AI generativa a rischio bolla?

Lo spazio dei curiosi di futuro

AI generativa a rischio bolla?

AI generativa a rischio bolla?

L’AI generativa è indiscutibilmente argomento sulla bocca di tutti, l’hype del momento è evidente e non passa giorno che qualche operatore, vecchio o nuovo, non ci offra strumenti per fare qualcosa di nuovo. E questo sia sul fronte scrittura, che immagine e più recentemente audio.

Tutto bene quindi? E’ una galoppata senza freni? E ci sono solo benefici? Ovviamente qualcuno pensa di no. E quindi alcune riflessioni sul futuro a breve sono quantomeno necessarie.

Secondo gli analisti di CCS Insight, nel 2024 il panorama dell’intelligenza artificiale generativa (AI) dovrà fare i conti con la realtà. L’entusiasmo che circonda l’IA generativa, esemplificato da modelli come ChatGPT di OpenAI e Google Bard, è destinato a diminuire a causa dell’aumento dei costi, delle complessità tecniche e delle crescenti richieste di regolamentazione.

COSTI

I modelli di IA generativa come ChatGPT di OpenAI, Google Bard, Claude di Anthropic e Synthesia si affidano a enormi quantità di potenza di calcolo per eseguire i complessi modelli matematici che consentono di elaborare le risposte da dare alle richieste degli utenti.

Le aziende devono acquistare chip ad alta potenza per eseguire le applicazioni di IA. Nel caso dell’IA generativa, sono spesso le unità di elaborazione grafica avanzate, o GPU, progettate dal gigante statunitense dei semiconduttori Nvidia, che le grandi aziende e i piccoli sviluppatori utilizzano per eseguire i loro carichi di lavoro di IA.

Questi investimenti, spesso davvero ingenti, vengono sostenuti a fronte di un’attesa di ricavi futuri. Per quanto potranno andare avanti a spendere i principali player, prima di vedere consistenti ritorni? L’aumento dei costi, potrebbe giustamente rallentare la diffusione dello strumento, anche se dipenderà anche dalla risposta del mercato alle soluzioni a pagamento. Banalmente se vendono bene, altrimenti è dura continuare su questa china.

REGOLAMENTAZIONE

Nel frattempo, l’Unione Europea è all’avanguardia nella regolamentazione dell’IA, con l’impegno di approvare l’AI Act, che introduce un approccio alle tecnologie di IA basato sul rischio, comprese le restrizioni sul riconoscimento facciale dal vivo. Tuttavia, CCS Insight prevede che la legislazione dovrà affrontare delle sfide e potrebbe subire diverse revisioni a causa dei rapidi progressi della tecnologia AI. Alcuni modelli fondamentali di IA, come ChatGPT, sono già soggetti a revisioni indipendenti prima del rilascio pubblico, sollevando dibattiti all’interno della comunità dell’IA sul livello appropriato di regolamentazione.

USI IMPROPRI

Sono state sollevate preoccupazioni anche per l’uso improprio degli strumenti di IA generativa. Gli utenti hanno dimostrato la capacità di creare contenuti inappropriati e offensivi utilizzando piattaforme come Image Creator di Microsoft Bing, alimentato da DALL-E di OpenAI. Le aziende tecnologiche, tra cui Microsoft e Meta (società madre di Facebook), sono state criticate per aver rilasciato strumenti di IA senza adeguate garanzie contro l’uso improprio. Nonostante le rassicurazioni di queste aziende, persistono le preoccupazioni per la mancanza di misure efficaci per prevenire la generazione di contenuti dannosi, in particolare da parte dei troll di internet.

Secondo CCS Insight, un noto motore di ricerca aggiungerà presto degli avvisi sui contenuti per avvisare gli utenti che il materiale che stanno visualizzando da un determinato editore nel web è generato dall’intelligenza artificiale anziché da persone. L’aggiunta di una sorta di “AI watermark”, ovviamente potrebbe ridurre l’appeal del contenuto rispetto a quello umano. Specialmente se non dichiarato dall’autore.

Infine, c’è probabilmente un effetto “timore” attorno alla diffusione dell’AI generativa. Sempre secondo CSS “i modelli per la generazione di immagini e la sintesi vocale possono essere personalizzati per impersonare un obiettivo utilizzando i dati pubblicati pubblicamente sui social media, consentendo la creazione di deepfake realistici ed economici“. Che oltre alla disinformazione, ha come conseguenza anche potenziali reati.

In conclusione, le sfide associate all’IA generativa riflettono il problema più ampio di bilanciare i progressi tecnologici con le considerazioni etiche e i quadri normativi. Con la continua evoluzione dell’IA, trovare un equilibrio tra innovazione, uso responsabile e impatto sulla società rimane un’impresa complessa e continua. Se a queste difficoltà associamo il ragionevole aumento dei costi spiegato sopra, tutto questo basterà a rallentare la corsa di questa tecnologia così rivoluzionaria?


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