Libri e lettura

Lo spazio dei curiosi di futuro

Libri e lettura

S.9 Ep.180 – Libri e lettura

4 scenari (a 10-15 anni) sul futuro dei libri e della lettura

1) libri digitali totali: nel 2035, la tecnologia raggiunge un punto in cui i libri digitali non sono più solo una replica dei libri stampati, ma diventano esperienze interattive e immersive, incorporando elementi multimediali, realtà virtuale e intelligenza artificiale. L’atto di leggere si trasforma in un’esperienza coinvolgente che va oltre la semplice lettura di testo.

2) rinascita della carta: nel 2040, c’è una reazione contro la digitalizzazione e una riscoperta dell’amore per i libri cartacei. Un movimento crescente promuove la lettura su supporti fisici, sostenendo l’importanza del tatto, dell’odore e della connessione tangibile con il libro. Le librerie tradizionali vivono una rinascita, e i lettori abbracciano il piacere di sfogliare pagine reali.

3) l’era dei narratori virtuali: l’ipotesi è che la tecnologia di intelligenza artificiale diventi così avanzata che le storie possono essere create e narrate da algoritmi autonomi. I lettori possono personalizzare i dettagli della trama e dei personaggi, mentre l’intelligenza artificiale si adatta per offrire un’esperienza di lettura unica per ogni individuo.

4) biblioteche neurali globali: nel 2045, emerge una rete globale di “biblioteche neurali” che connette le menti dei lettori attraverso dispositivi neurali. La conoscenza e le storie vengono condivise direttamente tra le menti, creando una forma di telepatia letteraria. Questo collegamento virtuale supera le barriere linguistiche e culturali, facilitando la condivisione di idee a livello globale.

I 5 perché: evoluzioni tecnologiche della lettura. Ma se la lettura è un atto “perfetto” così com’è, perché di dovrebbe evolvere? Approfondiamo insieme.

Uno. Perché la lettura si evolverà? Non è già perfetta così?

Due. Perché la lettura si dovrebbe evolvere verso una maggiore condivisione delle esperienze individuali?

Tre. Perché una condivisione delle esperienze più veloce, per esempio attraverso meccanismi neurali, sarebbe preferibile?

Quattro. Lettori ed autori, quindi, potrebbero averne un beneficio, perché dovrebbe interessare anche i gestori delle piattaforme?

Cinque. Perché allora non essere coerenti e portare la cosa all’estremo? Se si tratta di cultura, perché anche gli autori non dovrebbero rinunciare ad un compenso?

News dal futuro: il progetto del nuovo acceleratore del CERN, porti altamente automatizzati con veicoli autonomi e gru dotate di sensori, riconoscimento delle immagini generate dall’AI (un nuovo progetto utile di Meta.


ASCOLTA LA PUNTATA


LIBRI E LETTURA

Victor Hugo ha detto “Chi apre un libro, chiude un mondo esterno e si immerge in un universo tutto suo, fatto di parole e immaginazione.” A suo modo, il comico americano Groucho Marx, ha rincarato la dose dicendo “Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno accende il televisore, vado nell’altra stanza e leggo un libro.”

Se state pensando cosa c’entri la lettura con la tecnologia e che cosa potrebbe mai succedere in futuro a questo mondo, sto per raccontarvi cose intriganti. Dai “soliti” libri digitali arricchiti con VR ed AR, al ruolo dell’intelligenza artificiale, fino a concetti più futuristici come le biblioteche neurali globali. Perché anche libri e lettura si evolveranno.

DALLE TAVOLETTE DI ARGILLA AI PAPIRI

Ah, la lettura, che ci apre le porte verso nuovi mondi! Da dove arriva? Lo sapete, Il viaggio della lettura inizia con l’invenzione della scrittura. Antiche civiltà come quella sumera sviluppano sistemi di scrittura, trasformando il modo in cui le storie vengono registrate e condivise. I primi “libri” sono tavolette di argilla incise con caratteri cuneiformi, che segnano l’inizio di una nuova era in cui il sapere può essere conservato e diffuso in forma scritta. Certo, non stiamo parlando di narrativa, bensì di sistemi contabili per tracciare le entrate, le uscite e le consistenze di magazzini di merci, oltre al calcolo delle relative imposte. Recentemente ho sentito dire a modi battuta che “la scrittura discende dalla contabilità”, ma è più vero di quello che sembra, senza questa fase non saremmo di sicuro dove siamo oggi.

