Lista investitori target

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Si tratta di uno dei momenti chiave del processo di fundraising e spesso condurre questo esercizio in maniera appropriata consente di raggiungere l’obiettivo di ricevere un termsheet, in un tempo più breve.

E’ sempre possibile inseguire qualsiasi contatto che opera sul mercato, pitchare a qualsiasi evento di startup e scaleup presente nella propria città o in quelle più attive, inviare il proprio materiale a quanti più individui possibili, ma gli investitori non sono tutti uguali.

Alcuni hanno davvero la possibilità ed il desiderio di investire nella vostra startup, altri no. E non perchè siano cattivi o perchè non siano in grado di capire la qualità del vostro progetto, ma semplicemente perchè hanno regole di investimento, spesso definite a livello statutario, che non consentono loro di prendere in considerazione il vostro caso.
Alcuni investitori per esempio lavorano unicamente da soli, altri sempre insieme ad un altro partner (da ricercare), taluni investono solo se possono essere lead-investor.
Certi fondi investono solo per tagli di investimento di gran lunga superiori o inferiori a quanto voi richiedete. Alcuni sono specializzati solo in determinati settori ed aree geografiche, altri sono generalisti. Molti, in particolare quelli stranieri, se non fate bene i compiti, forse non sapete nemmeno che esistano.

E l’asimmetria informativa tra i fondi (che chiedono tutto di voi) e le startup, che spesso non riescono a reperire queste informazioni in modo semplice ed immediato, può essere davvero forte.

L’obiettivo di questo task è costruire nell’arco di due/tre settimane, una lista ragionata di quali investitori, e perchè, sia più opportuno contattare, per non disperdere le energie, inseguendo opzioni vane. Idealmente sono 10, massimo 15.

Far svolgere questo compito ad un professionista all’esterno accelera i tempi, riduce ogni eventuale bias verso nomi già noti o il “sentito dire”, libera tempo all’imprenditore e consente di creare in parallelo i materiali utili per gli incontri successivi.
Da qui in poi, inizia la vera fase del contatto, che deve essere personale e non digitale e quanto più possibile concentrata nel tempo, per motivi che sarò felice di spiegarvi di persona.

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