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News dal Futuro
News dal futuro

Newsletter #8 dal mondo delle tecnologia del futuro. Nel menù di questa settimana:

  1. alcune riflessioni sul mercato da 12 billion della produzione e vendita di dati geolocalizzati;
  2. nello Stato dell'Australia Meridionale per la prima volta e per un'ora, la produzione di energia proveniente dal solare supera il fabbisogno energetico di tutto lo Stato
  3. nuovo colpo degli hacker: resi pubblici codice sorgente ed una miriade di informazioni della nota piattaforma di streaming Twitch;
  4. un gruppo di ricercatori realizza un vetro tre volte più resistente dell'attuale... grazie a principi noti sin dai tempi dei romani;
  5. la meravigliosa storia del premio Nobel Godrey Hounsfield e la sua intuizione che lo ha portato ad inventare la TAC e rivoluzionare la medicina nel 1971;
  6. addio alla banda magnetica, vi racconto quali motivazioni hanno spinto Mastercard a dismettere questa tecnologia dal 2024;
  7. Singapore testa i robot pattugliatori, tra eccessi nell'uso della tecnologia di sorveglianza ed il bisogno di sicurezza.

 

Letture selezionate

There’s a Multibillion-Dollar Market for Your Phone’s Location Data

La prima notizia dal futuro della settimana è un approfondimento, molto curato, del magazine The Markup sul distopico mondo dei dati, con un focus sulla geolocalizzazione.

Aziende di cui quasi sicuramente non avete mai sentito parlare stanno vendendo l'accesso alla cronologia della posizione del vostro telefono cellulare. Proprio ora.

E non è una cosa piccola, il mercato è stimato in 12 miliardi di dollari e viene definito "l'industria dei dati di localizzazione".

Molte aziende che ne fanno parte dichiarano che la privacy è al centro dei loro affari e garantiscono di non vendere mai informazioni che possono essere ricondotte a una persona. Ma i ricercatori che studiano i dati di localizzazione anonimizzati hanno dimostrato quanto possa essere fuorviante questa affermazione.

La maggior parte delle volte, il tutto inizia quando un'app vi invia una notifica che chiede il permesso di accedere ai dati di localizzazione. Che sia per usare mappe, per integrare il meteo, per sapere se vi possono mostrare certi contenuti nel vostro Paese... è un attimo acconsentire. E poi i dati non vengono usati solo per gli scopi funzionali di quell'app, ma vengono venduti. E rivenduti. Più volte.

Qualche volta direttamente da chi li ha raccolti, qualche volta da un intermediario chiamato aggregatore, che di mestiere "mette insieme" i dati provenienti da più fonti, da più app, per avere un quadro ancora più preciso.

Potrebbero finire nelle mani di una società di "location intelligence" che usa i dati grezzi per analizzare il traffico pedonale delle aree commerciali ed i dati demografici associati ai visitatori.

Ma gli scopi sono infiniti: analisi dei trend, intelligence sulla concorrenza, politica, offerte commerciali geolocalizzate etc...

E voi ci avete mai pensato? Non vi viene qualche brivido alla schiena, quando Google a fine mese vi manda l'email che dice in quanti e quali posti siete stati?

 

South Australia sets stunning new record, solar meets 106 pct of demand

La seconda notizia della settimana ci arriva dalla lontana Australia e se volessimo darle un titolo sarebbe "Ma allora si può!".

Sabato scorso, la combinazione di energia solare sui tetti e su larga scala ha soddisfatto tutta la domanda dell'Australia Meridionale, evidenziando ancora una volta il rapido progresso delle energie rinnovabili nella rete principale dell'Australia.

E non parliamo di una regione da poco, è quella che ospita la città di Adelaide, che da sola conta quasi due milioni di abitanti. 

L'Australia Meridionale è già un leader mondiale con una media di oltre il 62% di energia proveniente da eolico e solare nell'ultimo anno. E raggiunge regolarmente il 100% di rinnovabili, quando il vento esalta i 2GW di capacità eolica installata.

Questo Ottobre, per la prima volta in tutto il mondo per una rete su scala gigawatt, l'output solare ha rappresentato più del 100 per cento della domanda statale, e l'eccedenza è stata esportata verso lo Stato di Victoria.

In particolare un picco record del 106 per cento per quasi un'ora.

Ed è interessante notare che a quel punto, i grandi parchi solari dello stato a Bungala e Tailem Bend avevano ridotto la loro produzione, principalmente a causa dei prezzi negativi.

Il prossimo grande obiettivo è far si che i soli pannelli solari sui tetti bastino per raggiungere il 100%. Penserete... ci vorranno anni. Ed invece l'obiettivo è fissato per primavera.

Perchè chi fa ottiene. E chi parla, con tutto il rispetto per le tecnologie nucleari di quarta generazione anche senza uranio arricchito, sta imboccando la strada sbagliata.