Con il passare del tempo, gli antichi egizi, circa 2.400 anni prima di Cristo, introducono il papiro come materiale per scrivere. Questo porta all’evoluzione dei rotoli, in cui le storie vengono scritte su strisce lunghe di papiro. Il papiro è un oggetto bellissimo: la pianta veniva sminuzzata, ammorbidita in acqua e poi ri-assemblata in strisce orizzontali e verticali, fino a formare un foglio. Incredibile, ma vero, il più antico papiro egizio rivenuto è del 1.800 a.c. ed è un trattato di ginecologia. Ancora una volta niente narrativa ed evasione dal mondo comune, scrivere aveva un’utilità funzionale pratica, tramandare competenze.

Ci pensano i greci a cambiare le cose. L’Antica Grecia contribuisce con opere epiche come l’Iliade e l’Odissea, stabilendo la tradizione del racconto epico. La pergamena sostituisce gradualmente il papiro, offrendo una superficie più durevole per la scrittura.

DA GUTENBERG AI TABLET

La vera grande innovazione tecnologica arriva però solo a metà del XV° secolo, molto tempo dopo. L’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Johannes Gutenberg rappresenta un punto di svolta nella storia dei libri e della lettura. La produzione di massa consente la diffusione su larga scala di libri, rendendo le opere letterarie più accessibili a tutti. La Bibbia di Gutenberg è uno dei primi successi della stampa e simboleggia la democratizzazione dell’accesso alla conoscenza. Ovviamente la maggior parte della popolazione non sa ancora leggere e quindi serve tempo perché si passi dalle potenzialità alla vera diffusione di massa.

Quasi tre secoli dopo, l’Illuminismo porta a un’esplosione della diffusione di idee attraverso i libri. Gli scrittori come Voltaire, Rousseau e Montesquieu influenzano il pensiero critico e la riflessione filosofica. Le biblioteche pubbliche diventano istituzioni chiave, facilitando l’accesso alla lettura e all’istruzione. La forma del libro come la conosciamo oggi, con copertine rigide e pagine stampate su entrambi i lati, inizia a prendere forma e a diffondersi.

Il nostro secolo, poi, vede una crescente diversificazione nel mondo editoriale, con la proliferazione di generi e stili. L’avvento della tecnologia digitale negli anni ’90 apre la strada a nuove forme di lettura. I primi e-reader e libri digitali emergono, portando a dibattiti sulla sopravvivenza del libro tradizionale. Tuttavia, la lettura digitale si afferma gradualmente, offrendo praticità e accesso immediato a un’ampia gamma di contenuti.

La previsione tipica dell’inizio dell’era di internet, e cioè che i libri digitali avrebbero sostituito quelli cartacei non si è verificata. In realtà, negli USA, ancora oggi per ogni ebook venduto ne sono stati venduti 4 in versione cartacea. Solo il 7% dei lettori dichiara di leggere solo in formato digitale; la restante quota legge ancora prevalentemente il cartaceo, oppure alterna i due formati.

Anche le promesse di “aumentare” i libri arricchendoli con nuovi formati media (come video e immagini), magari da fruire attraverso smartphone e visori di realtà virtuale o aumentata, sono rimaste confinate a piccole nicchie.

PERCHE’ E’ MEGLIO LEGGERE IL CARTACEO

Il motivo sembra averlo identificato una professoressa della University of North Dakota, che nel 2019 ha compiuto una esaustiva ricerca su ben 33 studi pubblicati sul tema lettura ed approfondimento nel mondo. Ha raccolto i risultati di questi studi che hanno testato la comprensione degli studenti dopo averli assegnati in modo casuale a leggere su uno schermo o su carta. Gli studi hanno dimostrato che gli studenti di tutte le età, dalle elementari all’università, tendono ad assorbire di più quando leggono su carta che su schermo, soprattutto quando si tratta di materiale saggistico.

Certo, gli studenti americani non sono l’intera platea di lettori nel mondo, ma l’indizio è particolarmente interessante. Ed influenza il modo in cui interpretare alcuni degli scenari futuri.

LIBRI DIGITALI TOTALI

Il primo, come potevate immaginare, va sotto il nome di “Libri digitali totali”, e tutto sommato, è una riedizione di concetti già sentiti. Nel 2035, la tecnologia raggiunge un punto in cui i libri digitali non sono più solo una replica dei libri stampati, ma diventano esperienze interattive e immersive, incorporando elementi multimediali, realtà virtuale e intelligenza artificiale. L’atto di leggere si trasforma in un’esperienza coinvolgente che va oltre la semplice lettura di testo.

