La newsletter del più longevo podcast sulle tecnologie del futuro.
News dal Futuro
News dal futuro

Newsletter #16 dal mondo delle tecnologie del futuro. Nel menù di questa settimana:

  1. l'Antitrust Italiana multa Amazon per 1 miliardo per abuso di posizione dominante nella logistica;
  2. una società inglese realizza robot capaci di espressioni facciali ormai quasi indistinguibili da quelle umane;
  3. un Consorzio intende realizzare 100.000 colonnine di ricarica elettrica negli USA... da costa a costa;
  4. nasce l'Earth's Black Box Project, una sorta di scatola nera (come sugli aerei) sull'andamento climatico del nostro pianeta;
  5. un gruppo di ricercatori realizza delle pillole capaci di dare gli effetti dell'esercizio fisico... ma solo in contesti medici molto be precisi;
  6. nasce il progetto di una nave giapponese che trasporterà l'energia generata dall'eolico in mezzo al mare fino alla terraferma;
  7. un gruppo di ricerca clona super-alberi capaci di rimuovere la CO2 dall'atmosfera e li pianta per combattere il cambiamento climatico.
Le storie della settimana

AMAZON, ANTITRUST E 1 MILIARDO DI GUAI

La prima notizia dal futuro di questa settimana è la multa da oltre 1 miliardo di dollari inflitta ad Amazon dall'Antitrust italiana.

 

La nostra Autorità dopo aver sanzionato a Novembre Amazon, Apple e Google, torna ad agire contro il colosso di Seattle.

 

L'accusa di abuso di posizione dominante nel campo della logistica è pesante e la sanzione stratosferica.

 

Quali sono i comportamenti di Amazon che hanno fatto calare la scure dell'Autorità? Per altro dopo un'indagine durata ben due anni e sette mesi?

 

La Società avrebbe in sostanza offerto ai fornitori che utilizzano la piattaforma di logistica di Amazon stessa, una serie di vantaggi in termini di visibilità, preclusi a coloro che invece avevano deciso di occuparsi della logistica con mezzi propri o appoggiandosi a terzi che non sono Amazon.

 

Quali sarebbero i servizi di logistica in questione? Per esempio la custodia dei prodotti in vendita, il loro imballaggio, la consegna ai clienti, la gestione dei resi e così via.

 

I vantaggi per coloro che si rivolgevano direttamente ad Amazon erano invece sostanzialmente l'accesso a Prime (quindi la famosa consegna veloce in uno o due giorni), più l'uso del pulsante BuyBox che permette al cliente di completare l'acquisto con un solo clic ed infine l'accesso a vetrine promozionali come il Black Friday, il Cyber Monday ed il Prime Day.

 

Oltre ad una serie di vantaggi indiretti, legati al fatto che dove opera la logistica Amazon le consegne sono efficientissime e quindi i rating dei consumatori tipicamente più alti, oltre al fatto che i sistemi di controllo e di rating per chi affida la logistica ad Amazon sono meno stringenti di chi opera in solitaria. 

 

Ora, premesso che essere efficienti non può essere un problema, bisogna dire che comunque un venditore che non usa i servizi di logistica Amazon, può lo stesso ottenere l'etichetta Amazon Prime, ma il sistema è stato giudicato comunque come troppo sbilanciato a favore di alcuni e a danno di altri.

 

Tra l'altro se un fornitore sceglie la logistica di Amazon chiaramente può consegnare con loro solo quanto venduto su Amazon, quindi se vende anche su altri marketplace deve avere una seconda logistica ad-hoc e quindi rischia di perdere importanti economie di scala.

 

I conti molto dettagliati dell'Autorità, la hanno portata a ritenere che il sistema di Amazon contenga quindi discriminazioni ed effetti distorsivi sull'intero mercato.

 

Tesi che ovviamente Amazon rigetta e sicuramente assisteremo a ricorsi e battaglie legali. Il tema è certamente molto complesso e di non facile soluzione, vedremo cosa succederà, ma al di la della sanzione, lo spirito dell'Autorità è ben riassunto in questa sua affermazione "Amazon dovrà concedere ogni privilegio di vendita e di visibilità sulla propria piattaforma a tutti i venditori terzi che sappiano rispettare standard equi e non discriminatori di evasione dei propri ordini, in linea con il livello di servizio che Amazon intende garantire ai consumatori Prime." Cosa ne pensate?

Amazon, multa record Antitrust: 1,1 miliardi per abuso di posizione dominante

Multa Amazon: l'Antitrust accusa l'algoritmo delle ricerche

ESPRESSIONI FACCIALI NEI ROBOT

La seconda notizia dal futuro riguarda il mondo dei robot.

