Cosmetica e bellezza

Lo spazio dei curiosi di futuro

Cosmetica e bellezza

S.9 Ep.183 – Cosmetica e bellezza

4 scenari

1. Bellezza tecnologicamente potenziata: l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata rivoluzionano l’esperienza di acquisto e personalizzazione dei prodotti di bellezza, mentre la bioingegneria crea cosmetici su misura con organismi microscopici.

2. Bellezza sostenibile e eco-friendly: i prodotti cosmetici si allineano alle crescenti richieste di sostenibilità, utilizzando ingredienti naturali, imballaggi ecologici e principi attivi derivati dalla bioingegneria vegetale.

3. Bellezza domestica: la stampa 3D e i dispositivi per la produzione domestica di cosmetici personalizzati aprono la strada a una nuova era di self-care e personalizzazione.

4. La fusione: la bellezza diventa olistica, integrando il benessere mentale e fisico attraverso tecnologie innovative, cosmetici funzionali e collaborazioni tra diverse discipline.

Cosmetica e bellezza alla prova di tecnologia, personalizzazione e sostenibilità.

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COSMETICA E BELLEZZA

L’industria mondiale della cosmetica è un gigante che stima vendite al dettaglio da 580 miliardi di dollari nel 2027, su scala globale. Ed è stato sempre storicamente in grado di generare profitti piuttosto consistenti, dato che è un business ad alto margine.

È un mondo molto affascinante per immaginare scenari futuri, perché è sempre stato largamente collegato alle mutazioni delle abitudini culturali e sociali del pianeta. Questo ovviamente aggiunge un grado di difficoltà all’analisi. Prima bisognerebbe capire come muta la società, poi si potrebbe capire dove andrà il mondo della cosmetica e della bellezza.

Gli esempi sono, credo, comprensibili da tutti. Ad inizio del ‘900 con la Belle Époque c’era una forte enfasi su bellezza ed eleganza. Le donne utilizzavano prodotti come creme idratanti, polveri per il viso e rossetti. I capelli erano spesso acconciati con pettinature elaborate. Durante gli anni ’20, le donne cominciarono a ribellarsi contro le restrizioni sociali e l’abbigliamento femminile divenne più audace. Il trucco divenne più evidente, con l’uso diffuso di rossetto scuro e occhi fortemente delineati. Nei periodi tra la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, le difficoltà economiche di ampia fascia degli abitanti del pianeta portarono ad una rarefazione dei consumi, almeno a livello di massa. Con il movimento di liberazione femminile negli anni ’60, le donne abbracciarono una visione più liberale della bellezza. Il trucco diventò un mezzo di espressione personale, con colori audaci e design unici. E così via.

DA DOVE ARRIVIAMO?

Se guardiamo all’inizio degli anni ‘2000, nel tentativo sempre di capire da dove arriviamo, quali erano le aspettative e gli argomenti sulla bocca di tutti?

Prima di tutto c’era un crescente riconoscimento dell’importanza di rappresentare una gamma più ampia di corpi, etnie e caratteristiche nella definizione della bellezza. La società stava iniziando a sfidare gli standard tradizionali e a promuovere l’accettazione della diversità.

Emerse, inoltre, un interesse crescente per uno stile di vita sano e attivo. Le persone iniziarono a valutare la bellezza non solo in termini di aspetto esteriore, ma anche in relazione a uno stile di vita attivo e benessere generale.

La cultura delle celebrity stava raggiungendo un nuovo apice con la crescita dei reality show e dei social media. Le persone iniziarono a guardare alle celebrità come modelli di riferimento per le tendenze di bellezza, hairstyle e moda. D’altra parte, l’avvento di Internet e dei social media iniziava ad aumentare l’accesso alle informazioni sulla bellezza. I consumatori potevano esplorare una vasta gamma di prodotti, tendenze e tutorial online, in grado di influenzare le scelte e le aspettative di bellezza.

Il tema della sostenibilità cominciò a prende forma. L’interesse per la sostenibilità e l’uso di ingredienti naturali nella cosmetica stava crescendo. I consumatori erano più consapevoli delle pratiche aziendali e iniziarono a cercare prodotti che fossero amici dell’ambiente e cruelty-free.

In merito ai prodotti, iniziò a guadagnare maggiore importanza lo skincare, con una crescente consapevolezza dell’importanza della cura della pelle. La gente si stava spostando da un approccio basato principalmente sul trucco a una maggiore attenzione alla salute della pelle.

