1 milione di satelliti

Lo spazio dei curiosi di futuro

1 milione di satelliti

L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa di questioni relative alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Fondata nel 1865, ha sede a Ginevra, in Svizzera e svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel coordinamento delle reti e dei servizi di telecomunicazione internazionali.

Per quanto riguarda lo spazio, l’ITU gestisce lo spettro globale delle radiofrequenze e le orbite satellitari. Nel senso che alloca e gestisce lo spettro delle radiofrequenze e le orbite dei satelliti per evitare interferenze e garantire un uso efficiente del limitato spettro di radiofrequenze disponibile per le varie tecnologie di comunicazione wireless.

Di conseguenza, chi ha in progetto di lanciare un satellite o delle costellazioni di satelliti, lo deve comunicare con largo anticipo all’ITU. Immagino la faccia dei tecnici, quando hanno ricevuto il filing del progetto Cinnamon-937, che prevede la bellezza di 337.320 satelliti. Si, avete sentito bene, oltre trecentomila satelliti in un colpo solo.

GARGANTUA

Ma andiamo con ordine. Secondo una recente ricerca, l’orbita bassa della Terra, già affollata da migliaia di satelliti, potrebbe in futuro subire un afflusso di oltre un milione di nuovi elementi. È questo il numero emerso dai progetti proposti nei documenti presentati alla ITU, indicando la formazione di 300 “megacostellazioni”, vaste reti di satelliti progettate per fornire servizi (internet e altri). Un numero che si riferisce ai progetti presentati tra il 2017 ed il 2022.

Tuttavia, le preoccupazioni nascono dal fatto che le registrazioni per lo spazio orbitale potrebbero non rappresentare accuratamente il numero di satelliti previsti per il lancio, portando a un potenziale eccesso di registrazioni e all’ingombro dello spazio orbitale. Prima di tutto, non tutti i progetti presentati ovviamente vedono la luce. A volte per mancanza di fondi, a volte per ritardi o problemi tecnologici di vario tipo, mancanza di capacità produttiva e così via… ma intanto si iniziano ad occupare gli “slot”.

A volte le Nazioni e le aziende che fanno richiesta, sanno già che stanno chiedendo spazio per un numero di satelliti superiore a quello che effettivamente lanceranno. Questo in parte per approfittare delle diverse normative nazionali. Sembra che le aziende presentino domande per la stessa costellazione attraverso nazioni diverse. Ad esempio, Norvegia, Germania e Stati Uniti hanno registrato licenze per SpaceX, mentre le richieste di OneWeb sono state registrate in modo simile da Regno Unito, Francia e Messico, secondo il nuovo studio. L’11 ottobre SpaceX ha depositato per la prima volta presso l’ITU una costellazione di 29.988 satelliti attraverso il Regno di Tonga.

CERTEZZE E DOMANDE

Quel che è certo è che il numero di satelliti lanciati in orbita aumenterà. Quando lavoravo nel settore, i progetti di Musk e di OneWeb avevano numeri da far girare la testa. In futuro le loro costellazioni potrebbero essere relativamente “piccoline” rispetto ai nuovi arrivati. Il che, ovviamente, impone di varare regolamentazioni corrette per gestire e mitigare il fenomeno. Oggi, chi occupa uno slot deve lanciare entro sette anni il primo satellite, dopo due anni dal primo aver completato almeno il 10% della costellazione, arrivare al 50% entro 5 anni e finire il tutto in massimo 7 anni. In pratica, potrei depositare una richiesta oggi e completare tutto in massimo 14 anni. Un tempo talmente lungo, tra l’altro, che la tecnologia usata oggi, fra 14 anni sarà probabilmente vetusta e sorpassata. Ma, questo, è un altro problema.

Ecco, quindi che si potrebbe ragionare sul limitare le costellazioni ad un numero massimo di satelliti, imporre tasse più elevate per il lancio e l’occupazione dell’orbita, imporre maggiori obblighi per mitigare i rischi del rientro, provare a limitare l’inquinamento luminoso e così via.

Il complesso mix di aspetti tecnici, operativi e regolatori sarà certamente l’agenda della prossima Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni che si terrà a Dubai tra novembre e dicembre di quest’anno. Nella quale si parlerà anche di efficienza energetica, sostenibilità aziendale ed equo accesso di tutti i Paesi alla risorsa spazio.

Tutti temi cruciali. Perché, se stimare il numero di satelliti potenziali o realistici, tra doppi filings e visioni gargantuesche, è un esercizio relativamente semplice, al contrario, gestire il traffico di 1 milione di potenziali oggetti reali sopra le nostre teste, è ben altro compito.


VIDEO


I LIBRI DI THE FUTURE OF

Nel nostro perenne viaggio attraverso il tempo e lo spazio, “Le 10 Grandi Domande sul Futuro” ti porta in un’avventura unica, dove il passato incontra il futuro. In questo libro avvincente e informativo, esploro le profonde domande che hanno affascinato l’umanità per generazioni, ponendo interrogativi audaci su cosa riservi il futuro e come possiamo trarne ispirazione dai grandi innovatori del passato.
Attraverso una serie di conversazioni virtuali sorprendenti e coinvolgenti, ti ritroverai a dialogare con alcune delle menti più brillanti e influenti della storia, da Leonardo da Vinci a Marie Curie, da Nikola Tesla a Ada Lovelace, passando per Stephen Hawkings, Steve Jobs, Keplero, Richard Feynman e molti altri. Questi pionieri dell’innovazione condivideranno le loro prospettive uniche sul futuro, illuminando le strade possibili che l’umanità potrebbe intraprendere.
Nel corso di queste conversazioni mozzafiato, affronto domande ardite come: Qual è il destino dell’umanità nello spazio? Come possiamo sfruttare l’intelligenza artificiale per il bene dell’umanità? Quali sfide etiche ci aspettano nell’era della tecnologia avanzata? E molte altre.