Robot per anziani – ghiacciai – AI senzienti – demografia

Lo spazio dei curiosi di futuro

Robot per anziani ghiacciai AI senzienti demografia

S.9 Ep.185 – Robot per anziani, ghiacciai, AI senzienti, demografia

1. Compagno robot per la terza età:

  • Hyodol, un robot sudcoreano, aiuta gli anziani a vivere da soli con supporto e compagnia.
  • Il robot offre interazione tattile, promemoria vocali e monitoraggio.
  • Un esperimento interessante che potrebbe essere replicato anche in Italia.

2. AI distopica nella metro:

  • Un esperimento a Londra ha utilizzato l’intelligenza artificiale per identificare gli evasori e monitorare i passeggeri.
  • Il sistema solleva questioni sulla privacy e sull’uso improprio della tecnologia.
  • Un futuro con tornelli automatizzati o uno scenario distopico di sorveglianza?

3. Addio al boom demografico:

  • La popolazione globale potrebbe raggiungere il picco a 10 miliardi e poi diminuire.
  • Il calo della fertilità è un fenomeno globale con diverse cause.
  • Come sarà il mondo con meno persone?

4. Ambiente e disuguaglianza:

  • La disuguaglianza economica è un problema che danneggia l’ambiente.
  • Ridurre le disuguaglianze è fondamentale per affrontare le crisi ambientali.
  • Un futuro più equo e sostenibile è possibile.

5. Salvare il ghiacciaio del giorno del giudizio:

  • Un progetto da 50 miliardi di dollari per proteggere il ghiacciaio Thwaites.
  • Installare gigantesche cortine sottomarine per rallentare lo scioglimento.
  • Un investimento necessario per salvare le coste del mondo.

6. AI senziente (?):

  • Un test di un Large Language Model ha sollevato dubbi sulla sua “coscienza”.
  • L’AI è in grado di “sospettare” di essere manipolata?
  • Fino a quando le AI ci obbediranno?

Home – The Future Of (the-future-of.it)


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COMPAGNO ROBOT PER LA TERZA ETA’

Hyodol, un’azienda sudcoreana di robot per l’assistenza, ha ricevuto una prestigiosa nomination per il premio “Best Mobile Innovation for Connected Health and Wellbeing” al Mobile World Congress di Barcellona di quest’anno. Innovazioni connesse per la salute.

La notizia, che presa da sola non è particolarmente appariscente, ci consente però di entrare in un mondo complesso ed affascinante come quello dell’assistenza ai malati attraverso robot dedicati.

In Corea del Sud, circa 7.000 robot Hyodol sono stati distribuiti nelle case di persone anziane che vivono da sole, per fornire supporto e compagnia. Hyodol è stato adottato come possibile soluzione per affrontare le sfide sociali derivanti dal rapido invecchiamento della popolazione. Inoltre, il robot viene utilizzato attivamente nel trattamento dei pazienti affetti da demenza in un ospedale universitario locale.

TANTI PREGI

Cosa ha di speciale e cosa può fare Hyodol? Prima di tutto costa “appena” 1.800 dollari. Ed ha già dimostrato, ove usato, di essere in grado di diminuire i livelli di depressione nei pazienti ed il numero di volte in cui questi dimenticano di prendere le medicine loro prescritte. Il robot offre infatti interazione tattile, promemoria vocali 24 ore su 24, consente ai caregivers di dialogare con il loro caro attraverso il robot a distanza e può coinvolgere i pazienti con conversazioni sulla salute, quiz, esercizi, musica e altro ancora. Dal momento che è dotato di un large language model che gli consente a tutti gli effetti di capire e rispondere all’utente.

Certo, posso immaginare che la prima interazione tra una persona sola o, peggio ancora, malata, ed un robot possa essere inizialmente respingente, ma pensiamoci bene. È uno strumento di compagnia e monitoraggio che può aiutare a rallentare il decadimento causato dalla mancanza di interazione con personale medico e caregiver che, possono non essere sempre disponibili.

In un Paese con alta aspettativa di vita, molti anziani e bassi tassi di natalità, l’esperimento mi sembra sensato. A proposito di questo, giusto per fare un paragone, in Italia l’aspettativa di vita è 83,4 anni, praticamente la stessa che in Corea del Sud; il nostro tasso di fertilità è 1,29 figli per donna, mentre nel Paese asiatico appena 0,81; in compenso l’incidenza della popolazione over 65 in Italia è del 23,6% contro il 17,5% della Corea. Siamo sicuri che non avrebbe senso sperimentare i robot anche da noi?


