News dal futuro #68

Il podcast che parla del nostro futuro

Benvenuti o bentornati a The Future Of: questo è lo spazio dei curiosi di futuro. 
Io sono Andrea Ferrante e vi racconto le tecnologie, i colpi di genio e le discontinuità che potrebbero diventare grandi e plasmare il modo in cui vivremo domani.  PRIMO SEGNALE DI FUTURO: BLUE-LEAKS  La prima e più commentata notizia della settimana arriva dagli USA e da qualsiasi angolatura venga letta è davvero scoraggiante in tema di sicurezza informatica. Un gruppo hacker ha pubblicato centinaia di gigabyte di file potenzialmente sensibili, rubati ai dipartimenti di polizia di tutti gli Stati Uniti, contenuti in un database ricercabile che può essere ordinato in base ai numeri di distintivo degli agenti, ma anche per motivo dell'indagine, nome ed indirizzo del sospetto, numeri di conto bancario di chi deve pagare multe e sanzioni e vari altri parametri.
I dati trapelati derivano da una violazione della sicurezza, ribattezzata blue-leaks, avvenuta presso una società di servizi web con sede a Houston che gestisce diversi centri dati delle forze dell'ordine.
In pieno periodo di proteste per la morte di George Floyd, l’attenzione è andata immediatamente alla ricerca di informazioni sulla potenziale cattiva condotta della polizia, ma non è il tema principale che emerge dai file.  Che piuttosto includono email che sembrano mostrare come i dipartimenti di polizia e l'FBI abbiano monitorato le proteste in tutti gli Stati Uniti, andando a scrutare singoli individui catturando i loro volti, i loro tatuaggi ed altri segni di riconoscimento, le auto usate per raggiungere i luoghi delle manifestazioni o i post sui social network.
Nei forum, gli schieramenti si sono divisi tra coloro che criticano apertamente questa forma di “vigilantismo” della polizia e coloro che ritengono che, episodi come questo, possano far sentire le vittime ancora più insicure circa la privacy dei loro dati e dei loro nomi e quindi più restie a denunciare reati gravi come gli stupri o altri che generano forme di imbarazzo.
Il tema vero è che i nostri dati personali non sono al sicuro nemmeno nelle mani delle forze dell’ordine e furti come questo, comunque mettono ulteriormente in difficoltà le strutture deputate a proteggerci, e che certamente non possiamo spazzare via con un colpo di spugna, nonostante gli eventi terribili che sentiamo raccontare da tutto il mondo in questi giorni.  SECONDO SEGNALE DI FUTURO: AMAZON ACQUISTA ZOOX  Amazon ha acquistato per 1,2 miliardi di dollari la startup Zoox, che progetta taxi a guida autonoma. Il palmares di Zoox era già eccellente, essendo la prima società a ricevere una licenza in California per offrire servizi di robo-taxi. Tra l’altro alcuni investitori illustri avevano già iniettato nelle casse della società ben 800 milioni di dollari, ma l’arrivo della pandemia ha colpito duro e la società ha rallentato il suo sviluppo e lasciato a casa un centinaio di ingegneri.
E boom, ecco comparire Amazon che inizia i primi approcci solo a Maggio ed in meno di due mesi decide di staccare un assegno importante. Primo è evidente che in periodo di crisi chi ha cassa e può fare shopping si trova in un’ottima posizione, ma c’è altro a spiegare la scelta di Amazon.
Amazon intende collaborare con Zoox per creare una flotta di taxi a guida autonoma, in competizione con Waymo di Google. Ma gli analisti hanno anche suggerito che Amazon potrebbe usare Zoox per costruire veicoli di consegna a guida autonoma per la delivery dei prodotti acquistati sulla sua piattaforma.
Ed in effetti, alcuni segnali in questa direzione c’erano già. Amazon ha anche acquistato piccole quote dell’azienda che produce il camion elettrico Rivian e della start-up di guida autonoma Aurora.