The entirety of Twitch has reportedly been leaked

La terza notizia della settimana serve a riportare l'attenzione sul tema della sicurezza informatica, verso la quale non possiamo mai abbassare la guardia.

La famosa piattaforma Twitch è stata interamente hackerata compreso il suo codice sorgente e le informazioni sui pagamenti verso gli utenti.

Una fonte dell'azienda ha confermato che i dati trapelati sono legittimi, compreso il codice sorgente per la piattaforma di streaming di proprietà di Amazon. Insomma non dei pellegrini qualsiasi.

E anche se Twitch ha dichiarato che i dati di login e personali degli utenti non sarebbero stati toccati... l'esposizione dell'elenco dei guadagni dei creatori sulla piattaforma ha generato non pochi imbarazzi.

Tutto legittimo ovviamente, ma gli 81 neo-paperoni che dal 2019 si sono visti corrispondere da Twitch più di un milione di dollari ciascuno, non credo saranno felicissimi.

E lo sarà ancora meno Amazon, visto che è trapelata anche la notizia della creazione di un suo store proprietario di videogiochi, chiamato Vapor.

La spiegazione dell'hack è che c'è stato una sorta di errore umano con una "configurazione del server".

In altre parole, qualcuno ha impostato i computer che memorizzano i dati privati di Twitch in modo errato, rendendoli trovabili e scaricabili dagli hacker.

Sarà, ma come sempre è poco convincente.

E forse non è ancora finita. La società si è definita "in crisis mode" e gli hacker hanno comunicato che quanto condiviso pubblicamente è... solo la Parte 1.

In altri termini, questo potrebbe essere il leak più grande della storia.

Researchers Have Developed a New Kind of 'Unbreakable' Glass

La quarta notizia dal futuro ci arriva dai ricercatori della McGill University, che hanno sviluppato il vetro più forte e resistente mai conosciuto.

Ispirato, in parte, dallo strato interno delle conchiglie dei molluschi, questo vetro non si frantuma quando viene colpito, e si comporta più come la plastica. 

Il materiale, una volta in commercio, potrebbe essere utilizzato per migliorare gli schermi dei telefoni cellulari, tra le varie applicazioni future. 

Ma, ironia della sorte, questa storia non ha a che fare solo col futuro, ma anche con un passato glorioso. È interessante notare che si tratta di un esempio di scienza moderna che riscopre una vecchia tecnologia, ormai persa da tempo.

Apparentemente, una forma di vetro flessibile esisteva durante il regno dell'imperatore romano Tiberio Cesare, siamo quindi a cavallo dell'anno zero. Si narra che un vetraio portò al cospetto dell'imperatore una coppa fatta di questo materiale.

Secondo i resoconti storici, quando la coppa fu testata per la sua forza, scaraventandola a terra, si ammaccò invece di frantumarsi.

L'inventore giurò di essere l'unica persona a sapere come ottenere questo miracolo. Ed in cambio, Tiberio lo fece giustiziare, temendo che il vetro avrebbe svalutato l'oro e l'argento.

L'ispirazione per questo nuovo tipo di vetro è venuta dalla natura, in particolare dalla "madreperla".

Duemila anni fa ed anche oggi. È fatta di pezzi rigidi di materia simile al gesso che sono stratificati con proteine che sono altamente elastiche. Questa struttura produce una forza eccezionale, rendendola 3000 volte più dura dei materiali che la compongono.

Esaminando da vicino l'architettura della madreperla, i ricercatori sono stati in grado di replicarla nel vetro usando scaglie di vetro e acrilico.

E per fortuna, in questo caso, non sono stati mandati a morte, ma hanno semplicemente pubblicato gli esiti su una rivista prestigiosa.

50 years ago, the first CT scan let doctors see inside a living skull

La quinta notizia della settimana viene ancora dal passato, ma la condivido per tutti quelli che non si arrendono mai.

Cosa hanno a che fare un ingegnere che non ha trovato ancora la sua strada, i Beatles, la tomografia computerizzata, i raggi X, il premio Nobel e gli antichi egizi?

Hanno concorso tutti a realizzare la prima immagine di tomografia computerizzata del cervello umano, (cioè quella che oggi chiamiamo TAC) e che salva ogni anno innumerevoli vite umane.

Erano 50 anni fa, il 1° ottobre del 1971.

L'ingegnere era tale Godfrey Hounsfield, modesto tecnico e scadente comunicatore che lavorava per la EMI, acronimo di Electric and Music Industries. Esattamente quella che un giorno sarebbe diventata famosa come la casa discografica dei Beatles, ma che nel frattempo si occupava più di electric che di music.

