Le piante parlano

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Le piante parlano

VIBRAZIONI ED ULTRASUONI

Sembra una battuta, ma in realtà è proprio così. Scienziati dell’Università di Tel Aviv hanno scoperto che le piante sottoposte a stress, come siccità, taglio o infezioni virali, producono suoni udibili a frequenze ultrasoniche (20-100 kHz). Un suono che può essere udito sia da alcuni mammiferi che dagli insetti da 3-5 metri di distanza. Per esempio, sia i topi che le falene hanno una sensibilità uditiva all’interno di questo intervallo.

I suoni simili a clic, simili allo scoppio dei popcorn, vengono emessi a un volume simile a quello del linguaggio umano, ma ad alte frequenze, oltre la gamma uditiva dell’orecchio umano. Sebbene i meccanismi precisi alla base di questi suoni rimangano poco chiari, potrebbero essere attribuiti alla creazione e alla successiva rottura di bolle d’aria nel sistema vascolare della pianta, un processo noto come cavitazione.

Nella prima fase dello studio, i ricercatori hanno collocato le piante in una scatola acustica in un seminterrato silenzioso e isolato, senza rumori di fondo. Microfoni ad ultrasuoni hanno registrato suoni a frequenze di 20-250 kilohertz (la frequenza massima rilevata da un adulto umano è di circa 16 kilohertz). Sono stati installati a una distanza di circa 10 cm da ogni pianta. Lo studio si è concentrato principalmente sulle piante di pomodoro e tabacco, ma sono stati registrati anche grano, mais, cactus e varie altre piante.

ALGORITMI E SIGNIFICATI

Ma l’esperimento non è finito qui. Era già noto che le piante emettessero vibrazioni, la vera sfida era scoprirne il significato, o meglio chiarire se questi suoni fossero in qualche modo legati alle condizioni della pianta. Quello che è emerso, facendo interpretare questi segnali ad algoritmi di intelligenza artificiale, è che le piante “parlano” quando sono sotto stress.

Nell’esperimento alcune piante non erano state annaffiate per cinque giorni, in altre il fusto era stato tagliato e alcune erano intatte. Le piante non stressate emettevano in media meno di un suono all’ora, mentre le piante stressate, sia disidratate che ferite, emettevano dozzine di suoni ogni ora. In un certo senso, sarebbero richieste di aiuto.

In particolare le piante si lamenterebbero in caso di:

Siccità: quando le piante mancano di acqua, emettono suoni per segnalare la loro sete.

Danni fisici: se vengono tagliate o danneggiate, le piante emettono suoni come segnale di allarme.

Malattie: alcune infezioni, come il virus del mosaico del tabacco, possono indurre le piante a produrre suoni specifici.

IMPLICAZIONI

La scoperta di questi suoni apre nuove interessanti possibilità:

  • Monitoraggio dello stato di salute delle piante: in futuro, potrebbe essere possibile utilizzare i suoni emessi dalle piante per valutare il loro livello di stress e identificare precocemente problemi come la siccità o le malattie.
  • Comunicazione tra piante e animali: i suoni ultrasonici potrebbero essere un modo per le piante di comunicare con gli insetti o altri animali, ad esempio per attirare impollinatori o per difendersi dai predatori.
  • Sviluppo di sistemi di irrigazione più efficienti: i suoni prodotti dalle piante potrebbero essere utilizzati per ottimizzare l’irrigazione, fornendo acqua solo quando è realmente necessario.

Per semplicità, se vi ho raccontato in passato che gli algoritmi ci stanno consentendo di interpretare i vocalizzi ed i suoni emessi dagli animali, ecco una nuova frontiera ancora più straordinaria. Non potete ancora parlare con il vostro amato peloso di casa, ma magari riuscirete presto a farlo con l’abete nel vostro giardino.

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APPROFONDIMENTI

Scientists analyze sounds emitted by plants | ScienceDaily

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