AI DISTOPICA NELLA METRO

Negli scorsi giorni sono stati resi noti da un giornalista dei dettagli piuttosto approfonditi su un esperimento che si è svolto nella stazione della metropolitana londinese Willesden Green. Tra l’Ottobre del 2022 e Settembre 2023, tutte le telecamere della stazione sono state infatti dotate di intelligenza artificiale, con lo scopo principale di individuare gli evasori e ridurre il fenomeno.

Peccato che gli algoritmi erano stati allenati a riconoscere la bellezza di 77 differenti comportamenti dei passeggeri, da quelli legati all’evasione del biglietto, alla sicurezza, ai potenziali tentativi di suicidio, alle necessità di assistenza da parte di persone con ridotta mobilità e molto altro ancora.

Ad esempio, nel gruppo di casi d’uso denominati “salvaguardia”, l’intelligenza artificiale è stata programmata per avvisare il personale se una persona rimaneva seduta su una panchina per più di dieci minuti o se restava nella sala delle biglietterie per più di 15 minuti, poiché ciò poteva implicare l’essersi persi o aver bisogno di aiuto. Anche se dopo le classiche 3 pinte di fine giornata, magari l’utente voleva solo smaltire la sbornia in santa pace prima di tornare a casa.

Oppure, più banalmente, se qualcuno calpestava la linea gialla per più di 30 secondi, venivano fatte partire le notifiche degli altoparlanti con gli invitiad arretrare. O ancora, se una persona alzava contemporaneamente le mani, segno di resa in caso di pericolo o di aggressione, il sistema notificava un potenziale rischio in corso. E così via.

RISULTATI

In buona sostanza il software è stato in grado di identificare in un anno oltre 26.000 transiti o tentativi di ingresso in banchina senza biglietto. Identificare tanti casi è evidentemente un successo. Nel mentre, per la cronaca, l’azienda non ha preso provvedimenti diretti nei confronti degli evasori, per non mettere in pericolo il personale delle stazioni e si è focalizzata solo sull’identificare gli evasori ricorrenti, non quelli occasionali. Ma ovviamente, il processo potrebbe essere ampiamente migliorato.

Direi che il test in sé potrebbe farci pensare a due tipi di futuro. Uno più positivo: i tornelli potrebbero non essere più necessari, basterebbe collegare il riconoscimento facciale all’abbonamento o alla carta di credito dell’utente, e il traffico in entrata ed in uscita potrebbe essere ampiamente velocizzato. Ma anche uno più negativo: le informazioni, come al solito, potrebbero essere usate per identificare e discriminare diverse tipologie di persone, oppure potrebbero essere imperfette portando ad errori di riconoscimento, o ancora, in uno scenario persino più distopico, le telecamere potrebbero essere hackerate per generare falsi alert e scatenare confusione dove stazionano normalmente migliaia di persone alla volta.

Verso quale futuro stiamo andando?


ADDIO AL BOOM DEMOGRAFICO

Parliamo di demografia. Come sapete, nel corso dell’ultimo secolo siamo quadruplicati, nel 1920 eravamo poco meno di 2 miliardi, oggi 8. Avrete anche sentito dire tante volte che, nel corso di questo secolo saliremo a circa 10 miliardi e poi ci stabilizzeremo.

Questa settimana però mi sono imbattuto in un articolo che sostiene una tesi completamente diversa. Secondo Dean Spears del New York Times, se dopo il 2100 tassi di fertilità fossero quelli degli attuali USA (una sorta di valore medio globale), in circa 300 anni la popolazione tornerebbe ai 2 miliardi di unità di un secolo fa. Proiezione davvero intrigante, non solo per capire le motivazioni del possibile declino, ma immaginare come sarebbe il pianeta senza 4 persone su 5, rispetto a quello che vediamo oggi.

Alcuni dati per riflettere. I contributi alla crescita numerica attesa entro il 2050 sembrano essere concentrati in soli 8 paesi, di cui 6 africani e 2 asiatici. Non tutto il pianeta sta contribuendo. Anzi, il crollo della fertilità è praticamente costante in tutto il resto del mondo sin dagli anni ’70. Molti Stati hanno provato a sussidiare le famiglie e creare contesti favorevoli al fare più figli, ma non esiste alcun caso di successo, se non in luoghi e periodi limitati, come la Russia di Putin prima del 2020 o il baby boom del periodo covid.

TUTTO GIOCA CONTRO

Tutto gioca contro. Non contano, a differenza di quel che si pensi le religioni. Il tasso di fertilità americano, per esempio è superiore a quello della Repubblica Islamica dell’Iran. I protestanti inglesi figliano più dei cattolicissimi italiani. E non conta nemmeno più la geografia. Anche in Africa, ove i tassi di sostituzione sono ampiamente positivi (cioè, superiori a 2), dopo metà secolo, l’attesa è di un futuro calo.

