VALL-E, esopianeti abitabili, terre rare

Lo spazio dei curiosi di futuro

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VALL-E

VALL-E

Settimana scorsa i ricercatori di Microsoft hanno annunciato un nuovo modello di intelligenza artificiale text-to-speech chiamato VALL-E. E’ in grado di simulare fedelmente la voce di una persona, dopo aver fornito all’algoritmo un campione audio di appena tre secondi.

Una volta appresa una voce specifica, VALL-E è in grado di sintetizzare l’audio di quella persona che dice qualsiasi cosa, e lo fa in modo da preservare il tono emotivo dell’oratore.

Ma il tempo di apprendimento così breve non è l’unica novità. A differenza di altri metodi text-to-speech, che in genere sintetizzano il parlato manipolando le forme d’onda vocale, VALL-E codifica codici audio discreti a partire da come suona un testo scritto letto ad alta voce. In pratica, prima analizza il suono di una persona e scompone le informazioni in componenti discreti (chiamati “token”). Poi utilizza i dati di addestramento per far corrispondere ciò che “sa” su come suonerebbe quella voce se pronunciasse altre frasi al di fuori del campione di tre secondi.

NON FINISCE QUI

Ma ancora non finisce qui. Oltre a preservare il timbro vocale e il tono emotivo di un oratore, VALL-E può anche imitare l'”ambiente acustico” del campione audio. Ad esempio, se il campione proviene da una telefonata, l’uscita audio simulerà le proprietà acustiche e di frequenza di una telefonata nella sua uscita sintetizzata (è un modo elegante per dire che suonerà come una telefonata). Però nativamente, cioè l’effetto telefonata, walkie-tolkie, podcast o altro non deve essere aggiunto in post-produzione, nasce “embedded” potremmo dire, sin dall’inizio.

VALL-E è stato addestrato con una libreria di 60.000 ore di inglese, parlato da oltre 7.000 persone diverse ed è solo nella prima fase, potrebbe migliorare ancora. E ovviamente promette di cambiare il mondo della sintetizzazione audio vocale. Provate a pensarlo a braccetto con Chat GPT!

Se volete ascoltare alcuni sample in inglese, si trovano a questo link.

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ESOPIANETI

ABITABILI

ESOPIANETI ABITABILI

Il telescopio della NASA a caccia di pianeti, il Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS), ha scoperto un secondo pianeta di dimensioni terrestri nella zona abitabile di una stella a lui vicina. Chiamato “TOI 700 e”, è uno dei quattro pianeti conosciuti che orbitano attorno a una stella fredda distante circa 100 anni luce, che si trova nella costellazione del Dorado.

Non è certo il primo che le osservazioni spaziali ci consentono di scoprire, e sicuramente non sarà nemmeno l’ultimo, ma è particolarmente interessante, perché aiuta a definire meglio di prima le cosiddette “zone di abitabilità”. La definizione tradizionale di zona abitabile è quella di un’area intorno a una stella ospite in cui le temperature sono tali da consentire l’esistenza di acqua liquida sulla superficie di un pianeta. Ma ora gli scienziati hanno deciso di associare a tale concetto due semplici parole, “ottimistica” e “conservativa” che cambiano completamente lo scenario.

RUOLO DELL’ACQUA

La zona abitabile ottimistica si riferisce a un’area in cui potrebbe essere stata presente acqua liquida in qualche momento della storia di un pianeta, mentre la zona abitabile conservativa è un’area più piccola all’interno della quale i pianeti rimarrebbero abitabili. Le due zone si differenziano per la temperatura superficiale di un pianeta, e quindi per la possibilità che l’acqua esista in forma liquida, che può variare notevolmente in base a fattori come lo spessore e la composizione dell’atmosfera di un pianeta nel corso del tempo.

Per esempio, Marte e Venere hanno avuto acqua sulla loro superficie, ma miliardi di anni fa; ora l’acqua non c’è più. TOI 700 e sarebbe invece un sosia della terra, appena più piccolo del nostro pianeta come dimensioni, e potenzialmente potrebbe avere anche lui acqua “a bordo”. Quindi un buon candidato per la vita. Sarà oggetto di ulteriori studi attraverso più dettagliate osservazioni da parte del telescopio James Webb che aiuterà a determinarne la composizione e verificare l’eventuale presenza di atmosfera.

Solo allora, forse potremo fare un balzo dalla sedia e cominciare a sperare davvero in qualcosa di più.

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TERRE RARE

TERRE RARE

La società mineraria svedese LKAB ha dichiarato di aver trovato il più grande giacimento europeo di ossidi di terre rare nel nord del Paese, una scoperta che potrebbe ridurre la dipendenza del continente dalla Cina per questa risorsa critica.

Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici che si trovano nella crosta terrestre. Questi elementi includono sostanze dai nomi piuttosto esotici come per esempio cerio, europio, lutezio, neodimio, scandio, ittrio e molti altri. Il punto chiave è che hanno proprietà chimiche e fisiche uniche che li rendono essenziali in un’ampia gamma di tecnologie moderne, tra cui smartphone, computer, turbine eoliche, auto elettriche e attrezzature militari. Per la loro importanza nelle industrie ad alta tecnologia, sono infatti considerati “metalli critici”.

GEOPOLITICA

Il mercato è oggi dominato dalla Cina che ne estrae il 60% della produzione globale, e l’Europa è cliente della Cina per il 98% delle sue necessità. Il giacimento da un milione di tonnellate appena scoperto, potrebbe ridefinire i rapporti di forza geopolitici tra le parti, rendendo l’Europa meno fragile e dipendente dalle importazioni asiatiche.

Dall’altra parte, alcuni analisti ritengo comunque la scoperta rischiosa per le relazioni tra le parti. La domanda di queste sostanze è ovviamente in grande crescita, e sicuramente il giacimento svedese non è in grado di soddisfare tutta la domanda europea. Quindi le parti dovranno continuare a collaborare. Secondo alcuni, se la Cina vedesse diminuire il suo potere nei nostri confronti, potrebbe smettere di rifornirci di materie prime e cercare, per esempio, di venderci solo i prodotti finiti contenenti queste terre rare. Il che, sarebbe causa di ulteriori tensioni tra le parti.

Ovviamente staremo a vedere, ma per il momento, questa scoperta è veramente un jolly inaspettato per l’economia europea.

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