La tecnologia avanzata consente la creazione di libri digitali che fondono testo, immagini, suoni e interattività. I lettori possono esplorare mondi virtuali correlati alla trama, interagire con personaggi attraverso intelligenza artificiale avanzata e persino influenzare lo sviluppo della storia. La lettura diventa un’esperienza multimediale coinvolgente, che attrae non solo gli appassionati lettori ma anche un pubblico più ampio. Io non sono mai stato negativo su questo scenario, ma ritengo che vada letto in un’accezione leggermente diversa. Non credo ai libri digitali che diventano delle specie di film interattivi, ma credo che la tecnologia possa aiutare a leggere meglio.

Ci sono molti modi per leggere bene, la lettura ad alta voce, la lettura concentrata senza distrazioni, la creazione di note ed appunti ricercabili, la creazione di alberi logici che collegano i concetti tra loro, la scrittura di un breve riassunto e così via… qui la tecnologia può fare ancora molto.

RINASCITA DELLA CARTA

Il secondo scenario, che rappresenta probabilmente la “reazione” conservativa ad un mondo sempre più digitale l’ho chiamato “Rinascita della carta”. Nel 2040, c’è una reazione contro la digitalizzazione e una riscoperta dell’amore per i libri cartacei. Un movimento crescente promuove la lettura su supporti fisici, sostenendo l’importanza del tatto, dell’odore e della connessione tangibile con il libro. Le librerie tradizionali vivono una rinascita, e i lettori abbracciano il piacere di sfogliare pagine reali.

Nonostante il progresso tecnologico, molti lettori ritornano ai libri cartacei per sfuggire agli schermi digitali. Le librerie tradizionali diventano spazi sociali dove le persone si riuniscono per condividere la passione per la lettura. Editori iniziano a valorizzare non solo il contenuto, ma anche la qualità fisica dei libri, investendo in copertine artistiche, carta di alta qualità e edizioni speciali.

Immagino che persino la stampa dei libri potrebbe avvenire in libreria. Oggi è indiscutibilmente bellissimo “perdere tempo” tra gli scaffali a cercare un libro che ci colpisce, io amo comprare libri così, per esempio. Ma se avessi un assistente digitale che mi può orientare ad una scelta in real-time, mi piacerebbe provarlo. Dovrebbe operare con una serie di domande e filtri progressivi che mi aiutano ad individuare un titolo.

Qualcosa del tipo “oggi vorrei leggere un libro sulle tecnologie emergenti”. E l’assistente “nel mio database ne ho trovati 1.000, preferisci un saggio o un’antologia?”. Ed io “preferisco decisamente un’antologia, scritta da un autore italiano e pubblicata nell’ultimo anno”. Allora ti propongo “Next – Le meraviglie delle tecnologie emergenti” di Andrea Ferrante, che ha delle buone recensioni. Bene, leggimi una pagina a caso all’inizio di un capitolo, per capire se lo stile mi piace. Ed ascolto nelle mie cuffiette un estratto. Bene, mi piace, ordina alla libreria di stamparlo, che fra 15 minuti passo a ritirarlo.

L’ERA DEI NARRATORI VIRTUALI

Il terzo scenario è più intrigante tecnologicamente, ma forse lo è meno per la creatività umana: “l’era dei narratori virtuali”. L’ipotesi è che la tecnologia di intelligenza artificiale diventi così avanzata che le storie possono essere create e narrate da algoritmi autonomi. I lettori possono personalizzare i dettagli della trama e dei personaggi, mentre l’intelligenza artificiale si adatta per offrire un’esperienza di lettura unica per ogni individuo.

Gli scrittori collaborano con algoritmi avanzati per creare storie di base, mentre l’intelligenza artificiale personalizza i dettagli in base alle preferenze del lettore. Ogni lettura diventa un’esperienza unica, adattandosi ai gusti personali, ai valori e alle emozioni dell’utente. Questo scenario solleva domande etiche sulla creatività e l’autenticità delle opere letterarie.

