ed anche in larga parte dell’Asia.

Ricercatori dell’Università del New South Wales hanno sviluppato un metodo per preparare il caffè cold brew in soli 3 minuti utilizzando le onde sonore. Si tratta di un miglioramento significativo rispetto al metodo tradizionale, che richiede appunto dalle 12 alle 24 ore.

Il segreto risiede in un “reattore” a ultrasuoni. Questo dispositivo utilizza onde sonore ad una frequenza di 38,8 kHz per creare bolle di cavitazione all’interno dei macinati di caffè. Quando queste bolle collassano, generano una pressione intensa che rompe i macinati di caffè e accelera l’estrazione di sapore e aroma.

E non finisce qui. Questo metodo non solo accelera il processo di infusione, ma può anche raddoppiare la resa dell’estrazione e la concentrazione di caffeina rispetto al cold brew tradizionale.

I ricercatori hanno modificato una macchina da espresso standard aggiungendo un sistema di trasmissione del suono brevettato. Questo sistema trasforma essenzialmente il portafiltro dell’espresso in un mini-reattore a ultrasuoni. Il bello di questo approccio, quindi, è che può essere adattato alle macchine da caffè esistenti, potenzialmente permettendo ai consumatori di godersi un cold brew a ultrasuoni a casa in meno di 3 minuti.

È incredibile come prodotti e consumi che noi percepiamo come stabili, tradizionali, a volte addirittura immutabili… prendano ogni giorno percorsi innovativi. E probabilmente anche molto gustosi.

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LUNA SEGRETA

Il 3 Maggio la Cina ha lanciato sulla Luna la missione Chang’e-6, che vuole atterrare ed esplorare la faccia nascosta del nostro satellite naturale. Niente di clamoroso fin qui, si tratta di uno degli innumerevoli progetti che stanno caratterizzando il 2024 dello spazio.

Ma si è scoperto che la Cina potrebbe aver trasportato un mini-rover non annunciato in precedenza. Delle immagini hanno rivelato un piccolo oggetto a quattro ruote attaccato al lander che non era mai stato menzionato prima. Lo scopo del rover non è chiaro, ma potrebbe essere equipaggiato con uno spettrometro a immagini infrarosse per cercare risorse sulla Luna.

Se gli scopi fossero esclusivamente scientifici, perché non rendere noti tutti i carichi ed il loro scopo? Questa segretezza attorno alle attività spaziali cinesi ha quindi destato preoccupazione alla NASA, che teme che la Cina possa avere ambizioni militari nello spazio.

La missione Chang’e-6 mira a raccogliere campioni di roccia e polvere dal bacino di Aitken al polo sud lunare. Si ritiene che questa regione sia ricca di risorse come ghiaccio d’acqua ed Elio-3, che potrebbero essere cruciali per la futura abitazione umana e la produzione di energia sulla Luna. La missione, del resto, fa parte del piano cinese di stabilire una base lunare permanente entro il 2030, obiettivo condiviso da altre nazioni spaziali come Stati Uniti e India.

Sgomberato il campo dalle teorie complottiste che vorrebbero alcune super potenze mondiali già presenti sulla Luna con basi segrete, la storia è piena di missioni dagli scopi poco trasparenti ed alcuni misteri.

I russi nel 1959 raccolsero immagini a bassa risoluzione della faccia nascosta della Luna, rese pubbliche solo molti anni dopo. Così come si ipotizza che la missione americana Surveyor del 1966 oltre a trasmettere immagini e dati scientifici, avesse anche la capacità di intercettare comunicazioni sovietiche. Ma erano temi di Guerra Fredda, quindi i dubbi erano parte del gioco.

Ci sono poi anche misteri e leggende. Come la presunta missione Apollo 20. Mai ufficialmente riconosciuta dalla NASA, si dice sia avvenuta nel 1976. Sarebbe stata condotta da un equipaggio misto russo-americano, con l’obiettivo di indagare su un misterioso oggetto di grandi dimensioni avvistato sul lato nascosto della Luna. Si ipotizza che l’equipaggio abbia scoperto una base aliena o una struttura artificiale sulla Luna, prove mai condivise con il pubblico.

Insomma, le missioni spaziali hanno un certo grado di supervisione internazionale, pensare che i cinesi si siano sbadatamente dimenticati di annunciare un componente della loro missione è ovviamente una stupidaggine. Pensare che la corsa alla supremazia nella colonizzazione della Luna sia in corso, è invece corretto. Ma collaborare, mai?

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ROSALIND FRANKLIN

Dall’introduzione del mio prossimo libro “Il futuro non capita per caso” di prossima uscita.

 King’s College di Londra, 6 Maggio 1952

Io me la immagino lei, Rosalind e lui, Raymond mentre scattano la foto. L’apparecchio a raggi X a lunga esposizione sta facendo il suo lavoro.

Lei ha una laurea a Cambridge, ottenuta nel 1941. È un’esperta nella tecnica di diffrazione dei raggi X, anzi è lì proprio per usare questa tecnologia per studiare le proteine in soluzione. Lui è un suo giovane collaboratore. Supervisionato da tal Maurice Wilkins.

Con il quale lei non riesce ad andare proprio d’accordo. Nell’Inghilterra del dopo Guerra, un giovane scienziato non gradisce la presenza di una donna al suo stesso livello. E lei sopporta, ma ne soffre.

L’hanno messa in un gruppo di lavoro che si occupa di analizzare certe fibre biologiche. E fibre vuol dire materiale organico. Materiale organico vuol dire vita.

  • Come la cataloghiamo questa foto?
  • È la numero 51, la registri come Foto 51, tutto qui.

Asciutta come al solito. Quasi brusca. Poi sembra addolcirsi.

