Micromobilità: 280 milioni di ebike

Lo spazio dei curiosi di futuro

Micromobilità: 280 milioni di ebike

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SPOSTAMENTI BREVI

Negli ultimi anni abbiamo visto proliferare nelle nostre città biciclette, monopattini, scooter e vari altri veicoli elettrici. E abbiamo spesso criticato il loro utilizzo. Quelli a noleggio intasano i marciapiedi, i monopattini sono pericolosi e causano incidenti, per gli scooter ci siamo preoccupati se il casco usato prima da altri fosse igienico, per non parlare dei rider sfrecciano a velocità supersoniche su mezzi probabilmente truccati. Ovviamente abbiamo ragionato sulla produzione e lo smaltimento delle batterie, abbiamo convenuto che se l’elettricità per ricaricarli non è prodotta da fonti rinnovabili, il beneficio ambientale in realtà è solo mascherato. Il Governo vorace ha aggiunto obblighi, tasse ed assicurazioni sull’utilizzo di questi mezzi. Alcuni Comuni ne hanno limitato l’uso. L’opera di demonizzazione, piuttosto autolesionista e tipicamente italica ha colpito ancora.

Se guardiamo a qualche dato aggregato su scale globale, al contrario, i benefici sono abbastanza importanti. Nei paesi più ricchi, quasi la metà di tutti gli spostamenti dei pendolari avviene in auto e copre distanze inferiori ai 10 km. Negli Stati Uniti, il 60% degli spostamenti in auto è inferiore ai 10 km. Questi spostamenti a breve distanza in auto continuano a contribuire in modo significativo alle emissioni, all’inquinamento e al consumo di benzina.

BENEFICI AGGREGATI…

Bene, allora basta comprare un’auto elettrica. L’anno scorso erano in circolazione circa 25-26 milioni di automobili elettriche e 1,3 milioni di veicoli elettrici commerciali. Premesso che, su scala mondiale, questi numeri sono ancora irrisori, in compenso il numero di ciclomotori, scooter, motociclette e veicoli a tre ruote elettrici ha superato i 280 milioni. Si stima che questa popolarità abbia ridotto la domanda di petrolio di circa l’1% a livello globale. Il numero sembra piccolo, ma equivale a 1 milione di barili di petrolio al giorno!

Queste forme di trasporto fanno risparmiare petrolio quattro volte di più di tutte le automobili elettriche del mondo messe insieme. Quindi un auto elettrica risparmia molto petrolio presa da sola, ma in aggregato i vari veicoli dell’universo della “micromobilità” contribuiscono molto di più.

…ED INDIVIDUALI

E costano ovviamente molto meno. Non solo come prezzo up-front (è palese che un auto elettrica costi di più di una bicicletta), ma anche come costi di ricarica. Una bici elettrica che percorre ogni anno 12.000 km, si ricarica con poche decine di euro. Non arriviamo a 50 euro “in bolletta” nemmeno con i prezzi folli dell’energia di oggi.

Le opzioni di micromobilità elettrica sono considerate più efficienti dal punto di vista energetico per gli spostamenti brevi, come il tragitto verso la scuola o il pendolarismo all’interno delle città. Richiedono meno energia per trasportare una o due persone rispetto alle automobili. Studi dimostrano che gli spostamenti in e-scooter possono produrre fino al 45% in meno di anidride carbonica rispetto ai metodi di trasporto alternativi. Certo, se dovete fare un viaggio lungo, tra città distanti l’automobile è certamente più pratica, ma i problemi per essere affrontati vanno suddivisi in blocchi. E da singoli spunti bisogna partire.

UN TREND SOLIDO

Quindi, quando si parla di trend per il futuro, questo era e resta un trend importante. L’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede che la domanda globale di petrolio raggiungerà il picco nel 2028 e poi inizierà a diminuire. Con l’aumento dei prezzi della benzina e la diminuzione dei costi delle batterie, si prevede che le opzioni di micromobilità elettrica continueranno a guadagnare popolarità, riducendo ulteriormente la domanda di petrolio.

Quindi, se oggi vi sentite una minoranza guardata a volte con sospetto, provate a resistere, siete sulla strada giusta.


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