L'azienda britannica Engineered Arts ha sviluppato un robot umanoide che può mostrare espressioni del volto simili a quelle umane con un grado di precisione davvero incredibile.

In un breve video pubblicato su YouTube, l'azienda mostra il suo umanoide più avanzato, soprannominato Ameca, che è pensato come una piattaforma per testare le tecnologie robotiche.

Scrivere e parlare di espressioni facciali è strano, perché in questo caso vedere vale più di mille parole, quindi vi invito a seguire i link sotto e guardare con i vostri occhi. Ameca è semplicemente incredibilmente realistico.

L'accettazione sociale dei robot, non passa solo dalla loro utilità nello svolgere determinate mansioni, ma anche dal condividere gli stessi spazi dove si trova l'uomo generando una certa empatia. Ed è oggettivamente difficile provare una certa connessione con un oggetto statico che parla solo un linguaggio verbale elettronicamente generato.

Sappiamo benissimo che il non verbale gioca un ruolo chiave nella comunicazione e l'espressione facciale delle emozioni è un tassello fondamentale di questo processo di accettazione.

Per ora lo scopo è usare Ameca per testare hardware ed algoritmi e facilitare lo sviluppo di soluzioni per rendere i robot più umani, più vicini a noi. Gli scopi e le applicazioni finali sono invece numerosi.

Un robot capace di gestire in modo dinamico le espressioni facciali può essere utile nel caring di anziani e malati, ma anche semplicemente per leggere le notizie del telegiornale o nei servizi di customer care ed accoglienza in alberghi, reception e così via.

Se siete corsi a vedere il video di Ameca, qui nella newsletter, ho linkato un articolo che descrive e mostra anche Mesmer, che sarebbe la versione addirittura più evoluta di Ameca. Se il primo vi ha fatto venire qualche brivido, perchè la sua composizione robotica comunque è ancora un po' respingente, Mesmer con la sua pelle... color pelle... e gli algoritmi ancora più avanzati vi farà letteralmente cadere dalla sedia.

Stiamo entrando in un'era di robot sempre più simili agli umani. Provate a pensare quando questa tecnologia si fonderà con gli algoritmi di deep fake... quanto tempo manca al momento in cui avremo davanti un robot fisico capace di ingannarci e farci credere che è un umano come noi? 10, 20 anni o forse meno?

A New Humanoid Robot Has the Most Realistic Facial Expressions Yet

A humanoid robot makes eerily lifelike facial expressions

FAST CHARGING COAST TO COAST

La terza notizia della settimana arriva dagli USA e riguarda un importante piano di espansione dell'infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici nel Paese.

 

C'è voluto un atto del Congresso e 7,5 miliardi di dollari di finanziamenti federali, ma più di 50 compagnie elettriche della nazione si sono associate per costruire una rete di ricarica rapida da costa a costa per i veicoli elettrici.

 

Wow. Il coast to coast negli USA è un percorso che oscilla fra i 5.000 ed i 6.000 km a seconda dei punti di partenza e di arrivo, quindi parliamo di un'opera gigantesca.

 

La proposta finora non è ancora ben dettagliata, ma i membri della National Electric Highway Coalition, che oggi con i loro servizi raggiungono quasi 120 milioni di clienti in 47 stati, sono pronti a mettersi all'opera.

 

La coalizione non ha ancora dichiarato dove installerà i fast chargers, ma le aziende hanno detto che si concentreranno prima sulle autostrade interstatali dove il servizio è lacunoso o carente, per poi espandersi ulteriormente.

 

Di che numeri stiamo parlando? L'amministrazione Biden ha fatto dell'infrastruttura di ricarica elettrica un suo cavallo di battaglia, ed il "dichiarato" della Coalizione parla di oltre 100.000 caricatori veloci entro il 2030 a servizio dei 22 milioni di veicoli elettrici previsti sulle strade entro la stessa data.  

 

E giusto per far capire che non stiamo parlando di teoria, ma di pratica, dei 7,5 miliardi di dollari di risorse messe a disposizione, quasi la metà sono già stati autorizzati, a fronte di progetti presentati ancora prima che lo stanziamento diventasse legge.

 

Ma 100.000 sono tanti o pochi? Oggi negli USA operano circa 121.000 pompe di benzina a servizio di circa 276 milioni di veicoli, cioè una stazione ogni 2.300 veicoli. Con 100.000 fast charge a servizio di 22 milioni di auto elettriche, ne avremmo una ogni 220 veicoli. Un servizio apparentemente 10 volte più efficiente, ma in realtà molto di più se consideriamo che mentre oggi non potete rifornire la vostra auto diesel o benzina a casa, invece i veicoli elettrici potranno essere ricaricati anche in giardino o nel cortile dell'azienda durante i periodi di non utilizzo. Non è che l'Amministrazione Biden sta un po' troppo pompando l'argomento?