E decise di mandare Hounsfield in aspettativa, come diremmo oggi, per capire cosa fare bene del suo futuro. Peccato che nel mentre, ragionando su come vedere al di la delle pareti per scoprire possibili tombe egizie e, stuzzicato dal fatto che i raggi X vedano bene le ossa ma non le parti molli, il nostro eroe si metta a fare qualcosa di straordinario.

Sua l'idea di dividere concettualmente a fettine il cervello, per poi scansionarlo pezzo pezzo, e ricostruirne un'immagine a posteriori grazie ad un algoritmo da lui scritto. E grazie ad uno dei primi supercomputer che gli era stato messo a disposizione.

E dopo i test sulle mucche, la scoperta di un mercato potenziale enorme, la corsa alla miniaturizzazione per uso umano... possiamo dire che la sua scoperta ha cambiato la medicina.

Quindi perchè stupirsi se, alla fine, il timido Hounsfield nel 1979 è stato insignito del premio Nobel?  La prossima volta che vi prenderete un anno sabbatico o la vostra azienda vi metterà a risposo forzato... pensate che potreste cambiare il mondo.

 

Mastercard Is Removing the Magnetic Stripe From Credit and Debit Cards

La penultima notizia della settimana arriva dal mondo dei mezzi di pagamento.

Mastercard ha annunciato un grande cambiamento alle sue carte, nell'interesse della sicurezza.

La società di carte di credito eliminerà la banda magnetica su tutte le carte di credito e di debito. Sarà la prima a sbarazzarsi di tale tecnologia, che ha fatto il suo debutto negli anni 60.

Le bande magnetiche, contengono le informazioni che identificano l'utente, il che le ha rese un grande progresso nel nome della privacy e della prevenzione delle frodi. Le informazioni sono memorizzate in particelle di ferro che sono racchiuse in una pellicola di plastica, e sono queste informazioni che un lettore di carte decodifica e legge quando si striscia la carta di debito o di credito. Questa tecnologia è usata anche per le chiavi delle camere d'albergo, le patenti di guida e altro ancora.

Le nuove carte emesse a partire dal 2024 non avranno più la banda magnetica, ed entro il 2033, dice Mastercard, questa soluzione sarà rimossa da tutte le carte. Questo lascia abbastanza tempo per i partner rimanenti che ancora si basano sulla banda, per passare alle carte con chip.

Il nastro magnetico usato per fare quelle strisce non è particolarmente sicuro, e la maggior parte delle carte hanno già chip incorporati. Mastercard dice che l'86% delle transazioni con carta, già si basano sui chip. E le nuove tecnologie, come le carte biometriche che usano le impronte digitali per verificare l'identità del titolare della carta, sono in aumento.

Nel frattempo, i pagamenti contactless stanno crescendo a un ritmo costante nel settore delle carte di credito. Nel primo trimestre del 2021, Mastercard ha visto 1 miliardo di transazioni contactless in più rispetto allo stesso periodo del 2020, e nel secondo trimestre del 2021, il 45% di tutte le transazioni alla cassa di persona a livello globale erano contactless.

Insomma la banda magnetica è passata di moda. 

Fra poco l'espressione "strisciare la carta" si andrà ad aggiungere alla lunga lista di modi di dire che l'innovazione rende obsoleti come "sembri un disco rotto", "prendere la cornetta e telefonare" oppure "mettere su una cassetta". 

New robots patrolling for 'anti-social behaviour' causing unease in Singapore streets

L'ultima notizia della settimana arriva da Singapore e non ci lascia per nulla tranquilli. Ci sono nuovi sceriffi in città, e stanno innervosendo gli abitanti.
Chiamati "Xavier", si tratta di robot dotati di sette telecamere che permettono loro di rilevare "comportamenti sociali indesiderati", per esempio se si parcheggia male la bicicletta, se si fuma in una zona non autorizzata o se non si rispetta il distanziamento sociale.
Secondo il responsabile del progetto, queste macchine sono una nuova arma contro l'insicurezza visto che dalla sala di controllo è possibile monitorare l'ambiente sia in tempo reale che vedere cosa è accaduto a posteriori.
I robot hanno inizialmente pattugliato un complesso residenziale e un centro commerciale come parte di un periodo prova di 3 settimane a settembre.
Ma questa tecnologia è solo la punta dell'iceberg. L'area cittadina di 5,5 milioni di abitanti ha visto comparire un vero e  proprio  arsenale tecnologico  di sorveglianza, installato nelle strade.
Singapore ha già circa 90.000 telecamere della polizia attive ed il numero è destinato a raddoppiare entro il 2030. Ed è in fase di studio l'uso di dispositivi di riconoscimento facciale installati sui lampioni. Ora i robot.
La popolazione non l'ha presa tanto bene ed i giudizi sono misti, ok la sicurezza, ma la preoccupazione per potenziali eccessi cresce.

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