PRODOTTI PORTAVOCE

Se avete memoria di questo periodo ricorderete una miriade di prodotti e innovazioni che si facevano portavoce di questi concetti. I fondotinta con una vasta gamma di tonalità per soddisfare le esigenze di diverse carnagioni: è addirittura del 1984 il lancio di Studio Fix Fluid di MAC Cosmetics. Le campagne pubblicitarie che hanno iniziato a includere modelle di diverse etnie e taglie per promuovere l’inclusività: ricorderete Benetton vero?

Prodotti di bellezza firmati dalle celebrity: con Jennifer Lopez e Jessica Simpson tra le pioniere. L’esplosione dei tutorial sulla bellezza con la nascita di Youtube nel 2005. Le prime app di fitness come MyFitnessPal. I primi reality show dove l’estetica aveva un significato centrale: qualcuno ricorda “Cercasi Cenerentola” del 2006? L’esplosione dei prodotti cruelty free, da The Body Shop ad Avalon Organics fino a The Lush. I big del mercato Estée Lauder, Clinique e Lancôme che portano sul mercato il siero all’acido ialuronico. E così via, tra tecnologia e costume.

EVOLUZIONI FONDAMENTALI

Si sono materializzate le aspirazioni di inizio millennio? In parte sì, ma visto che il mondo va veloce, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad alcune evoluzioni fondamentali, che merita citare perché saranno in parte alla base anche degli scenari futuri:

  • Lo spostamento dell’attenzione dalla classica “bellezza occidentale” a quella delle diverse persone esistenti sul pianeta: il mercato cinese oggi è secondo solo a quello statunitense e le peculiarità di indiani, africani e medio-orientali sono in forte crescita;
  • L’avvicinamento tra concetti di benessere e bellezza, dove i confini tra medicina, discipline olistiche di vario tipo e cosmesi hanno iniziato a diventare più sfumati;
  • La grande attenzione a materie prime sostenibili, la riduzione o a volte la cessazione degli esperimenti sugli animali, in una logica di prodotti più trasparenti e meno dannosi per l’ambiente;
  • Infine, il drastico cambio di modalità di comunicare e pubblicizzare la cosmesi, con l’avvento del digitale, l’e-commerce, i social network, gli influencer e quindi, nuovi modi di raggiungere le nuove generazioni di consumatori.

BELLEZZA TECNOLOGICAMENTE POTENZIATA

È con questo bagaglio di riflessioni che allora vi propongo quattro scenari, molto diversi tra loro, che rappresentano potenziali direttrici di sviluppo per il futuro.

Il primo, data la natura di The Future Of forse lo potevate immaginare, l’ho chiamato “Bellezza tecnologicamente potenziata”. Nel futuro, l’estetica e la bellezza saranno potenziate da tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale, tra le altre, consentendo agli individui di personalizzare il proprio aspetto in modo digitale.

Ma c’è di più. Nel 2035, la cosmetica avanzata ha raggiunto un livello in cui le creme e i sieri non solo migliorano l’aspetto estetico, ma integrano sensori e nanotecnologie per monitorare e adattarsi alle esigenze della pelle in tempo reale. In pratica, la cosmetica incorpora biologia sintetica per creare prodotti personalizzati che utilizzano organismi microscopici progettati per migliorare specifiche condizioni cutanee.

Uno degli impatti più significativi dell’AI nel settore della bellezza è la sua capacità di fornire consigli altamente personalizzati sui prodotti. Aziende come Sephora sfruttano gli algoritmi di AI per analizzare i dati dei clienti e gli acquisti precedenti per suggerire prodotti su misura. Le startup innovative come Skin Match e DCYPHER creano soluzioni di intelligenza artificiale che analizzano i volti dei clienti per consigliare la tonalità giusta e persino creare trucchi su misura per l’esatta tonalità della pelle del cliente. Questo migliora l’esperienza d’acquisto del cliente, ma ha anche un impatto positivo sulla sua soddisfazione, sulla sua fedeltà e, in ultima analisi, sul fatturato.

Gli strumenti di prova virtuale, come l’applicazione di realtà aumentata (AR) di L’Oreal, “Modiface”, migliorano il modo in cui i consumatori possono sperimentare i prodotti di bellezza. I clienti possono sperimentare virtualmente diversi look di trucco, prodotti, acconciature, colori per le unghie e persino provare vari prodotti per la cura della pelle. Questa tecnologia presenta chiari vantaggi quando si tratta di coinvolgere i clienti e potrebbe anche contribuire a ridurre gli sprechi diminuendo la necessità di campionature in negozio. Di recente, Maybelline ha rilasciato un plug-in con intelligenza artificiale da utilizzare per le videochiamate con Microsoft Teams.