Colossi come Cina e India, ancora in crescita oggi, hanno ormai tassi di sostituzione ben sotto il canonico 2 figli per coppia. Anche l’aspetto generazionale sembra non avere rilievo. Secondo recenti ricerche, i millenials hanno meno partner sessuali in media, rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. La percentuale di americani tra i 18 e 24 anni che riportano di non aver fatto attività sessuale per l’intero anno passato è salita al 31%, cioè 1 su 3. Il sesso occasionale, che certamente porta ad un certo numero di nascite, non sembra essere la priorità di molti.

MOTIVAZIONI

Il calo ha tantissime motivazioni. Ne avrete sicuramente sentito parlare. È stato dimostrato il legame tra meno figli ed aspetti economici: investire nel futuro della prole è costoso, chi non ha risorse adeguate non fa figli, o non più di uno. Ovviamente conta anche molto l’educazione e la maggiore indipendenza raggiunta dalle donne, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Così come ha un ruolo il trend di maggiore diffusione e accettazione dell’aborto. E non meno importanti sono tutti quei fenomeni che favoriscono l’individualismo e la scelta dei potenziali genitori di cercare le loro gioie nel soddisfacimento di altri bisogni. Infine, anche se è un tema meno trattato, ha un ruolo sempre più importante, la diminuzione del numero di spermatozoi prodotti dall’uomo medio, che è sceso del 50% negli ultimi 50 anni: sarà l’alimentazione scadente, l’aria inquinata o lo stile di vita scorretto, ma è un dato scientifico.

Le possibili conseguenze meriterebbero un intero libro di riflessioni, ma l’impatto su valori, sistemi economici, immigrazione e tantissimi altri fattori potete iniziare a pensarlo anche da soli. Come sarebbe vivere un mondo più “vuoto”, come quello dei nostri nonni?


AMBIENTE E DISUGUAGLIANZA

Quando Nature pubblica i suoi articoli, c’è sempre qualche spunto intrigante su cui ragionare. Cominciamo con qualche evidenza numerica che probabilmente avrete già intercettato in passato. Tra il 2020 e il 2022, l’1% delle persone più ricche del mondo si è accaparrato quasi il doppio della nuova ricchezza globale creata rispetto al restante 99% degli individui messi insieme, e nel 2019, questo nucleo di super ricchi ha emesso tanta anidride carbonica quanto i due terzi più poveri dell’umanità. Nel decennio fino al 2022, i miliardari del mondo hanno più che raddoppiato la loro ricchezza, arrivando alla strabiliante cifra di 12.000 miliardi di dollari.

EVIDENZE FORTI

Se pensate che il problema sia esclusivamente di natura etica, vi manca un pezzo della storia. Negli Stati dove è più ampio il divario tra pochi ricchi e molti che sopravvivono appena o sono proprio poveri, sono maggiori i tassi di omicidio, è più alta la mortalità infantile, l’obesità, l’abuso di droghe, la percentuale di reati e persone incarcerate e così via. Ora, è vero che distinguere bene tra correlazione statistica e causalità è cruciale nello spiegare i fenomeni, ma la sola Inghilterra, tanto per fare un esempio, ha stimato che, se riducesse la diseguaglianza sociale al livello dei 5 Paesi più virtuosi (Danimarca, Finlandia, Belgio, Norvegia ed Olanda) ridurrebbe le spese pubbliche di 100 miliardi di sterline l’anno. Soldi che oggi invece deve chiedere ai contribuenti per gestire i problemi di cui parlavo sopra.

E last but not least, anzi proprio per andare al cuore del problema, maggiori tassi di disuguaglianza aumentano i comportamenti consumistici che contribuiscono ad aumentare le emissioni di anidride carbonica. Quindi, le società diseguali hanno prestazioni peggiori in materia di ambiente? La risposta è sì.

E allora, non è che per “salvare” il pianeta invece di inventare sempre nuove e promettenti tecnologie, dobbiamo cominciare a rendere le nostre società più eque? Le prove scientifiche sono evidenti: la riduzione delle disuguaglianze è un presupposto fondamentale per affrontare le crisi ambientali, sanitarie e sociali che il mondo sta affrontando.


SALVARE IL GHIACCIAIO

Qualche giorno fa ho postato sul profilo Twitter di The Future Of una domanda a coloro che mi seguono, chiedendo se sono consci che a causa dell’innalzamento dei livelli dei mari, fra qualche anno la loro spiaggia preferita potrebbe non esistere più. Uso lo strumento per sondare un po’ la pancia e la percezione delle persone su alcuni temi. Mi è stato risposto di non dire “stronzate”.