Tra l’altro a differenza dei suoi concorrenti, la strategia di Zoox non si basa sull'adattamento delle auto esistenti con la tecnologia di guida autonoma. Al contrario, sta sviluppando un veicolo costruito appositamente, senza volante, che può viaggiare in qualsiasi direzione.
Insomma, come nei migliori gialli, qualche indizio comincia a fare una prova.
In settimana ho ascoltato la punta di Fucking Genius del bravissimo Massimo Temporelli dedicata Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, dove racconta proprio che la sua piattaforma fosse nata con l’intenzione di vendere tutto! Chissà che ora non stia progettando anche di distribuire tutto con mezzi propri.  TERZO SEGNALE DI FUTURO: RADAR PER GUARDARE DIETRO L’ANGOLO  Per la terza notizia restiamo sempre nel campo delle auto a guida autonoma, con un’innovazione capace di aggiungere un ulteriore grado di sicurezza ai veicoli.
Utilizzando un radar comunemente utilizzato per tracciare gli oggetti ad alta velocità, i ricercatori di Princeton hanno sviluppato un sistema automatizzato che permetterà alle auto di guardare dietro le curve e di individuare il traffico ed i pedoni in arrivo.
Il sistema, facilmente integrabile nei veicoli odierni, utilizza il radar Doppler per far rimbalzare le onde radio su superfici come edifici e automobili parcheggiate davanti al nostro veicolo. Il segnale radar colpisce la superficie con un angolo, quindi rimbalza come una palla da biliardo che colpisce il bordo del tavolo. Il segnale continua a colpire gli oggetti nascosti dietro l'angolo. Una parte del segnale radar ritorna verso i rilevatori montati sull'auto, permettendo al sistema di vedere gli oggetti dietro l'angolo e di capire se sono in movimento o fermi. 
Una cosa che lidar, sensori e telecamere non possono ottenere. Senza contare che il radar è tutto sommato una tecnologia matura ed ottenibile a basso costo. Il radar genera segnali piuttosto chiari quando colpisce un oggetto, qui in realtà si tratta di “valorizzare” e dare un senso anche a quei rumori di fondo che potrebbero essere un pedone o un ciclista in movimento che non sono facili da identificare.
Il vero tema quindi non è la tecnologia in sé, né il software di riconoscimento, quanto avere sufficienti dati per allenare l’algoritmo, cosa che chiaramente richiede un tempo considerevole se i dati vanno acquisiti da zero.  QUARTO SEGNALE DI FUTURO: VIRUS NEL GHIACCIO  Questa storia inizia nell’agosto 2016, o molto prima ad essere sinceri. Nell'agosto del 2016, in un angolo remoto della tundra siberiana chiamato penisola di Yamal, vicino al Circolo Polare Artico, un ragazzo di 12 anni è morto e almeno venti persone sono state ricoverate in ospedale dopo essere state infettate dall'antrace.
La spiegazione è che, oltre 75 anni fa, una renna infettata dall'antrace morì e la sua carcassa congelata rimase intrappolata sotto uno strato di terreno ghiacciato, noto come permafrost. L'ondata di calore dell'estate del 2016 ha esposto il cadavere della renna e ha rilasciato l’antrace infettiva nell'acqua e nel terreno vicini. Più di 2.000 renne che pascolavano nelle vicinanze si sono infettate, il che ha portato a un numero di casi nell’uomo. 
Il timore è che non si tratti di un episodio isolato. Il permafrost è un ottimo conservatore di microbi e virus, perché fa freddo, non c'è ossigeno ed è buio. Le persone e gli animali sono stati sepolti nel permafrost per secoli, quindi è ipotizzabile che altri agenti infettivi possano essere scatenati. Per esempio, gli scienziati hanno scoperto frammenti di RNA del virus dell'influenza spagnola del 1918 in cadaveri sepolti in fosse comuni nella tundra dell'Alaska. Anche il vaiolo e la peste bubbonica sono probabilmente sepolti in Siberia.
In uno studio del 2005, gli scienziati della NASA hanno riportato in vita con successo batteri che erano stati rinchiusi in uno stagno congelato in Alaska per 32.000 anni.