Power companies band together for coast-to-coast EV fast-charger network

National Electric Highway Coalition (eei.org)

LA SCATOLA NERA DEL MONDO

Per la quarta notizia dal futuro, porto alla vostra attenzione il Progetto Earth's Black Box.

 

Di cosa si tratta? Di evitare che quando la civiltà umana si sarà estinta e non vi saranno più tracce del nostro passaggio sul pianeta, la nostra memoria scompaia completamente.

 

Un team di ricercatori vuole cambiare le cose. La loro soluzione? Una scatola massiccia e indistruttibile che registrerà i dati scientifici per dare alle civiltà future un'idea di come esattamente sia collassata l'umanità.

 

Il progetto, soprannominato Earth's Black Box, sarà un immenso monolite d'acciaio installato in una località remota della Tasmania. È simile alle scatole nere che sono progettate per sopravvivere agli incidenti aerei e fornire agli investigatori dati preziosi su ciò che ha portato al disastro, ma su scala planetaria.

 

Un team di ricercatori della University of Tasmania sta progettando la scatola per registrare dati climatici come i livelli di CO2 atmosferica, le temperature del mare e i livelli di consumo energetico. Raccoglierà anche informazioni contestuali come i titoli delle notizie dei giornali ed i post dei social media.

 

Ecco quanto dichiarato "l'idea è che se la Terra si schianta a causa dei cambiamenti climatici, questo dispositivo di registrazione indistruttibile sarà lì per chiunque sia rimasto per imparare dall'accaduto".

 

La scatola sarà fatta di acciaio spesso tre pollici e a sbalzo sul granito. All'interno ci sarà un sistema di unità di archiviazione collegate a Internet alimentate da pannelli solari sul tetto della struttura. Che apparirà in pratica come un monolite adagiato in mezzo al nulla.

 

Un'immagine alla Kubrik che mozza un po' il fiato e del quale speriamo che nessuno, umano o proveniente dallo spazio e dal futuro, avrà mai bisogno. Nel frattempo speriamo che il monito di chiusura del sito web del progetto ispiri all'azione: "solo una cosa è certa, da oggi le vostre azioni, inazioni e interazioni sono tutte registrate".

Scientists Are Building a "Black Box" to Record the End of Civilization

Earth Black Box (earthsblackbox.com)

FITNESS IN PILLOLE

La quinta notizia della settimana arriva dall'Australia e quando l'ho letta l'ho trovata così scioccante da meritare gli approfondimenti del caso.

 

Gli scienziati hanno sintetizzato una pillola che darà benefici simili all'esercizio fisico. Come da un report apparso su Science Daily, sito di news scientifiche serio ed importante, i ricercatori australiani hanno scoperto un segnale molecolare, che darà lo stesso beneficio neurologico dell'esercizio fisico, ma sotto forma di una pillola medicinale.

 

Se state pensando di farvi i bicipiti di Silvester Stallone o gli addominali di Ronaldo, stando seduti sul divano ad ingurgitare pillole come se fossero M&M's, ovviamente vi state sbagliando.

 

Per scelta dei medici, la terapia sarà riservata solo a quelle persone che soffrono di malattie gravi ed inabilitanti come l'Alzhaimer ed il Parkinson, dove il decadimento muscolare si accompagna a quello neurologico, provocando danni davvero importanti. Voi che potete fare esercizio fisico, dovrete continuare a farlo.

 

Le parole del ricercatore che si è occupato di questa ricerca sono chiare "i messaggi benefici che vengono inviati al sistema nervoso centrale durante l'esercizio sono confezionati in quelle che sono note come particelle lipidiche. Stiamo essenzialmente prescrivendo il messaggio molecolare dell'esercizio a coloro che fisicamente non sono in grado di farlo".

 

Inoltre, questi studi sono stati, per il momento, indirizzati ad un area particolare del nostro corpo che è la vista e la retina. A noi tutti resta la strada normale, fare esercizio e goderne dei benefici, che ovviamente sono molteplici e talmente complessi da replicare, che non possono essere tutti condensati in una semplice pillola.

Unorthodox 'exercise in a pill' could offer simple solution for at-risk patients

Researchers at Australian University Discover Alternative To Exercise -- a Pill

TRASPORTARE L'ENERGIA EOLICA

La penultima notizia della settimana arriva dal Giappone e riguarda un concetto emergente di trasporto dell'energia.

 

Il Power ARK 100 è un trimarano appositamente progettato per il trasferimento di energia rinnovabile nelle acque costiere del Giappone.