Come sapete, dall’arrivo di ChatGPT e dell’AI generativa, è già possibile collaborare con gli algoritmi per scrivere dei testi. L’uomo mantiene la scintilla creativa, il computer scrive un testo. In embrione questo già accadendo. Quello che aggiungo con questo scenario è la personalizzazione praticamente in real-time. Il libro non è più un mono-blocco scritto dall’inizio alla fine uguale per tutti, ma raggiunge diversi gradi di personalizzazione:

  • Il primo, e più banale, è lo stile di scrittura: lo scrittore potrebbe aver espresso un concetto in maniera neutra, ma io lettore, potrei farmelo raccontare con lo stile narrativo di Hemingway, Calvino o Dan Brown;
  • Il secondo, è invece un dispiegarsi della storia in maniera sempre diversa, personalizzata, in base ai miei gusti ed al mio umore; in pratica o il libro ha più filoni e l’algoritmo mi porta dove ritiene più adeguato durante la lettura, o, in un caso ancora più estremo, il filone non esiste proprio e viene creato dinamicamente durante la lettura.

L’idea di libri completamente personalizzati in base ai gusti e all’umore individuali è affascinante, ma è anche un territorio complesso. La sfida risiede nella creazione di un’esperienza narrativa significativa che non risulti troppo frammentata o priva di una struttura coesa. Con il progresso continuo nella tecnologia e nella narrativa generativa, potrebbero emergere nuove iniziative in futuro che si avvicinano a questa idea.

Quando qualche anno fa studiavo l’evoluzione dell’intelligenza artificiale ed il suo impatto sul mondo del lavoro, si diceva (ed ancora oggi si dice) che l’AI avrebbe cancellato per prime le professioni basate su attività di routine, mentre avrebbe fatto molta più fatica ad entrare in quelle creative. Sbagliato, sta avvenendo il contrario. Le attività routinarie sono a basso valore aggiunto, l’AI è entrata a gamba tesa nella scrittura, nella produzione di musica, nella generazione di video e così via, dove c’è più valore. Certo, quello che vediamo oggi, come mi avrete sentito dire spesso è “una brutta copia di un frullato”, ma l’idea che in 10-15 anni l’AI possa interamente produrre contenuti basati sui gusti del lettore, non mi sembra per niente impossibile.

BIBLIOTECHE NEURALI GLOBALI

L’ultimo scenario trascende addirittura il concetto di lettura statica e tende a mettere in collegamento le persone. Si chiama “Biblioteche neurali globali”. E probabilmente dobbiamo spostarci un po’ più avanti nel tempo. Nel 2045, emerge una rete globale di “biblioteche neurali” che connette le menti dei lettori attraverso dispositivi neurali. La conoscenza e le storie vengono condivise direttamente tra le menti, creando una forma di telepatia letteraria. Questo collegamento virtuale supera le barriere linguistiche e culturali, facilitando la condivisione di idee a livello globale.

Le persone indossano dispositivi neurali che consentono loro di immergersi direttamente nelle storie e condividere le loro esperienze con gli altri. Le biblioteche neurali diventano centri di apprendimento e scambio culturale, creando una rete globale di conoscenza letteraria. Il social network delle menti per creazione e lettura diventa una sorta di nuovo Facebook, ma più colto ed elitario, almeno all’inizio. Tuttavia, sorgono preoccupazioni sulla privacy e sul controllo delle informazioni condivise attraverso questa connessione diretta tra menti.

Le innovazioni in embrione oggi come le interfacce cervello – computer, l’intelligenza artificiale, l’aumento della velocità di internet e della sua capacità di trasportare dati, i sistemi di crittografia a protezione della privacy basati sul quantum computing potrebbero essere tutte tecnologie abilitanti di questo scenario. Che sarebbe intrigante dal punto di vista dello scambio culturale senza intermediari, ma anche dal punto di vista sociale, favorendo connessione umana ed inclusione.

CONCLUSIONI

Ricapitolando, vi ho presentato 4 scenari:

  • Libri digitali totali
  • Rinascita della carta
  • L’era dei narratori virtuali
  • Biblioteche neurali globali

Come al solito, l’obiettivo non è prevedere quale scenario prenderà eventualmente il sopravvento sugli altri, ma capire la direzione ed il significato. A me piacerebbe che la lettura non restasse confinata a pratica intellettuale di pochi, ma diventasse un collante che unisce le persone in un’esperienza condivisa di apprendimento. La lettura non è più limitata al testo scritto; è un’immersione totale, un’esplosione di sensazioni e pensieri condivisi istantaneamente con altri lettori in tutto il mondo. Le barriere linguistiche si sgretolano, e la diversità culturale diventa un tessuto arricchente della telepatia letteraria. Non c’è dubbio che tifo per l’ultimo scenario.


VIDEO


APPROFONDIMENTI

Il progetto del nuovo acceleratore di particelle del CERN prende slancio – SWI swissinfo.ch

Homepage – Port of Long Beach (polb.com)


I LIBRI DI THE FUTURE OF