La mini glaciazione del 2030

Lo spazio dei curiosi di futuro

La mini glaciazione del 2030

S.8 Ep.175 – La mini glaciazione del 2030

In questo epsodio

News dal futuro

  • legno trasparente: una possibile rivoluzione per gli schermi degli smartphone, ma anche per le finestre
  • in arrivo il nuovo standard Wi-Fi 7 promette velocità da brivido
  • i “fire-ice”: come il riscaldamento globale potrebbe liberare nell’ambiente grandi quantità di metano
  • il sorprendente impatto sul clima delle diete vegane
  • un’AI maligna è capace di carpire le password solo sentendovi… digitare
  • nuovi nanobot medici a base di DNA

Extreme future: la mini glaciazione del 2030. Come da un misunderstanding nasce un hype giornalistico.

Dal blog:

  • Sogni on demand: Halo, Prophetic e la promessa di controllare i lucid dreams
  • Capire il linguaggio animale (grazie all’AI): ovvero un giorno parleremo con le balene.

L’ultimo libro di The Future Of: Emozioni 2051

Amazon.it: Emozioni 2051 – Ferrante, Andrea Marco – Libri

Home – The Future Of (the-future-of.it)


ASCOLTA LA PUNTATA


NEWS DAL FUTURO


Gli scienziati stanno sviluppando il legno trasparente per utilizzarlo in schermi super resistenti per smartphone, luci soffuse e finestre colorate. Questo materiale, ottenuto trattando il legno per renderlo trasparente, è più robusto di plastica e vetro, superando quest’ultimo di circa 10 volte in resistenza. Il legno trasparente potrebbe essere un’alternativa ecologica per schermi e finestre, offrendo anche un’eccellente capacità isolante, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale dei materiali tradizionali e aprendo nuove possibilità in architettura e design. La notizia è importante perché offre soluzioni innovative e sostenibili per le sfide ambientali.

Il nuovo standard Wi-Fi 7, che sarà finalizzato entro il primo trimestre dell’anno prossimo, promette velocità fino a 40 Gbit/s, rappresentando un notevole avanzamento rispetto a Wi-Fi 6. Questa evoluzione è fondamentale poiché non solo consentirà alle imprese di adottare hardware standardizzato, ma offrirà connessioni wireless estremamente veloci, fino a 4.8 volte superiori rispetto al precedente standard, rendendo il Wi-Fi 7 una valida alternativa all’Ethernet tradizionale. Inoltre, il focus del nuovo standard su AR/VR suggerisce una risposta alle crescenti esigenze di connettività per tecnologie immersive, indicando un passo avanti significativo nella prossima era dei dispositivi connessi.

Il ghiaccio di acqua e metano sotto il fondale marino, spesso noto come “fire-ice”, si sta sciogliendo a causa del riscaldamento globale, rilasciando metano, un potente gas serra, nell’oceano e potenzialmente nell’atmosfera. Questo è preoccupante poiché il metano ha un impatto significativo sul cambiamento climatico, causando acidificazione degli oceani e ulteriore riscaldamento globale. La ricerca rivela che una quantità maggiore di questo ghiaccio di metano è vulnerabile al riscaldamento rispetto a quanto si pensasse in precedenza, contenendo una quantità di carbonio paragonabile a tutte le rimanenti riserve di petrolio e gas sulla Terra. La notizia è importante perché il rilascio incontrollato di questo metano potrebbe innescare gravi cambiamenti climatici, con impatti negativi sull’ambiente e sulla vita sulla Terra.

Seguire una dieta vegana riduce in modo significativo il danno ambientale causato dalla produzione alimentare, con una diminuzione del 75% delle emissioni di gas serra, dell’inquinamento dell’acqua e dell’uso del suolo rispetto alle diete ricche di carne. Questo studio, basato sulle abitudini alimentari reali di 55.000 persone nel Regno Unito, dimostra che le scelte alimentari hanno un impatto maggiore sull’ambiente rispetto al luogo e al modo in cui il cibo è prodotto, sottolineando l’importanza di ridurre il consumo di carne per affrontare la crisi climatica e preservare la biodiversità.