Due anni dopo, gli scienziati sono riusciti a far rivivere un batterio vecchio di 8 milioni di anni che giaceva dormiente nel ghiaccio, sotto la superficie di un ghiacciaio nelle valli di Beacon e Mullins in Antartide.
Ora questa storia non serve a fare improbabili collegamenti con il coronavirus, semmai a dare un ulteriore alert sui pericoli del riscaldamento globale ed a far ricordare che mantenere stock di vaccini a livello mondiale, anche per malattie che pensavamo debellate… è una pratica fondamentale.  QUINTO SEGNALE DI FUTURO: BLOCCARE LE CELLULE TUMORALI  La quinta notizia della settimana è invece piena di speranza e viene dal mondo della ricerca.
Un farmaco che potrebbe fermare la riparazione delle cellule tumorali ha mostrato i primi segni di funzionamento. Infatti, più della metà dei 40 pazienti a cui è stato somministrato il berzosertib ha visto arrestare la crescita dei loro tumori.
Il berzosertib è stato ancora più efficace se somministrato insieme alla chemioterapia, come suggerito dallo studio condotto dall'Institute of Cancer Research (ICR).
Il blocco di alcune proteine impedisce ai tumori di riparare i danni alle loro cellule e quindi di crescere ancora. Tra l’altro, lo studio, che fa parte di un ramo dei trattamenti noti come "medicina di precisione", ha coinvolto pazienti con tumori molto avanzati, per i quali nessun altro trattamento aveva funzionato.
Siamo ancora alla fase 1 dei trial su pazienti umani, ma anche il fatto che i ricercatori abbiano definito i risultati “very promising” è incoraggiante. Se poi si entra nelle storie di pazienti che senza questo trattamento sperimentale, avrebbero dovuto essere morti già da anni per la scienza ufficiale, la notizia è ancora più bella e commovente.
Ovviamente è presto per cantare vittoria, ma nella lotta ai tumori ogni piccolo passo può diventare l’apripista di nuove scoperte e vite salvate.  LA STARTUP DELLA SETTIMANA: SEVEN ROOMS  La startup della settimana è la newyorkese Seven Rooms che completa un round B da 50 milioni di dollari per potenziare la sua piattaforma per ottimizzare le attività, il marketing ed il coinvolgimento degli ospiti per ristoranti, locali notturni, hotel e luoghi di intrattenimento.
Il fatto che qualcuno investa con decisione nei servizi a business che sono stati azzerati dalla pandemia di covid, può essere interpretato solo come un segnale positivo.
Ma ovviamente, a parte i segnali, conta la sostanza. Seven Rooms annovera tra i suoi utenti una serie di grandi catene, tra cui il 70% dei ristoranti lungo la Las Vegas Strip. In tutto circa 500 milioni di prenotazioni in tutto il mondo sono state effettuate attraverso il suo software dalla sua fondazione nel 2011.
SevenRooms ha subito un duro colpo durante la pandemia, come è ovvio aspettarsi, ma non ha smesso di concentrarsi sulle prenotazioni, sulla fidelizzazione dei clienti e su altri servizi venduti con logica white label direttamente ai locali, che a loro volta li personalizzano per i propri clienti, e creano esperienze su più piattaforme, compresi siti, app, Google Maps e così via.
Una startup che ha sicuramente molti concorrenti, ma senza dubbio il fascino della combinazione dati + mercato enorme, ha colpito ancora.  SALUTI  La puntata di The Future Of è finita, ma non andate via, ancora un istante.
Prima di tutto, grazie di essere stati con me durante le vostre attività quotidiane, mentre preparate da mangiare, durante il fitness o solo per una pausa, o come spero io la sera sprofondati in una comoda poltrona con un bicchiere di cognac in mano.
Vi ricordo che The Future Of è in crowdfunding su Patreon, quindi se volete supportare questo progetto di divulgazione gratuita a meno del costo di un caffè a settimana, siete i benvenuti e avete tutta la mia infinita gratitudine. 
In attesa che esca la prossima puntata, come sempre vi invito a suggerire The Future Of ai vostri amici, ai colleghi ed agli appassionati di futuro.

