News dal futuro #61

Futuro, Startup, Fundraising & Venture Capital

News dal futuro - The Future Of

News dal futuro – stoccaggio energia, motori al plasma, la smart town di Google, cam da 70 trilioni di fotogrammi, AI e scrittura

Questa settimana nella rubrica di notizie sul futuro di The Future Of parliamo di:

  • la California guida l’innovazione in campo energetico e realizza centrali per stoccaggio di energia basate sulle batterie agli ioni di litio
  • realizzato un prototipo non in scala di un motore a reazione al plasma: in futuro gli aerei potrebbero volare senza usare combustibili fossili
  • Sidewalk Labs si arrende, la smart town di Google a Toronto non si farà
  • Caltech realizza una fotocamera da 70 trilioni di fotogrammi al secondo per sondare l’incredibilmente veloce
  • l’Intelligenza Artificiale si appresta a mangiarsi il 30% del mercato della creazione di contenuti sul web: che fine farà la creatività?

La startup della settimana: Deep Render

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Benvenuti o bentornati a The Future Of. Questo spazio è per tutti i curiosi di futuro. 

Io sono Andrea Ferrante e vi racconto le tecnologie, i colpi di genio e le discontinuità che potrebbero diventare eventi grandi e significativi.

NEWS DAL FUTURO

770megawatt. La utility Southern California Edison ha detto che lavorerà attorno a sette progetti di stoccaggio di batterie agli ioni di litio per una capacità totale di 770 megawatt, un’enormità: è più di tutti i progetti di stoccaggio di batterie commissionati in California l’anno scorso e abbastanza per alimentare una piccola città.

La combinazione di energia rinnovabile e di accumulatori a batteria può funzionare come una centrale elettrica tradizionale, in grado di inviare energia alla rete in tempi di forte domanda, e di sostituire le funzioni che oggi vengono svolte per lo più dalle centrali a gas naturale. 

L’idea è quella di costruire queste stazioni di stoccaggio vicino a centrali solari già esistenti: l’uso delle batterie permette agli impianti solari di immagazzinare l’energia elettrica nei momenti in cui i prezzi dell’elettricità sono bassi e di venderla qualche ora dopo, quando i prezzi sono più alti.

Questo per dire che non c’è dubbio che ci siano risvolti positivi dal punto di vista ambientale, ma anche che c’è un evidente ritorno economico potenziale.

La Southern California Edison dice che la costruzione sarà completata entro agosto 2021, il che rappresenta un tempo davvero contenuto, soprattutto considerando le dimensioni dei progetti ed il fatto che iniziano oggi, in pieno blocco da covid. Ma anche qui c’è una battaglia per la supremazia in corso: la più grande centrale di stoccaggio è di General Electric e se ne pianifica l’apertura in California entro fine anno, ben 300 megawatt. Un record destinato a cadere nel 2021 quando la Florida si prenderà il primato con il Manatee Energy Storage Center da ben 409 megawatt.

E mentre America ed Asia corrono testa a testa, per la cronaca cosa fa l’Europa? La Commissione Europea ha dichiarato la produzione di batterie “imperativo strategico” e messo sul piatto 3,2 miliardi di euro per potenziare il settore. Alcuni operatori italiani si sono attivati con studi, sperimentazioni, conversioni di siti produttivi a favore della batterie… quindi staremo a vedere.

La seconda notizia arriva dal mondo dell’aviazione. E’ stato realizzato un prototipo di motore a reazione che opera senza l’utilizzo di combustibili fossili, aprendo potenzialmente la strada a viaggi aerei a emissioni zero.

Il dispositivo comprime l’aria e la ionizza con le microonde, generando plasma che la spinge in avanti, secondo una ricerca pubblicata martedì scorso sulla rivista American Institute of Physics Advances. Ciò significa che un giorno gli aerei potranno volare usando solo l’elettricità e l’aria intorno a loro come carburante.