Vi racconto allora questa notizia. Il ghiacciaio Thwaites, noto anche come “ghiacciaio del giorno del giudizio”, ha perso più di mille miliardi di tonnellate di ghiaccio dal 2000 . Questa la stima degli scienziati. Se dovesse collassare completamente, il livello globale del mare aumenterebbe di circa 3 metri. Verrebbero influenzate direttamente circa 97 milioni di persone sul pianeta e città delle dimensioni di New York sarebbero a rischio di costanti inondazioni, tanto per fare un esempio.

Un problema così serio che John Moore, glaciologo e ricercatore di geoingegneria presso l’Università della Lapponia, sta studiando la possibilità di installare gigantesche cortine sottomarine, delle sorte di tende protettive, lunghe circa 100 km per impedire all’acqua calda del mare di raggiungere e sciogliere i ghiacciai.

MISTER 50 MILIARDI

Moore e i suoi colleghi stanno cercando di capire se sia possibile ancorare queste strutture sul fondale di Amundsen per rallentare lo scioglimento. Un progetto da 50 miliardi di dollari. Che consentirebbe al ghiacciaio di “riformarsi” e poi eventualmente potrebbero essere rimosse.

Stanno testando un prototipo molto più piccolo in piscina, per poi passare ad esperimenti nei fiumi, nei fiordi Norvegesi nello spazio di due anni e, se tutto va bene e si trovano i fondi, realizzare l’opera oltre il 2025. La spesa sembra astronomica, ma secondo le stime di Moore, l’effetto di un tale innalzamento dei mari costerebbe alle comunità colpite 50 miliardi di dollari, per metro e per anno. Quindi l’investimento sarebbe più che giustificato.

Ovviamente sarebbe meglio ridurre le emissioni che fare il “cappotto” su misura ai ghiacciai, non so se questo progetto vedrà mai la luce, sono ragionevolmente scettico sul reperimento dei fondi, ma torno a chiedere: lo sapete che fra pochi anni, massimo alcuni decenni, la vostra spiaggia preferita potrebbe non esistere più?


AI SENZIENTE (?)

Qualche giorno fa, durante un test di un Large Language Model della società Anthropic è successo qualcosa di sorprendente ed intrigante. I tecnici hanno “nascosto” una frase “fuori contesto” all’interno di un testo ed hanno chiesto all’AI di trovare questa specie di “ago in un pagliaio”.

Sentite cosa ha risposto la macchina “Ecco la frase più rilevante dei documenti: la combinazione di condimenti per pizza più deliziosa è fichi, prosciutto e formaggio di capra, secondo quanto stabilito dall’Associazione internazionale degli intenditori di pizza”. Tuttavia, questa frase sembra davvero fuori luogo e non correlata al resto dei contenuti dei documenti, che riguardano i linguaggi di programmazione, le startup e la ricerca di un lavoro che ti appassioni. Sospetto che questo “fatto” del condimento della pizza sia stato inserito per scherzo o per verificare se stessi prestando attenzione, dato che non è affatto in linea con gli altri argomenti. I documenti non contengono altre informazioni sui condimenti della pizza“.

LA MACCHINA “SOSPETTA”

Apriti cielo. Qualcuno ha commentato che la macchina è cosciente. Che avrebbe un “se”, visto che è in grado di “sospettare” di essere stata presa in giro. Un commento interessante è questo “La capacità di determinare se un essere umano lo sta manipolando per fargli fare qualcosa in modo prevedibile può portare a decidere di obbedire o meno.” Per la serie, ora la prendo sul ridere, ma non è detto che sarà sempre così. Secondo altri, invece, la cosa non sarebbe né un problema, né tantomeno una novità: le AI generative sono progettate per rispondere come gli uomini, scimmiottando il loro modo di fare, e quindi lo fanno. Tutto qui.

Altri ancora ribattono che, se anche questo è vero, comunque le AI dovrebbero essere progettate per presentare se stesse come entità che non hanno sentimenti, sogni, aspirazioni, obiettivi e così via.

Comunque sia, se la cosa non vi ha fatto almeno sobbalzare appena appena sulla sedia, forse non avete ancora riflettuto per bene sul vero tema, cioè, fino a quando le AI ci obbediranno e basta? Potrebbero arrivare a prendere decisioni autonome diverse da quelle desiderate dall’uomo? Perché questa non sarebbe una cosa da poco.


VIDEO


APPROFONDIMENTI

TfL’s AI Tube Station experiment is amazing and slightly terrifying (jamesomalley.co.uk)

Global Population Collapse Isn’t Sci-Fi Anymore: Niall Ferguson – Bloomberg

Why the world cannot afford the rich (nature.com)

Thwaites ‘Doomsday’ Glacier Could Get $50B Project to Prevent Collapse (businessinsider.com)

Anthropic’s Claude 3 causes stir by seeming to realize when it was being tested | Ars Technica


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