News dal futuro – blue-leaks, Amazon acquista Zoox, radar per guardare dietro l’angolo, virus nel ghiaccio, bloccare le cellule tumorali

Questa settimana nella rubrica di notizie sul futuro di The Future Of parliamo di:

  • blue-leaks, una grande fuga di dati dai database della polizia USA
  • Amazon acquista Zoox, la società che produce i taxi-robot a guida autonoma
  • veicoli autonomi equipaggiati con radar per “vedere” ostacoli dietro gli angoli
  • lo scioglimento dei ghiacci fa venire alla luce batteri e virus nati nella notte dei tempi
  • una nuova sostanza per bloccare la crescita di cellule tumorali che promette molto bene

La startup della settimana: Seven Rooms, New York, piattaforma di booking e loyalty.

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Benvenuti o bentornati a The Future Of: questo è lo spazio dei curiosi di futuro. 

Io sono Andrea Ferrante e vi racconto le tecnologie, i colpi di genio e le discontinuità che potrebbero diventare grandi e plasmare il modo in cui vivremo domani.

PRIMO SEGNALE DI FUTURO: BLUE-LEAKS

La prima e più commentata notizia della settimana arriva dagli USA e da qualsiasi angolatura venga letta è davvero scoraggiante in tema di sicurezza informatica. Un gruppo hacker ha pubblicato centinaia di gigabyte di file potenzialmente sensibili, rubati ai dipartimenti di polizia di tutti gli Stati Uniti, contenuti in un database ricercabile che può essere ordinato in base ai numeri di distintivo degli agenti, ma anche per motivo dell’indagine, nome ed indirizzo del sospetto, numeri di conto bancario di chi deve pagare multe e sanzioni e vari altri parametri.

I dati trapelati derivano da una violazione della sicurezza, ribattezzata blue-leaks, avvenuta presso una società di servizi web con sede a Houston che gestisce diversi centri dati delle forze dell’ordine.

In pieno periodo di proteste per la morte di George Floyd, l’attenzione è andata immediatamente alla ricerca di informazioni sulla potenziale cattiva condotta della polizia, ma non è il tema principale che emerge dai file.  Che piuttosto includono email che sembrano mostrare come i dipartimenti di polizia e l’FBI abbiano monitorato le proteste in tutti gli Stati Uniti, andando a scrutare singoli individui catturando i loro volti, i loro tatuaggi ed altri segni di riconoscimento, le auto usate per raggiungere i luoghi delle manifestazioni o i post sui social network.

Nei forum, gli schieramenti si sono divisi tra coloro che criticano apertamente questa forma di “vigilantismo” della polizia e coloro che ritengono che, episodi come questo, possano far sentire le vittime ancora più insicure circa la privacy dei loro dati e dei loro nomi e quindi più restie a denunciare reati gravi come gli stupri o altri che generano forme di imbarazzo.

Il tema vero è che i nostri dati personali non sono al sicuro nemmeno nelle mani delle forze dell’ordine e furti come questo, comunque mettono ulteriormente in difficoltà le strutture deputate a proteggerci, e che certamente non possiamo spazzare via con un colpo di spugna, nonostante gli eventi terribili che sentiamo raccontare da tutto il mondo in questi giorni.

SECONDO SEGNALE DI FUTURO: AMAZON ACQUISTA ZOOX

Amazon ha acquistato per 1,2 miliardi di dollari la startup Zoox, che progetta taxi a guida autonoma. Il palmares di Zoox era già eccellente, essendo la prima società a ricevere una licenza in California per offrire servizi di robo-taxi. Tra l’altro alcuni investitori illustri avevano già iniettato nelle casse della società ben 800 milioni di dollari, ma l’arrivo della pandemia ha colpito duro e la società ha rallentato il suo sviluppo e lasciato a casa un centinaio di ingegneri.

E boom, ecco comparire Amazon che inizia i primi approcci solo a Maggio ed in meno di due mesi decide di staccare un assegno importante. Primo è evidente che in periodo di crisi chi ha cassa e può fare shopping si trova in un’ottima posizione, ma c’è altro a spiegare la scelta di Amazon.

Amazon intende collaborare con Zoox per creare una flotta di taxi a guida autonoma, in competizione con Waymo di Google. Ma gli analisti hanno anche suggerito che Amazon potrebbe usare Zoox per costruire veicoli di consegna a guida autonoma per la delivery dei prodotti acquistati sulla sua piattaforma.

Ed in effetti, alcuni segnali in questa direzione c’erano già. Amazon ha anche acquistato piccole quote dell’azienda che produce il camion elettrico Rivian e della start-up di guida autonoma Aurora.