 

Partiamo dal problema. Il Giappone ha oggettive difficoltà nel costruire centrali eoliche in mezzo al mare, come vediamo fare per esempio nei nostri mari del Nord Europeo, a causa delle profondità talmente elevate che impediscono poi di collegare queste strutture a terra. Il vento c'è, ma se l'energia generata resta in mezzo al mare, ovviamente serve a poco o nulla.

 

Quindi perché non andare a prendere l'energia generata con delle navi progettate allo scopo, immagazzinarla e riportarla a terra?

 

La nave sarà in grado di viaggiare fino a 300 chilometri quando funziona solo con l'elettricità e molto di più se alimentata sia da elettricità che da combustibili biodiesel sostenibili.

 

E il suo scopo sarà proprio questo, fare la spola. Aprendo a scenari dove le centrali potranno essere dislocate in ogni dove il vento è presente, tanto poi ci penserà una nave ad andare a prendere i frutti di questo magico elemento naturale.

 

Al suo completamento nel 2025, Power ARK 100 trasporterà 100 batterie di rete, pari a 200 MWh di potenza che è equivalente al consumo totale di elettricità di 22.000 famiglie giapponesi in un giorno.

 

Giusto per capire quanto ci credono i giapponesi, il governo prevede di sviluppare 10 GW di capacità eolica offshore entro il 2030 e 30-45 GW entro il 2040.

 

Per il Paese sarebbe un salto quantico. Secondo le statistiche del 2019 dell'Agenzia giapponese per le risorse naturali e l'energia, quasi l'85% dell'energia del paese è stata generata da combustibili a base fossile importati via mare. Ora dal mare potrebbe arrivare la soluzione.

Japanese startup building ship with 220MWh battery storage to bring offshore renewable power home

 

Transporting Offshore Wind Electricity by Automated Ships - A New Concept Emerges in Japan

ALBERI (SPECIALI) CLONATI

L'ultima notizia dal futuro della settimana riguarda un progetto tanto bizzarro quanto interessante che riguarda il cambiamento climatico.

Partiamo da un'evidenza tanto semplice quanto potente: piantare alberi è ad oggi la miglior soluzione percorribile per combattere il cambiamento climatico. E' vero, anche a The Future Of vi ho raccontato di complesse tecnologie di cattura della CO2, ma un albero resta ancora la soluzione più efficace.

E qui entra in gioco il gruppo no-profit chiamato Archangel Ancient Tree Archive, che ha passato anni a raccogliere "alberi campione", cioè alberi che sono cresciuti più alti e più grandi di qualsiasi altro albero della stessa specie. Questi alberi rappresentano il meglio del patrimonio genetico della specie e sono i primi obiettivi da clonare per creare boschi di sequoie (che è la specie più promettente) capaci di catturare due terzi della CO2 emessa dall'uomo dal secolo scorso ad oggi.

Si avete capito bene, clonare alberi giganteschi per far loro ripulire l'ambiente. E non è solo teoria, è già pratica.

A Dicembre l'Archangel Ancient Tree Archive ha piantato 75 alberelli di sequoia costiera che sono stati clonati da alberi che hanno vissuto da 2.000 a 3.000 anni. Le sequoie hanno una caratteristica peculiare, cioè si clonano naturalmente prima di morire, gli studiosi stanno "solo", se così si può dire, cercando di accelerare il processo di riproduzione.

I super-alberi serviranno a combattere il cambiamento climatico visto che hanno una grande capacità di prendere l'anidride carbonica dall'atmosfera e storarla nell'albero.

Un albero tipico sequestra (cioè rimuove dall'atmosfera) circa 1 tonnellata di carbonio durante la sua vita. Una sequoia costiera sequestra 250 tonnellate di carbonio, cioè 250 volte un albero qualsiasi.

L'approccio è chiaramente pionieristico, ma la logica è realtà ormai da molti anni.

La NASA ha misurato che mentre le foreste sono sempre più in contrazione nell'area amazzonica e nel sud-est asiatico, ci sono regioni del mondo che stanno diventando più verdi.

Sia l'India che la Cina hanno avuto un grande impatto sull'inverdimento della Terra, rendendo lo spazio verde complessivo più grande oggi che 20 anni fa. L'India ha battuto due volte il record mondiale per il numero di alberi piantati in un periodo di 24 ore. Nel 2017 ha piantato 66 milioni di alberi in sole 12 ore.

Se questi alberi fossero le straordinarie sequoie di questo gruppo di lavoro, la stima della rimozione di 2/3 delle emissioni umane, senza fare altro che piantare e custodire gli alberi, sarebbe reale.

E allora troviamo lo spazio! Riempiamo il mondo di sequoie giganti... sembra banale, ma non lo è.

Best Way To Fight Climate Change? Clone 3,000-Year-Old Redwoods

Archive of the ancient tree of the Archangel (ancienttreearchive.org)

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