Le app di analisi della pelle basate sull’intelligenza artificiale stanno guadagnando popolarità, consentendo agli utenti di valutare le condizioni della propria pelle e di ricevere routine di cura personalizzate e consigli sui prodotti. L’applicazione web Skin360 di Neutrogena, ad esempio, utilizza il riconoscimento delle immagini e l’apprendimento automatico per analizzare i tratti del viso, identificare problemi della pelle come l’acne e la disidratazione e consigliare i prodotti o le routine più adatti.

La personalizzazione è un grande punto di forza per i marchi di bellezza e cura della pelle. Skin + Me, ad esempio, utilizza le immagini della pelle dei clienti per prescrivere i prodotti giusti per loro. Tuttavia, le nuove aziende tecnologiche stanno facendo un ulteriore passo avanti, utilizzando l’intelligenza artificiale generativa per creare immagini in grado di prevedere come la pelle di una persona possa cambiare nel tempo e con l’uso di diversi prodotti per la cura della pelle. Questa è la premessa alla base di SkinGPT, una nuova piattaforma di simulazione della pelle realizzata dalla start-up HautAI.

Anche a livello di prodotto, le cose cambiano. L’uso delle nanoparticelle nei prodotti per applicazioni topiche migliora la penetrazione dei composti bioattivi negli strati più profondi della pelle, fornendo un effetto di deposito con rilascio sostenuto del farmaco e un targeting cellulare e subcellulare specifico. I nanocarrier forniscono progressi in dermatologia e nei trattamenti sistemici. L’attenzione alla pelle non deve sorprendere, che ci crediate o no, tecnicamente è il nostro più grande “organo”, ed è quello che ci consente di interfacciarci con il mondo circostante.

BELLEZZA SOSTENIBILE E ECO-FRIENDLY

Il secondo scenario, mi porta a focalizzarmi su “Bellezza sostenibile e eco-friendly”. Nel futuro, la bellezza sarà definita non solo dall’aspetto esteriore ma anche dalla sostenibilità e dal rispetto per l’ambiente, con l’uso di prodotti cruelty-free e imballaggi ecologici. Le aziende sviluppano prodotti utilizzando ingredienti naturali, riducendo gli imballaggi e impegnandosi a ridurre l’impatto ambientale, rispondendo alle crescenti preoccupazioni per la sostenibilità.

Ma c’è di più, in questa ottica, la cosmetica si baserà su bioingegneria vegetale, utilizzando piante modificate geneticamente per produrre principi attivi altamente efficaci e sostenibili. L’industria sfrutta piante geneticamente modificate per produrre composti benefici per la pelle, sostituendo gli ingredienti tradizionali con opzioni più sostenibili. I prodotti sono formulati con estratti vegetali personalizzati per affrontare specifici problemi della pelle.

Roba del futuro? Consentitemi qualche esempio. Algenist, realizza acido alguronico, estratto da microalghe marine, che aiuta a rimpolpare la pelle e ridurre le rughe. Tatcha produce una proteina di riso fermentata, che aiuta a esfoliare delicatamente la pelle e illuminare l’incarnato. Omorovicza, che mette nei suoi prodotti cellule staminali di edelweiss, che aiutano a proteggere la pelle dai danni ambientali e a migliorare l’elasticità. Un trend che continuerà ad aumentare.

E che vedrà l’aiuto l’AI. L’intelligenza artificiale sta aiutando le aziende del settore della bellezza a sviluppare prodotti più sostenibili e ad allinearsi alla crescente domanda del mercato di prodotti creati in modo responsabile. Analizzando i dati sugli ingredienti e il ciclo di vita dei prodotti, l’intelligenza artificiale può suggerire alternative ecologiche e ridurre l’impronta ambientale dei cosmetici e dei prodotti per la cura della pelle. Alcune aziende del settore della bellezza stanno valutando l’impatto etico della tecnologia e dell’AI stessa: Lush ha recentemente pubblicato una Digital Ethics Policy sull’uso dell’IA e dei dati etici.

Estendendo questo approccio ad altri concetti nobili e meritevoli, possiamo aspettarci impatti su molti fronti “cugini”.