Tra l’altro a differenza dei suoi concorrenti, la strategia di Zoox non si basa sull’adattamento delle auto esistenti con la tecnologia di guida autonoma. Al contrario, sta sviluppando un veicolo costruito appositamente, senza volante, che può viaggiare in qualsiasi direzione.

Insomma, come nei migliori gialli, qualche indizio comincia a fare una prova.

In settimana ho ascoltato la punta di Fucking Genius del bravissimo Massimo Temporelli dedicata Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, dove racconta proprio che la sua piattaforma fosse nata con l’intenzione di vendere tutto! Chissà che ora non stia progettando anche di distribuire tutto con mezzi propri.

TERZO SEGNALE DI FUTURO: RADAR PER GUARDARE DIETRO L’ANGOLO

Per la terza notizia restiamo sempre nel campo delle auto a guida autonoma, con un’innovazione capace di aggiungere un ulteriore grado di sicurezza ai veicoli.

Utilizzando un radar comunemente utilizzato per tracciare gli oggetti ad alta velocità, i ricercatori di Princeton hanno sviluppato un sistema automatizzato che permetterà alle auto di guardare dietro le curve e di individuare il traffico ed i pedoni in arrivo.

Il sistema, facilmente integrabile nei veicoli odierni, utilizza il radar Doppler per far rimbalzare le onde radio su superfici come edifici e automobili parcheggiate davanti al nostro veicolo. Il segnale radar colpisce la superficie con un angolo, quindi rimbalza come una palla da biliardo che colpisce il bordo del tavolo. Il segnale continua a colpire gli oggetti nascosti dietro l’angolo. Una parte del segnale radar ritorna verso i rilevatori montati sull’auto, permettendo al sistema di vedere gli oggetti dietro l’angolo e di capire se sono in movimento o fermi. 

Una cosa che lidar, sensori e telecamere non possono ottenere. Senza contare che il radar è tutto sommato una tecnologia matura ed ottenibile a basso costo. Il radar genera segnali piuttosto chiari quando colpisce un oggetto, qui in realtà si tratta di “valorizzare” e dare un senso anche a quei rumori di fondo che potrebbero essere un pedone o un ciclista in movimento che non sono facili da identificare.

Il vero tema quindi non è la tecnologia in sé, né il software di riconoscimento, quanto avere sufficienti dati per allenare l’algoritmo, cosa che chiaramente richiede un tempo considerevole se i dati vanno acquisiti da zero.

QUARTO SEGNALE DI FUTURO: VIRUS NEL GHIACCIO

Questa storia inizia nell’agosto 2016, o molto prima ad essere sinceri. Nell’agosto del 2016, in un angolo remoto della tundra siberiana chiamato penisola di Yamal, vicino al Circolo Polare Artico, un ragazzo di 12 anni è morto e almeno venti persone sono state ricoverate in ospedale dopo essere state infettate dall’antrace.

La spiegazione è che, oltre 75 anni fa, una renna infettata dall’antrace morì e la sua carcassa congelata rimase intrappolata sotto uno strato di terreno ghiacciato, noto come permafrost. L’ondata di calore dell’estate del 2016 ha esposto il cadavere della renna e ha rilasciato l’antrace infettiva nell’acqua e nel terreno vicini. Più di 2.000 renne che pascolavano nelle vicinanze si sono infettate, il che ha portato a un numero di casi nell’uomo. 

Il timore è che non si tratti di un episodio isolato. Il permafrost è un ottimo conservatore di microbi e virus, perché fa freddo, non c’è ossigeno ed è buio. Le persone e gli animali sono stati sepolti nel permafrost per secoli, quindi è ipotizzabile che altri agenti infettivi possano essere scatenati. Per esempio, gli scienziati hanno scoperto frammenti di RNA del virus dell’influenza spagnola del 1918 in cadaveri sepolti in fosse comuni nella tundra dell’Alaska. Anche il vaiolo e la peste bubbonica sono probabilmente sepolti in Siberia.

In uno studio del 2005, gli scienziati della NASA hanno riportato in vita con successo batteri che erano stati rinchiusi in uno stagno congelato in Alaska per 32.000 anni.