Dei ricercatori britannici hanno addestrato un’intelligenza artificiale spaventosa che riconosce le password dal suono della digitazione. Utilizzando un microfono di uno smartphone vicino al laptop, l’AI è stata in grado di identificare con un’accuratezza del 95% la password digitata. Questo metodo ha dimostrato di funzionare anche durante videochiamate su Zoom e Skype con un’accuratezza del 92-93%. Esistono ovviamente anche suggerimenti per difendersi, come l’uso del metodo di digitazione a dieci dita, o la possibilità di proteggersi con gestori di password che riempiono automaticamente le password per evitare questo tipo di attacchi.

Certo, la notizia non ci fa piacere. Già le password che usiamo sono spesso deboli, se poi un’AI maligna si mette ad orecchiare, lo scenario non è proprio dei migliori.

Dei ricercatori hanno creato nanorobot su scala nanometrica fatti di DNA in grado di replicarsi rapidamente, aprendo la possibilità di produrre farmaci o sostanze chimiche direttamente nel corpo. Questi minuscoli robot, creati utilizzando quattro filamenti di DNA, possono riprodursi esponenzialmente, costituendo un avanzamento nella creazione di macchine in grado di produrre sostanze all’interno del corpo umano. Sebbene siano state sollevate alcune preoccupazioni riguardo ai rischi, come il potenziale uso improprio o errori nella replicazione, la notizia è importante poiché suggerisce nuove vie per la produzione di farmaci e sostanze utili nel corpo umano utilizzando la tecnologia del DNA. Se pensavate che i nanobot nel corpo fossero fatti di chip e silicio, probabilmente saranno fatti della nostra stessa materia!

*

EXTREME FUTURE

Vi piacerebbe eh? Abbiamo appena trascorso l’ennesima estate bollente con temperature record e torna in auge la storia di una possibile mini-glaciazione tra il 2030 ed il 2036. Peccato che la notizia, già rimbalzata sui principali magazine tra il 2020 ed il 2021, sia appunto solo un hype giornalistico.

Cominciamo con qualche evidenza per capire il fondamento di questa storia. Nel corso della sua vita, il sole subisce naturalmente dei cambiamenti nella produzione di energia. Alcuni di questi si verificano in un periodo regolare di 11 anni di picco (quando ci sono molte macchie solari) e di bassa attività (meno macchie solari), periodi che sono abbastanza ricorrenti e prevedibili. E che chiamiamo cicli solari.

Ad inizio 2021, la professoressa di matematica della Northumbria University Valentina Zharkova, pubblica un nuovo modello del ciclo solare. Il modello offre nuovi dettagli sulle irregolarità del “battito cardiaco” di 11 anni del sole di cui parlavamo poco fa, lo stesso ciclo che influenza le tempeste solari e l’aurora boreale. In particolare, prevede una sostanziale diminuzione dell’attività solare nei prossimi due decenni.

Nota. Fin qui è tutto giusto. Alla Northumbria gli scienziati sono gente seria, ma una parte del loro comunicato viene travisata e reinterpretata in maniera un po’ leggera.

Le previsioni del modello suggeriscono che l’attività solare scenderà del 60% negli anni 2030 fino a raggiungere le condizioni viste per l’ultima volta durante la ‘mini era glaciale’ iniziata nel 1645“.

LE RAGIONI DEL MISUNDERSTANDING

La mini era glaciale cui si riferisce il testo è davvero avvenuta tra il 1645 ed il 1715, ma a onor del vero è stata causata da una combinazione di eventi, non solo la minore energia emessa dal sole, che ha raggiunto un punto di bassa insolito chiamato Grand Solar Minimum, ma anche l’emissione in atmosfera di aerosol vulcanici che hanno abbassato le temperature. Tra l’altro nemmeno a livello globale, ma prevalentemente nell’emisfero nord. Inoltre, per essere precisi non si è trattato di una glaciazione nel senso pieno del termine, cioè non abbiamo assistito ad un ampliamento dell’estensione dei ghiacciai, ma solo ad una fase di particolare difficoltà per l’agricoltura.

Ma forse il pezzo che ci interessa di più è quando si dice “raggiungere le condizioni viste per l’ultima volta”. Gli scienziati non si riferiscono alle condizioni viste sulla terra, ma a quelle viste sul sole! Quindi un discreto misunderstanding che non ci autorizza per nulla a tirare le conclusioni che si ripeterà nemmeno lontanamente lo scenario del passato.

È interessante riprendere per un attimo il concetto di Grand Solar Minimum, perché il sito del Global Climate Change della NASA, ci fornisce anche alcuni numeri interessanti sull’impatto del sole sul clima.