L’industria, per esempio, diventa “radically transparent” (sul contenuto dei prodotti). I consumatori sono sempre più attenti agli ingredienti utilizzati nei prodotti cosmetici, giusto? C’è una crescente richiesta di formulazioni pulite e trasparenti che escludano sostanze potenzialmente dannose come parabeni, solfati e ftalati. I marchi che danno priorità alla sicurezza, alla trasparenza e all’integrità degli ingredienti sono destinati a prosperare.

L’industria diventa anche più inclusiva. I consumatori sono sempre più alla ricerca di marchi che abbraccino la diversità e l’inclusività. L’industria cosmetica risponde ampliando le gamme di tonalità, offrendo prodotti per una gamma più ampia di toni della pelle e presentando modelli e ambasciatori diversi nelle proprie campagne di marketing. Il marketing inclusivo e l’offerta di prodotti saranno probabilmente i fattori chiave del successo in futuro.

Approvvigionamento etico e sostenibilità: Il settore può dare priorità all’approvvigionamento etico degli ingredienti, garantendo pratiche di commercio equo e solidale e riducendo al minimo l’impatto ambientale. Ciò comporta la promozione di un’agricoltura sostenibile, la riduzione della deforestazione e il sostegno alle comunità che forniscono le materie prime. I marchi possono adottare imballaggi ecologici e implementare programmi di riciclaggio per ridurre gli sprechi… e così via.

BELLEZZA DOMESTICA

Il terzo scenario, si focalizza invece sulla produzione. Lo chiamerò provocatoriamente “Bellezza domestica”.

In linea teorica questo sarebbe l’ambito nel quale si può raggiungere la massima personalizzazione. Per esempio, attraverso la stampa 3D a casa di cosmetici che si adattano alla carnagione o a un campione di colore. Diversi tipi di trucco, diverse formule, ecc. a seconda delle cartucce utilizzate nella stampante 3D.

Oltre a questo, nuovi ingredienti o combinazioni di ingredienti, man mano che la tecnologia trova modi sempre migliori per proteggere e migliorare la pelle, e quindi il make-up.

Mink, lanciata nel maggio 2014 da Grace Choi, laureata alla Harvard Business School, si fregia del titolo di prima stampante al mondo per la produzione di trucchi. Permette agli utenti di produrre e personalizzare i prodotti a casa, dal fondotinta all’ombretto, regolando i pigmenti e i substrati compatibili con la stampante. Appellandosi sia al movimento dei maker che alle richieste di maggiore diversità / inclusione nel settore della bellezza, Mink ha ricevuto una discreta attenzione per il suo approccio potenzialmente rivoluzionario a un mercato tradizionalmente prodotto in serie.

Ma ci sono esempi anche più recenti. Cosmechip, è una tra le innovazioni più insolite presentate al CES del 2023: è uno strumento di bellezza per la cura della pelle, a casa, personalizzato. Questo dispositivo crea cosmetici in tempo reale per affrontare rapidamente i cambiamenti della pelle. Utilizzando un “Active-Chip” con ingredienti attivi secchi, è possibile sperimentare trattamenti di bellezza efficaci.

I clienti possono selezionare il chip ideale da diverse opzioni, ognuno progettato per risolvere specifici problemi della pelle. Quando il chip prescelto viene inserito nel dispositivo, l’acqua fluisce lungo un percorso progettato appositamente per mescolare in modo equilibrato acqua e ingredienti attivi, generando così il prodotto finito per la cura della pelle.

Le forme di base come unguenti, scrub e maschere spesso richiedono solo la miscelazione dei semilavorati appropriati e di alcuni ingredienti aggiuntivi. Le creme che richiedono una preparazione a temperature specifiche e variabili e l’uso di emulsionanti possono presentare qualche difficoltà in più, ma la conoscenza di base dell’argomento e la ricerca di formulazioni affidabili sono comunque sufficienti.

I distributori di ingredienti per l’industria cosmetica forniscono una fornitura facilmente accessibile sia di prodotti di base che di una vasta gamma di estratti vegetali, oli, fragranze, vitamine ed emulsionanti, sia sostanze ausiliarie che migliorano la durata e la qualità del cosmetico che sostanze attive che ne garantiscono le proprietà benefiche desiderate.