Due anni dopo, gli scienziati sono riusciti a far rivivere un batterio vecchio di 8 milioni di anni che giaceva dormiente nel ghiaccio, sotto la superficie di un ghiacciaio nelle valli di Beacon e Mullins in Antartide.

Ora questa storia non serve a fare improbabili collegamenti con il coronavirus, semmai a dare un ulteriore alert sui pericoli del riscaldamento globale ed a far ricordare che mantenere stock di vaccini a livello mondiale, anche per malattie che pensavamo debellate… è una pratica fondamentale.

QUINTO SEGNALE DI FUTURO: BLOCCARE LE CELLULE TUMORALI

La quinta notizia della settimana è invece piena di speranza e viene dal mondo della ricerca.

Un farmaco che potrebbe fermare la riparazione delle cellule tumorali ha mostrato i primi segni di funzionamento. Infatti, più della metà dei 40 pazienti a cui è stato somministrato il berzosertib ha visto arrestare la crescita dei loro tumori.

Il berzosertib è stato ancora più efficace se somministrato insieme alla chemioterapia, come suggerito dallo studio condotto dall’Institute of Cancer Research (ICR).

Il blocco di alcune proteine impedisce ai tumori di riparare i danni alle loro cellule e quindi di crescere ancora. Tra l’altro, lo studio, che fa parte di un ramo dei trattamenti noti come “medicina di precisione”, ha coinvolto pazienti con tumori molto avanzati, per i quali nessun altro trattamento aveva funzionato.

Siamo ancora alla fase 1 dei trial su pazienti umani, ma anche il fatto che i ricercatori abbiano definito i risultati “very promising” è incoraggiante. Se poi si entra nelle storie di pazienti che senza questo trattamento sperimentale, avrebbero dovuto essere morti già da anni per la scienza ufficiale, la notizia è ancora più bella e commovente.

Ovviamente è presto per cantare vittoria, ma nella lotta ai tumori ogni piccolo passo può diventare l’apripista di nuove scoperte e vite salvate.

LA STARTUP DELLA SETTIMANA: SEVEN ROOMS

La startup della settimana è la newyorkese Seven Rooms che completa un round B da 50 milioni di dollari per potenziare la sua piattaforma per ottimizzare le attività, il marketing ed il coinvolgimento degli ospiti per ristoranti, locali notturni, hotel e luoghi di intrattenimento.

Il fatto che qualcuno investa con decisione nei servizi a business che sono stati azzerati dalla pandemia di covid, può essere interpretato solo come un segnale positivo.

Ma ovviamente, a parte i segnali, conta la sostanza. Seven Rooms annovera tra i suoi utenti una serie di grandi catene, tra cui il 70% dei ristoranti lungo la Las Vegas Strip. In tutto circa 500 milioni di prenotazioni in tutto il mondo sono state effettuate attraverso il suo software dalla sua fondazione nel 2011.

SevenRooms ha subito un duro colpo durante la pandemia, come è ovvio aspettarsi, ma non ha smesso di concentrarsi sulle prenotazioni, sulla fidelizzazione dei clienti e su altri servizi venduti con logica white label direttamente ai locali, che a loro volta li personalizzano per i propri clienti, e creano esperienze su più piattaforme, compresi siti, app, Google Maps e così via.

Una startup che ha sicuramente molti concorrenti, ma senza dubbio il fascino della combinazione dati + mercato enorme, ha colpito ancora.

SALUTI

La puntata di The Future Of è finita, ma non andate via, ancora un istante.

Prima di tutto, grazie di essere stati con me durante le vostre attività quotidiane, mentre preparate da mangiare, durante il fitness o solo per una pausa, o come spero io la sera sprofondati in una comoda poltrona con un bicchiere di cognac in mano.

Vi ricordo che The Future Of è in crowdfunding su Patreon, quindi se volete supportare questo progetto di divulgazione gratuita a meno del costo di un caffè a settimana, siete i benvenuti e avete tutta la mia infinita gratitudine. 

In attesa che esca la prossima puntata, come sempre vi invito a suggerire The Future Of ai vostri amici, ai colleghi ed agli appassionati di futuro.

 

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