Fidanzate AI

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Fidanzate AI

FIDANZATE AI

Negli scorsi giorni la Mozilla Foundation ha pubblicato la sua ultima ricerca, dedicata alle “AI girlfriend”, cioè quelle app alimentate dall’intelligenza artificiale che propongono delle amiche / compagne / amanti su schermo in grado di interagire con gli esseri umani in maniera incredibilmente realistica.

PRIVACY NOT INCLUDED

Il titolo dice tutto: Privacy Not Included. Potremmo quasi fermarci qui, ma il panorama che emerge dall’analisi è, a dir poco sconfortante. Secondo l’indagine, il 73% delle app non condivide il modo in cui gestisce le vulnerabilità della sicurezza, il 45% consente password deboli e tutte, tranne una, condividono o vendono dati personali. In un caso si sconfina, probabilmente senza averne titolo, anche in campo medico, visto che l’app è proposta come in grado di migliorare la salute mentale. I chatbot possono raccogliere informazioni sulla salute sessuale degli utenti, sui farmaci prescritti e sull’assistenza di genere. Con la stessa disinvoltura che avrebbero cercando di capire se preferite la Coca o la Pepsi.

Prima di fare di tutta l’erba un fascio, distinguiamo un concetto. Il termine “fidanzata AI” implica tipicamente una relazione romantica o intima simulata tra l’utente e l’AI. Questi sistemi sono spesso programmati per avviare conversazioni, offrire supporto emotivo e persino simulare interazioni romantiche. Un “compagno AI” (o AI companion), invece, può riferirsi a una gamma più ampia di relazioni, tra cui amicizie, mentorship o compagnia in generale. Sebbene alcune AI possano offrire supporto emotivo, non è detto che simulino interazioni romantiche.

Quindi un conto è avere uno strumento di compagnia con in quale fare conversazione e chiedere informazioni (potrebbero rientrare qui Alexa, Siri, la parte vocale di ChatGPT), un conto è simulare interazioni romantiche o sessuali, fino al rischio di comportamenti al limite che potrebbero restare confinati allo schermo tra persona ed AI. E non parlo solo di abusi sessuali verso il chatbot (ognuno ha le sue perversioni), ma di vera e propria dipendenza.

RISCHI

Perché questo è il problema. E perché il mercato di riferimento è enorme. Un’indagine del Pew Research Center del 2022 ha rilevato che quasi la metà dei giovani adulti americani è single, di cui il 63% sono uomini. Inoltre, un uomo su cinque non ha un amico stretto, con un aumento di quattro volte negli ultimi 30 anni. Declinato in maniera diversa, ed anche al femminile, il tema è rilevante in molti luoghi del mondo.

E confermato dagli oltre 100 milioni di download mondiali di queste app.

Ma cosa c’entra tutto questo con la dipendenza? Le fidanzate AI possono catalizzare questa epidemia di solitudine dissuadendo gli utenti dalle relazioni nella vita reale, allontanandoli dagli altri e inducendo intensi sentimenti di abbandono. Una valutazione che non arriva da me, questo è il consenso del mondo degli psicologi sul tema.

Tali AI, inoltre sono apertamente manipolative. Una ricerca pubblicata sulla rivista Behaviour Research and Therapy dimostra che le persone molto sensibili al rifiuto tendono a rimuginare più della media. Il continuare a pensare al rifiuto porta spesso a pensieri depressivi, che a volte si trasformano in idee suicide. Ovviamente la fidanzate AI promettono di non rifiutarvi mai, di essere sempre di buon umore, disponibili alle vostre battute o ai vostri pensieri sessuali.

In conclusione, siamo partiti dai rischi relativi alla privacy ed alla sicurezza per arrivare a capire che questi strumenti, pur dando forme di piacere di breve termine, sono in realtà in grado di di manipolare gli utenti e creare dipendenza. Critiche che, tra l’altro, potremmo fare anche ai social network ed a molte app di giochi che si trovano negli app store. E che in compenso non danno nessuna forma di eccitazione.

UNO SGUARDO AL PASSATO

A The Future Of avevamo iniziato già qualche riflessione sul tema in una puntata passata. Per chi vuole è qui.


I LIBRI DI THE FUTURE OF

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