IL GRAN MINIMO SOLARE

Periodi anomali come il Gran Minimo Solare, per dirla in italiano, dimostrano che l’attività magnetica e l’energia prodotta dal sole possono variare nel corso di decenni, anche se le osservazioni spaziali degli ultimi 35 anni hanno visto pochi cambiamenti da un ciclo all’altro in termini di irraggiamento totale.

In alcune occasioni, i ricercatori hanno previsto che i prossimi cicli solari potrebbero presentare periodi prolungati di attività minima. Ma la NASA riconosce che i modelli per tali previsioni non sono ancora robusti, come per esempio quelli per le previsioni atmosferiche, e quindi non sono considerati conclusivi. Serve prudenza.

Ma allora se si verificasse un Grande Minimo Solare, quali effetti potrebbe avere? Gli scienziati solari usano una metrica piuttosto chiara, stimano lo stesso impatto di circa tre anni di crescita dell’attuale concentrazione di anidride carbonica (CO2). Tradotto, un nuovo Grande Minimo Solare servirebbe solo a compensare alcuni anni di riscaldamento causato dalle attività umane.

Ancora numeri. Il riscaldamento causato dalle emissioni di gas serra prodotte dalla combustione di combustibili fossili da parte dell’uomo è sei volte superiore al possibile raffreddamento pluridecennale dovuto a un Grande Minimo Solare prolungato.

In parole povere, anche se un Grande Minimo Solare dovesse durare un secolo, le temperature globali continuerebbero a salire. Ciò è dovuto al fatto che molti altri fattori, oltre alle variazioni dell’emissione solare, modificano le temperature globali sulla Terra, e tra questi il più importante è il riscaldamento dovuto alle emissioni di gas serra provocate dall’uomo.

CONCLUSIONI

In conclusione, l’attuale consenso scientifico è che le variazioni a lungo e a breve termine dell’attività solare svolgono solo un ruolo molto limitato sul clima della Terra. Il grosso del problema, come sempre siamo noi umani.

Quali insegnamenti possiamo trarre da questa storia? Primo, la scienza ci offre molte soluzioni, ma tirare facili conclusioni da un comunicato di uno studio scientifico può essere deleterio. Se pensavate di andarvi a comprare un igloo, in attesa della prossima mini-glaciazione, sarebbero soldi mal spesi.

Secondo, il riscaldamento globale non si ferma. Non è colpa del sole, ed anche nella sua prossima fase di minor emissione di energia, il suo aiuto a contenere il fenomeno sarà residuale. Terzo, ed è una riflessione più ampia che magari si potrà riprendere in futuro, i nostri ambienti non sono progettati per resistere ai fenomeni estremi che il riscaldamento climatico sta portando.

La scorsa estate abbiamo assistito ad alluvioni, temporali e tempeste con chicchi di grandine grandi come palle da tennis, picchi di caldo durevoli ben oltre i 40 gradi. Le nostre città, la nostra agricoltura, il nostro modo di vivere non sono pensati per questi fenomeni. Per quanto di nuovo dobbiamo realizzare, è possibile incorporare i nuovi “picchi”, ma per quello che già esiste, il retrofitting è possibile? E’ solo un costo infrastrutturale insostenibile o è una nuova grande opportunità di business? Vi lascio con questi pensieri e vi aspetto alla prossima puntata.


VIDEO


APPROFONDIMENTI

There Is No Impending ‘Mini Ice Age’ – Climate Change: Vital Signs of the Planet (nasa.gov)

3 Reasons Not to Expect a ‘Mini Ice Age’ in 2030 (treehugger.com)


I LIBRI DI THE FUTURE OF

Emozioni 2051 è una straordinaria raccolta di storie brevi ambientate nel 2051.
Non troverete alieni ed omini verdi, viaggi nel tempo, portali verso altre dimensioni, esperimenti scientifici o complotti interplanetari. I protagonisti sono persone comuni, siamo noi, con le nostre passioni, ambizioni, debolezze e curiosità.
In un futuro dove la tecnologia svolge un ruolo cruciale, le emozioni umane resteranno ancora parte fondante della nostra umanità. Le storie, senza essere utopiche o distopiche vi accompagneranno in un percorso di riscoperta dell’importanza delle emozioni universali.
Ogni storia è inoltre accompagnata da una canzone adatta al tema della storia. In sostanza state per acquistare il primo libro al mondo con una colonna sonora.