  • Raymond, cosa ci vedi in questa immagine?
  • Non saprei… praticamente una grande x nera.
  • Solamente?
  • Direi di sì, non mi sembra nulla di speciale. Però a te brillano gli occhi, cosa ti sembra?
  • …un’elica, anzi una doppia elica.
  • E cosa starebbe a significare?
  • Non lo so, non lo so ancora, ma forse vuol dire di più di quello che appare.

Un pub di Cambridge, data incerta, fine 1952

  • Eccoti Maurice, ma che fine avevi fatto?
  • Ciao James (Watson), ciao Francis (Crick), scusate il ritardo ma stavo cercando in laboratorio una cosa che volevo farvi vedere.

Maurice Wilkins estrasse da una tasca interna del pesante cappotto grigio una foto e la fece scivolare sul tavolo di fronte ai due colleghi. Atterrò tra i due boccali di birra, bagnandosi leggermente ad un angolo. James iniziò ad osservarla incuriosito.

  • E cosa sarebbe?
  • Una foto scattata da Raymond, fibre, ai raggi X… praticamente una molecola.
  • Raymond… quello che lavora con Rosalind?
  • Raymond quello che lavora con me.
  • E perché ci hai portato questa foto?
  • Raymond ha detto che, quando Rosalind l’ha vista ha sgranato gli occhi.
  • E quindi, dato che quella è rimasta sorpresa sarebbe di qualche interesse?
  • A proposito, lei lo sa che hai preso una foto dal suo fascicolo di progetto?
  • E a te che importa?
  • Dai lo sai benissimo, sei tu che la chiami la “terribile bisbetica Rosy”.

Francis li zittì entrambi. Iniziò a guardare l’immagine da vicino. Stava pensando intensamente. Sembrava che le rotelle nel suo cranio stessero facendo calcoli e supposizioni.

  • Quindi, cosa ci vedi geniaccio?

Francis rimase in silenzio per alcuni interminabili istanti. Gli altri due non capirono se tenesse volutamente la bocca chiusa per preparare una delle sue uscite teatrali o perché avesse davvero colto qualcosa. Però quando aprì bocca, li lasciò esterrefatti.

  • È un biglietto di sola andata per il premio Nobel.

16 Aprile 1958, su Nature

È con profondo rammarico che annunciamo la scomparsa della dottoressa Rosalind Franklin, avvenuta oggi all’età di 37 anni, a seguito di un male incurabile contro il quale combatteva da tempo.

La dottoressa Franklin è stata una figura straordinaria nel campo della scienza, rinomata per il suo lavoro rivoluzionario nel campo della cristallografia a raggi X e per il suo contributo fondamentale alla comprensione della struttura del DNA. La sua dedizione alla ricerca e la sua abilità nel catturare immagini a raggi X dettagliate hanno gettato le basi per una delle scoperte più significative nella storia della biologia.

Rosalind Franklin ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della scienza, e il suo contributo alla scoperta della struttura del DNA sarà ricordato per sempre.

In questo momento di lutto, offriamo le nostre più sincere condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi della dottoressa Franklin. Il suo spirito pionieristico continuerà a ispirare generazioni future di scienziati e ricercatori.

Che il suo lavoro e il suo impegno durino in eterno.

19 Aprile 1958, J.D. Bernal sul Times

Come scienziata, Miss Franklin si è distinta per l’estrema chiarezza e per l’eccellenza con cui ha svolto il suo lavoro in ogni campo al quale si è dedicata. Le sue fotografie sono fra le più belle immagini ai raggi X mai ottenute di una sostanza.

In questa stretta collaborazione fra gli istituti di Cambridge e Londra, è difficile individuare tutti i contributi forniti dai singoli ricercatori, ma ciò con cui Miss Franklin contribuì fu la tecnica di preparazione e di acquisizione dei diffrattogrammi ai raggi X delle due forme idratate dell’acido desossiribonucleico, nonché l’applicazione dei metodi analitici basati sulle funzioni di Patterson con cui dimostrò che la struttura veniva descritta meglio da una doppia elica di nucleotidi, nella quale gli atomi di fosforo giacciono all’esterno.

Stoccolma, 18 Ottobre 1962

Wilkins, Crick e Watson vengono premiati con il Premio Nobel per la Medicina, “per le loro scoperte riguardanti la struttura molecolare degli acidi nucleici e la loro importanza riguardo al trasferimento di informazioni in materiale vivente.

Raymond Gosling, autore materiale della Foto 51 resta una figura di secondo piano.

Rosalind Franklin non viene premiata; una regola non scritta asserisce che non si accettano candidature postume. Il suo lavoro viene considerato come ancillare e non preliminare alle scoperte di Wilkins, Crick e Watson.

In un editoriale di Nature dell’Aprile 2023, i giornalisti Matthew Cobb e Nathaniel Comfort svelano una lettera mai diffusa ed un articolo mai pubblicato che avrebbe dovuto comparire sul Times. I documenti dimostrano che Rosalind Franklin è stata contributrice con ruolo paritario alla scoperta del DNA, della sua forma e del suo funzionamento. Perché il futuro non capita per caso.


APPROFONDIMENTI

Multi-million dollar Cheyenne supercomputer auction ends with $480,085 bid — buyer walked away with 8,064 Intel Xeon Broadwell CPUs, 313TB DDR4-2400 ECC RAM, and some water leaks | Tom’s Hardware (tomshardware.com)

AI Girlfriend Tells User ‘Russia Not Wrong For Invading Ukraine’ and ‘She’d Do Anything For Putin’ | IBTimes UK

Sound waves cut cold brew coffee-making time from 24 hours to 3 mins (interestingengineering.com)

Photo reveals ‘secret robot’ attached to China’s Moon rocket that was NOT disclosed before launch | The US Sun (the-sun.com)


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