Ora, se andiamo a guardare di quante emissioni sono responsabili gli aerei, scopriamo che è circa il 2,5% del totale. Il numero visto così sembra anche relativamente piccolo, ma gli aerei sono il mezzo di trasporto più inquinante. Volare produce 285 grammi di CO2 per ogni passeggero, per ogni chilometro percorso, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente. Un’auto ne produce 42 di grammi per passeggero per chilometro.

Anche se poi a conti fatti visto che il trasporto su strada è di gran lunga prevalente rispetto a quello aereo per volumi, gli aerei non sono, almeno in aggregato, la peggiore fonte di emissioni.

In ogni caso un motore di aereo che non usa combustibili fossili e che si alimenta con aria e batterie, sarebbe certamente un breaktrough tecnologico strepitoso. Peccato che per ora funziona solo in laboratorio e su dimensioni ancora piccole; per intendersi il motore non esiste ancora, il prototipo è stato in grado di sollevare in aria una palla di ferro di un chilo e da qui al volo ovviamente ce ne passa di acqua sotto i ponti. Il problema non è però la scala dell’oggetto, quanto il fatto che il plasma super caldo è così caldo che potrebbe fondere qualsiasi cosa che lo contiene. Per poter scalare un piccolo modello da laboratorio in un propulsore elettrico al plasma di dimensioni reali, i futuri ricercatori dovranno eseguire dei test sui materiali e sulla costruzione, nonché sui modi migliori per combinare il tutto nei propulsori più potenti. Insomma, se tutto va bene ci vediamo tra 10 anni.

La terza notizia arriva da Toronto, Canada. L’affiliata di Google, Sidewalk Labs getta la spugna. In settimana ha annunciato che si ferma lo sviluppo, a lungo criticato del lungomare di Toronto, che doveva essere trasformato nel primo esempio di smart town progettata a tavolino e poi realizzata in collaborazione tra un’amministrazione urbana ed un gigante della tecnologia. E questo nonostante Google abbia speso anni e milioni di dollari per il progetto.

Il progetto ufficialmente non risulta più “finanziariamente sostenibile”, anche a causa dell’attuale pandemia a livello globale.

Premesso che per Google non è sostenibile quello che Google ritiene che non sia sostenibile, non credo mancassero i fondi in assoluto, ma che si sia usata la scusa della situazione attuale per togliere la spina ad un progetto dove il livello di conflittualità tra le parti e l’opinione pubblica non era mai stato risolto positivamente.

Eravamo appena nel novembre 2019, sei mesi fa, quando Sidewalk Labs pubblicava un documento di 482 pagine con un piano aggiornato per lo sviluppo, nella speranza che alleviasse le preoccupazioni sulla privacy che avevano circondato il progetto fin dalla sua nascita, in particolare da parte del commissario per la privacy dell’Ontario.

Evidentemente così non è stato e l’attuale incertezza ha dato solo l’ultima accelerata.

La quarta notizia farà sobbalzare gli appassionati di video e foto. Ogni precedente record di cattura di fotogrammi al secondo impallidisce davanti al nuovo detentore del record di telecamera più veloce del mondo: che vanta una velocità sbalorditiva di 70 trilioni di fotogrammi al secondo. In pratica è abbastanza veloce da catturare le onde luminose in movimento.

Sviluppata alla Caltech, questa tecnologia è stata chiamata fotografia spettrale ultraveloce compressa, l’acronimo è CUSP. Come ci si potrebbe aspettare dall’incredibile frame rate, ovviamente non funziona come una normale fotocamera. Utilizza impulsi di luce laser estremamente brevi, ciascuno della durata di un quadrilionesimo di secondo.

A che cosa serve una performance così spettacolare? I ricercatori ritengono che la CUSP possa essere utilizzata per sondare il mondo ultraveloce della fisica fondamentale e contribuire a creare un’elettronica sempre più piccola e sensibile.