Questo è palesemente un caso di studio con qualche applicazione pratica, che personalmente ritengo sarà più lento a diffondersi. La stampa 3D ha un uso ancora prettamente industriale. Gli usi domestici sono molto più lenti. Ho parlato io stesso di cibo stampato in 3D, ma non è ancora la consuetudine. Tempo addietro ho ascoltato la previsione che un giorno ci saremmo stampati in casa la biancheria intima: del resto, apparentemente, cosa c’è di più semplice di un calzino o di una mutanda. Ma, anche qui, la previsione sembra essere piuttosto lontana dall’avverarsi. Immaginare che stamperemo in 3D prodotti che devono andare a contatto con la pelle, non mi sembra comunque un futuro che vedremo a breve.

LA FUSIONE

L’ultimo scenario ho deciso di chiamarlo “La fusione”. Mi riferisco al fatto che il prossimo capitolo del benessere sarà la bellezza mente-corpo, dove il benessere mentale e l’aspetto fisico sono interconnessi.

Gli esempi di tecnologie al servizio di questa visione sono innumerevoli. Tecnologie indossabili e dispositivi smart che monitorano i segni fisiologici dello stress, come la frequenza cardiaca e la variabilità della frequenza cardiaca. App di fitness che integrano programmi di allenamento fisico con sessioni di mindfulness e meditazione. Dispositivi di biofeedback che consentono alle persone di monitorare e regolare le risposte fisiologiche associate allo stress. App che incoraggiano la consapevolezza alimentare e il mindful eating, combinando informazioni sulla nutrizione con esercizi di consapevolezza. Dispositivi di monitoraggio del sonno che non solo tracciano la qualità del sonno, ma offrono anche funzionalità di rilassamento attraverso suoni tranquillizzanti, meditazioni guidate o tecniche di respirazione per migliorare il benessere mentale correlato al sonno. Auricolari e dispositivi per la musica terapeutica. E chi più ne ha più ne metta. Ma tutto questo esiste già.

L’ipotesi di questo scenario è che la cosmetica si metta al servizio di queste tecnologie, facendo da complemento. A cosa mi riferisco? Ad esempio, la cosmetica può sviluppare prodotti per la cura della pelle formulati con ingredienti noti per i loro benefici emotivi. Oppure può incorporare aromaterapia nei suoi prodotti, utilizzando fragranze e oli essenziali noti per i loro benefici calmanti o energizzanti. O ancora, sviluppare tecnologie che creano makeup personalizzato in base all’umore o alle esigenze specifiche della giornata.

Ma anche, più semplicemente, collaborazioni tra marche di cosmetici e app di benessere “mentale”. Le app potrebbero offrire sessioni di meditazione o consigli per la gestione dello stress, mentre i prodotti cosmetici potrebbero essere consigliati per migliorare l’esperienza di relax. E così via. Se il paradigma del benessere è l’equilibrio mente – corpo, questo scenario potrebbe vedere un rafforzamento della cooperazione tra discipline ed industrie diverse, inclusa la cosmetica, verso il raggiungimento dello scopo del cliente.

CONCLUSIONI

In conclusione, vi ho rappresentato 4 scenari:

1. Bellezza tecnologicamente potenziata: l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata rivoluzionano l’esperienza di acquisto e personalizzazione dei prodotti di bellezza, mentre la bioingegneria crea cosmetici su misura con organismi microscopici.

2. Bellezza sostenibile e eco-friendly: i prodotti cosmetici si allineano alle crescenti richieste di sostenibilità, utilizzando ingredienti naturali, imballaggi ecologici e principi attivi derivati dalla bioingegneria vegetale.

3. Bellezza domestica: la stampa 3D e i dispositivi per la produzione domestica di cosmetici personalizzati aprono la strada a una nuova era di self-care e personalizzazione.

4. La fusione: la bellezza diventa olistica, integrando il benessere mentale e fisico attraverso tecnologie innovative, cosmetici funzionali e collaborazioni tra diverse discipline. In conclusione, questi quattro scenari ci offrono una visione affascinante del futuro della bellezza, un futuro all’insegna della personalizzazione, della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica e dell’unione tra mente e corpo. Un futuro in cui la bellezza non sarà più solo un concetto estetico, ma un vero e proprio stile di vita che abbraccia il benessere olistico dell’individuo.


VIDEO


APPROFONDIMENTI

Nanoparticles for Topical Application in the Treatment of Skin Dysfunctions-An Overview of Dermo-Cosmetic and Dermatological Products – PubMed (nih.gov)

The beauty of AI: Revolutionising the beauty industry – Lexology

How are beauty and cosmetics companies using generative AI? (econsultancy.com)

5 Critical Trends in the Future of Beauty | Global Cosmetic Industry (gcimagazine.com)


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