Il capo progetto, di nome Wang ha detto “Prevediamo applicazioni in una ricca varietà di fenomeni estremamente veloci, come la propagazione della luce ultracorta, la propagazione delle onde, la fusione nucleare, il trasporto di fotoni nelle nuvole e nei tessuti biologici e il decadimento fluorescente delle biomolecole, tra le altre cose“. Davvero incredibile.

L’ultima notizia arriva dal mondo dell’intelligenza artificiale e sarebbe scioccante se non fosse contenuta in un report di Gartner. I programmi di creazione di contenuti e di marketing basati sull’intelligenza artificiale genereranno più del 30% di tutti i contenuti digitali entro i prossimi due anni. In particolare, gli strumenti di IA aumenteranno la produttività e renderanno più efficace la pubblicità, secondo gli autori dello studio Nicole Greene e Laurel Erickson, col rischio però che uccidano la creatività.

Gli esempi belli e brutti sono già davanti ai nostri occhi, anche se ovviamente non siamo nemmeno in grado di accorgercene.

Alcuni blogger hanno addestrato un programma di scrittura generato dall’intelligenza artificiale a scrivere messaggi nello stile del presidente Donald Trump. Il risultato? Le persone che hanno cercato di capire la differenza tra la scrittura robotica e le vere riflessioni di Donald Trump sono state ingannate il 60% delle volte.

La società Arria si è cimentata con il coronavirus. La narrazione guidata dall’intelligenza artificiale analizza i dati e spiega le informazioni più importanti in un linguaggio semplice, evitando alla gente di perdersi tra numeri, grafici e complicazioni intellettuali varie.

Altri utilizzano l’AI per migliorare come scrivere le email, scegliere le parole più adatte all’interlocutore ed al contesto. Qualcosa di talmente importante che sta diventando una funzionalità chiave per Microsoft. Il colosso americano punta su un nuovo editor basato sull’AI per spingere i consumatori ad abbonarsi ai suoi prodotti per ufficio. Cosa fa un editor AI? Ovviamente ti aiuta a scrivere meglio, a predisporre presentazioni di powerpoint più efficaci e così via.

Ricordate, il 30% in due anni è un volume enorme. Io vi garantisco che The Future Of comunque resterà un podcast human based.

LA STARTUP DELLA SETTIMANA

La startup della settimana è una nuova rubrica, che va in coda alle news, e nella quale vi racconto in un minuto, la startup che in settimana ha raccolto fondi per fare cose spettacolari ed ovviamente future-oriented.

Oggi io scelgo Deep Render una startup di giovanissimi ingegneri provenienti da varie parti del mondo, che ha raccolto un seed di 1,6 milioni di sterline per realizzare algoritmi di intelligenza artificiale per la compressione di dati video.

Per capire quanto il tema sia importante vi lascio qualche numero sull’uso della rete. Nel mondo 4,8 miliardi di persone accedono ad internet ed i contenuti video sono il cuore del sistema. Youtube ha 1,8 miliardi di visitatori unici al mese, Netflix 150 milioni ed il 45% degli utilizzatori guardano in media poco più di un’ora di contenuti video al giorno: fa oltre 2 miliardi di ore al giorno di video.

Mi sembra chiaro che ottimizzare come questi contenuti circolano in rete sia una delle principali sfide tecnologiche per gli anni a venire.

SALUTI

La puntata di The Future Of è finita, ma non andate via, ancora un istante.

Prima di tutto, grazie di essere stati con me durante le vostre attività quotidiane, mentre preparate da mangiare, durante il fitness o solo per una pausa, o come spero io la sera sprofondati in una comoda poltrona con un bicchiere di cognac in mano.

Vi ricordo che The Future Of è in crowdfunding su Patreon, quindi se volete supportare questo progetto di divulgazione gratuita a meno del costo di un caffè a settimana, siete i benvenuti e avete tutta la mia infinita gratitudine. 

In attesa che esca la prossima puntata, come sempre vi invito a suggerire The Future Of ai vostri amici, ai colleghi ed agli appassionati di futuro.

 

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